Cellule staminali da cordone ombelicale: l'Italia è prima

di 20 Marzo 2009Benessere

1374 trapianti ogni anno, 18 bio-banche istituite in strutture pubbliche, un registro di 370 mila donatori. Sono questi i numeri che portano l’Italia ad essere il primo Paese al mondo per trapianti di staminali emopoietiche eseguiti per milione di abitanti: un dato importante, rivelato lo scorso 18 marzo nel corso di una presentazione del Ministero del Welfare ad esse dedicato. L’utilizzo di queste cellule nei trapianti rappresenta una terapia di successo per la cura di gravi malattie del sangue, come anemie, leucemie e deficienze immunitarie.

I dati sono stati svelati nel dossier “Uso appropriato delle cellule staminali del sangue del cordone ombelicale”, un’operazione per dissipare ogni dubbio circa le staminali emopoietiche di derivazione cordonale. Occorre chiarire che queste importanti unità biologiche non sono quelle di provenienza embrionale, ma quelle in grado di dare origine agli elementi corpuscolari del sangue, cioè globuli rossi, globuli bianchi e piastrine, che asservono a compiti fondamentali, come, per esempio, rigenerare l’ambiente midollare nel caso questo sia stato danneggiato. Se, negli anni passati, il principale organo in grado di produrre questi elementi era solamente identificato nel midollo osseo, oggi, a questa soluzione si affianca anche quella del sangue placentare: le cellule staminali cordonali sono, infatti, in grado di ricostruire perfettamente un midollo osseo danneggiato.

Il punto fondamentale di questo dossier consiste nel sottolineare come la donazione del cordone ombelicale non debba essere fatta solo per garantire a sé stessi o ad un proprio parente un’efficace arma di cura, ma debba essere a servizio della collettività, dare la possibilità a tutti i malati di servirsene, a patto di essere compatibili con il donatore. Proprio per questi motivi, in Italia, la donazione è volontaria, gratuita ed anonima. La raccolta e la conservazione è effettuata solo ed esclusivamente presso istituti pubblici, senza alcun onere per il donatore.

Le staminali italiane, per l’alta qualità del materiale selezionato, sono molto ricercate anche all’estero, ma molto si può fare ancora per incentivare le donazioni e migliorare i collegamenti tra le diverse strutture di conservazione. Il Ministero del Welfare intende procedere su questa strada: nei prossimi anni verranno stanziati circa 10 milioni di euro per implementare la rete nazionale delle bio–banche.

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