Meningite: molto rumore per nulla

di 16 Gennaio 2008Benessere

Gli allarmismi, quando si parla di salute, fanno sempre notizia e purtroppo spesso alimentano forme di psicosi nella popolazione. Non che si possano sottacere i recenti casi di meningite comparsi ormai in tutta Italia, con il conseguente sospetto che si tratti di piccole epidemie definite cluster, nel caso in cui si verifichino almeno due casi in 30 giorni in un raggio di 50 km. Si tratta comunque di una situazione sotto controllo e anche il Ministero della Salute ha affermato che i dati sono nella norma.

Ma vediamo di capirne un po’ di più. La meningite è una infiammazione delle membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale, le meningi appunto. Ne esistono varie forme: di tipo batterico, virale o micotico. Le forme batteriche sono dovute soprattutto allo streptococco pneumoniae, all’haemophilus influenzae di tipo B e al menginococco. Si tratta di una malattia di origine infettiva e la sua presenza è endemica , cioè sempre presente, sul territorio.

I casi più pericolosi rimangono quelli causati dal meningococco. Si possono calcolare almeno un 10% di portatori sani di meningococco e solo in rari casi si sviluppa la malattia, come è successo di recente in provincia di Treviso. Ogni anno quindi si riscontrano casi fisiologici di decessi a causa della meningite. Il germe si trasmette per via respiratoria, ma non sono ancora stati riscontrati casi dovuti a infezione per via alimentare.

Purtroppo, anche se è vero che la stampa ha dato un eccessivo risalto a quanto sta accadendo, come nel caso della SARS (l’acronimo di Severe Acute Respiratory Syndrome, grave sindrome respiratoria acuta) non possiamo non ascoltare l’allarme lanciato da Walter Pasini, Direttore del Centro OMS Medicina del Turismo, il quale afferma che “la circolazione in Italia di un elevato numero di africani provenienti dalla cosiddetta cintura menginococcica (senegalesi, ivoriani, etiopi, somali) pone il rischio anche da meningite A, Y e W135” contro i quali esiste un vaccino che conferisce un’immunità di soli 3 anni. Anche nel caso del menginococco del gruppo C è disponibile il vaccino, mentre per quello del gruppo B non esiste ed è quindi letale.

Il problema più grave, dovuto al notevole flusso di immigrati irregolari che sfuggono ai controlli sanitari, è determinato da tutta una serie di malattie trasmesse per via alimentare, dalle malattie a trasmissione sessuale, ma soprattutto dalla tubercolosi che sta aumentando ogni anno e che miete più vittime persino dell’AIDS in tutta Europa, presentando delle pericolose forme antibiotico-resistenti.

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