Lotta al tabagismo: in Italia, Milano guida seguendo l’esempio di Parigi, Barcellona, New York e Los Angeles.

Dal 2005 ad oggi la lotta al fumo in Italia ha davvero fatto strada: ricordiamo tutti la legge Sirchia varata 15 anni fa per il divieto al tabacco in locali pubblici. Per quanto possa stupire, il consumo del fumo è sempre più percepito come una dipendenza che come un vizio. Anche nell’industria cinematografica le immagini stereotipate del seducente fumatore e della donna in carriera con l’immancabile sigaretta in mano sono state depauperate a favore di messaggi più salutisti.

Lo scorso 20 maggio, durante la Giornata Mondiale Senza Tabacco, l’OMS si è espressa con molta chiarezza: «stop alle tattiche dell’industria del tabacco per attirare le giovani generazioni al fumo». Un invito che rimanda ancora una volta all’importanza della prevenzione.

La prevenzione dal tabagismo è area d’azione del Ministero della Salute, che nel 2007 avanza una strategia (ancora in atto) per uno stile di vita libero dalle sigarette. Tre sono le direzioni espresse dal programma:

  • proteggere i non fumatori attraverso leggi antifumo;
  • ridurre il numero dei nuovi fumatori con campagne multimediali di comunicazione, dialoghi con le scuole ed etichettatura dei prodotti;
  • promuovere comunità per la dipendenza al tabacco, professionisti medici e farmaci per smettere di fumare.

Organo centrale del programma è il Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie (CCM). Grazie ai progetti del CCM, si gode oggi dell’inserimento della lotta al tabagismo negli atti istituzionali di tutte le Regioni. Inoltre, secondo l’Istituto Superiore di Sanità, un milione di italiani ha smesso di fumare dal 2005 al 2019, grazie anche alla convenzione dell’OMS contro il tabacco, entrata in vigore nel 2005.

Milano sarà la prima città italiana “smoke-free”

La città italiana più sensibile alla tematica pare sia la metropoli meneghina, che prevede il divieto di fumare in tutte le aree pubbliche all’aperto da gennaio 2025. Il Piano Aria-Clima, approvato dalla Giunta di Milano nel 2019, è inoltre uno strumento volto a ridurre l’inquinamento atmosferico e l’emergenza climatica.

L’ultima iniziativa in ordine di tempo è stata voluta dal sindaco di Milano, Giuseppe Sala. Fermate di mezzi pubblici, parchi, ambienti sportivi e stadi saranno zone off limits per i fumatori. Lo ha stabilito lo scorso 2 novembre una delibera passata prima alla giunta e poi approdata in Consiglio comunale. Il provvedimento, inserito nel Piano Aria-Clima, prevede infatti una metropoli “smoke free” entro il 2030.

Secondo quanto spiega l’assessore alla Mobilità del Comune, Marco Granelli, lo stop al fumo sarà un’operazione per il miglioramento del benessere dell’uomo e dell’intero pianeta. Con il piano Aria-Clima si prevede una diminuzione del PM10, particelle inquinanti e nocive presenti anche nel fumo delle sigarette.

L’idea del sindaco di Milano si avvicina al trend di città come Parigi, Barcellona, New York e Los Angeles. In quest’ultima, il divieto al tabacco in strada è la normalità: un esempio di come la lotta al tabagismo, monitorata dalla politica oltre che dalla sanità, sia davvero possibile.

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