Salute & Benessere

Nuove frontiere nella cura dei trapianti

di 5 Dicembre 2008No Comments

Si apre una nuova speranza per chi attende il trapianto di organi: le braccia meccaniche di un robot, comandate da una consolle da un chirurgo, hanno aiutato, per la prima volta in Italia, ad effettuare alcune fasi di prelievo e trapianto di un rene da un donatore vivente. L’operazione, unica in Italia e la seconda in Europa, è stata effettuata a Pisa dove i chirurghi hanno utilizzato il robot Da Vinci per il prelievo di rene da donatore vivente. Nell’intervento, il rene destro è stato prelevato da una donna di 55 anni per essere trapiantato nel figlio, in dialisi cronica, di 25 anni. L’intervento di prelievo è durato circa 1 ora. Il ricevente è stato dimesso, con un’ottima funzione renale, 7 giorni dopo il trapianto. Le braccia del robot operano materialmente sull’addome del paziente attraverso mini-incisioni cutanee, mentre il chirurgo siede ad una consolle di comando che trasmette i segnali agli strumenti nei movimenti più fini.

Prima per i by pass aorto-coronarici, poi in campo toracico, vascolare, urologico per gli interventi sulla prostata e ora anche nella sostituzione d’organo: la tecnica robotica, se verificata su altri interventi analoghi, potrà costituire un progresso tecnologico importante per la chirurgia dei trapianti perché in grado di effettuare interventi più precisi e soprattutto ripetibili a distanza, aprendo scenari finora impensabili.

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Secondo gli esperti la vera rivoluzione consiste nella possibilità di eseguire movimenti di grandissima precisione. Tutto ciò si traduce in una minore incidenza di effetti collaterali e tempi di degenza per il paziente ridotti. Entro pochi anni gran parte della chirurgia ‘aperta’ per altri organi come il fegato e il pancreas, sarà effettuata con queste macchine. Nel nostro paese sono disponibili quasi 30 robot di questo tipo ma non così sofisticati come quello usato a Pisa; e in campo urologico l’Italia è la seconda nazione al mondo per l’utilizzo di questa chirurgia. A detenere il primato sono gli Usa, mentre l’Italia supera Francia che vanta 18 ospedali con un robot in sala operatoria, la Germania che ne ha 13 e il Regno Unito con 9.

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Maria Valentino

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