Viaggiare è ancora possibile e senza grosse privazioni, scegliendo mete più vicine e sostenendo il turismo interno.
Il coronavirus ha indubbiamente stravolto le abitudini dei cittadini mondiali andando a limitare tanti aspetti che ritenevamo fondamentali nelle nostre vite. Noi italiani, da sempre popolo di viaggiatori, ci siamo trovati proiettati in una realtà in cui, il così tanto anelato viaggio come pausa rigenerativa dalla routine quotidiana, ci è stato in qualche modo sottratto. A ben vedere, sicuramente, non è uno dei problemi fondamentali di questo periodo, ma anche questa privazione, alla lunga, potrebbe avere effetti poco positivi sugli equilibri psicologici degli individui.

Viaggiare è una di quelle attività ricreative che più attiva il sistema neuronale della ricompensa e che ci motiva ad impegnarci nella vita di tutti i giorni per poter raggiungere l’obbiettivo finale di una pausa piacevole, lontani dagli stress.

Se la rinuncia al viaggio è qualcosa di non contemplabile, come in un adattamento omeostatico, tenderemo tutti quanti alla ricerca di nuove modalità di spostamento e nuove mete di pellegrinaggio.

Forse mai come in questo periodo si potrebbe approfittare della conoscenza di località a due passi da noi. L’Italia ha la fortuna di essere disseminata, da nord a sud e passando per le isole, di posti meravigliosi ricchi di storia, cultura, di bellezze naturalistiche, che nulla hanno da invidiare a qualsivoglia meta esotica. Internet poi, ci viene in soccorso indicandoci posti che mai avremmo pensato esistessero, magari proprio raggiungibili con poche ore di viaggio in macchina.

Così, eliminata anche la paura di spostarsi su mezzi pubblici affollati, rispolverata come da un vecchio baule, la “gita fuori porta” domenicale potrebbe diventare una nuova esperienza di viaggio. Con pochi soldi e con maggiore frequenza potremmo gratificarci in avventure di scoperta e riscoperta anche di quei posti visitati tanti anni prima e . . .

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