Sebbene la velocità sia diventata un elemento imprescindibile della quotidianità, il treno si contrappone a questa tendenza offrendo la possibilità di assaporare il viaggio con lentezza. Oggi viaggiare in treno è sinonimo di sostenibilità, consapevolezza e riscoperta di ricchezze territoriali e naturali nascoste.

È questo il senso del viaggiare: occasione per staccare la spina dalla routine e immergersi in ritmi più pacati, capaci di regalare emozioni nuove e di far riscoprire ciò che ci circonda. In altre parole slow tourism: turismo incentrato sull’esperienza e sulla sostenibilità.

Un nuovo modo di vivere il turismo in Italia: viaggiare in treno

Dopo aver subito un’agguerrita concorrenza dei voli low cost, viaggiare in treno sembra stia tornando sempre di più in auge. Uno studio del 2023 effettuato da Trainline (piattaforma indipendente di prenotazione biglietti) dimostra che il 67% degli italiani considererebbe il prezzo il fattore chiave nella scelta del mezzo di trasporto. Mentre il 34% avrebbe scelto (almeno 1-2 volte) consapevolmente il treno rispetto all’auto per ridurre la propria impronta di carbonio.

Il treno non risulterebbe solo un mezzo di trasporto, ma un volano imprescindibile per il settore turistico. «Il treno supporta il turismo italiano nella crescita dei numeri, anche perché è un mezzo economicamente sostenibile. L’Italia è tornata a viaggiare e ha scelto di farlo in treno». Questo è emerso in un dialogo sul tema “Lo sviluppo internazionale del turismo e il valore della sostenibilità” tenutosi alla BIT 2023 di Milano tra gli AD Ivana Jelinic (ENIT – Agenzia nazionale del turismo) e Luigi Corradi (Trenitalia).

Viaggiare in treno in Italia: l’offerta turistica è variegata

Viaggiare in treno in Italia si sta adattando ad una domanda sempre più vicina alla sostenibilità e ai servizi ferroviari di qualità. A vivere e percepire il viaggio in treno come un momento integrante della vacanza, un elemento fondante dell’esperienza turistica complessiva. Diverse sono le offerte di turismo ferroviario italiano che hanno sposato la causa in veri e propri travel book.

Il Gruppo FS  ha istituito la società FS Treni Turistici italiani implementando un nuovo turismo veramente sostenibile, fuori dai classici circuiti e attento alla riscoperta del Bel Paese. Esistono tratte dedicate agli amanti della montagna e tragitti per chi preferisce il mare. Percorsi che raggiungono i piccoli borghi o che attraversano parchi e oasi naturali. Tratte dedicate allo sport e al benessere (vie ciclo-turistiche e percorsi wellness). Infile, linee che raggiungono i 33 siti italiani patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Tre gli ambiti di servizi studiati in chiave turistico-esperienziale:

  • Il Lusso: con intramontabili tratte come l’Orient Express o il Venice Simplon Orient Express.
  • L’Espresso e Treni Storici: che implementerebbero tratte, anche notturne, tra le principali località turistiche italiane attraverso vagoni vintage, completamente restaurati, offrendo servizi differenziati (cucina espressa a bordo, vetture letto, vetture meeting, trasporto bici, sci e mezzi per la mobilità sostenibile).
  • Gli Omnibus-Regionali: che nei week-end garantiscono tariffe vantaggiose su linee che attraversano borghi e aree di interesse paesaggistico e naturalistico, contraddistinte da tradizioni eno-gastronomiche e agro-alimentari.

Come il progetto pilota partito lo scorso novembre nel Salento in Puglia: Salento Wine Train-Viaggio nelle terre del Primitivo e del Negramaro. Un treno “cento porte” degli anni ’30 di proprietà di Fondazione FS, infatti, ha effettuato un viaggio tra Lecce e Manduria alla scoperta delle più rappresentative cantine. Ognuna espressione di una provincia, di una Denominazione di Origine e di un Consorzio di Tutela.

Tutta la comunità è fortemente motivata a fare in modo che iniziative come questa contribuiscano ad avviare un processo di sviluppo verso una mobilità più sostenibile. Un settore che da sempre ha dato linfa vitale al Made in Italy, oggi, potrebbe portare lustro e vantaggi al Paese anche in chiave green.

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Marco Russo

Come Gastronomo e Food & Wine Writer non mi limito ad assaggiare e scrivere ma vivo e respiro a pieno il mondo dell'agroalimentare e dell'enogastronomia. Sono un esploratore di sapori e un appassionato divulgatore della cultura del cibo e del vino. Il mio percorso nel mondo della comunicazione del gusto è iniziato con una laurea in Scienze Gastronomiche, arricchito da un Master in Restaurant Management e da diverse specializzazioni nel food & beverage, tra cui quella da sommelier. Al momento sono con la penna immersa nelle storie positive di “BuoneNotizie.it” e nella concretezza di “What Now? Le soluzioni oltre il problema”. Le due Testate con le quali collaboro e in cui esprimo la mia passione per l'enogastronomia, il turismo, l'attualità e le dinamiche sociali. Tutto ciò prende forma grazie anche al percorso formativo che sto seguendo presso la scuola di giornalismo costruttivo dell'Associazione Italiana Giornalismo Costruttivo

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