Parkinson: la speranza viene dall'Italia

Da sinistra Marina Pizzi, Giorgio Brunelli, Pierfranco Spano e Rita Levi Montalcini

Un gruppo di scienziati italiani pilotati da Marina Pizzi e Pier Franco Spano dell’Istituto Nazionale di Neuroscienze (Inn) ha identificato la proteina-sentinella in grado di prevenire l’insorgere del morbo di Parkinson.Sembra aprire la porta a concrete speranze lo studio degli scienziati italiani pubblicato sulla rivista inglese “Brain”: la  “nuova scoperta” si chiama C-Rel ed è una proteina del cervello il cui cattivo funzionamento può spianare la strada a una malattia che ha un’incidenza notevole in tutto il mondo (anche se in modo ridotto in Africa e in Cina) e che in Italia produce annualmente dagli 8000 ai 12000 nuovi casi.

Gli studiosi dell’Inn (un consorzio di cui fanno parte i centri di ricerca delle università di Brescia, Cagliari e Verona) hanno lavorato in sinergia con i colleghi di Cambridge e della Cornell University di New York. Lo studio degli scienziati si è basato su alcune ricerche effettuate sui topi: sembra infatti che il blocco dell’espressione della proteina C-Rel abbia come conseguenza la perdita dei neuroni della “substantia nigra”, il piccolo nucleo all’interno del quale viene prodotta la dopamina.

Scoprire la proteina sentinella del Parkinson è senza dubbio un passo notevole. Ora l’équipe di studiosi sembra avere le idee chiare: l’obiettivo a lungo termine consiste nell’individuare una strategia farmacologica che consenta di potenziare il funzionamento della proteina. La strada da percorrere è ancora lunga e densa di obiettivi parziali: al momento gli scienziati stanno lavorando con i pazienti che presentano bassi livelli di C-Rel per valutare se alla base del cattivo funzionamento della proteina possa essere individuata una predisposizione genetica che consentirebbe la diagnosi precoce e la cura tempestiva della malattia.

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