One Health: la salute umana e del pianeta sono legate: questa la concezione a fondamento dell’One Health Center, una struttura innovativa inaugurata lo scorso 3 novembre a Olbia. Il centro sorge all’interno della piattaforma tecnologica europea Pte, infrastruttura istituzionale volta all’innovazione e all’internazionalizzazione delle imprese, situata nel distretto produttivo consortile cittadino gestito dal Cipnes Gallura.

One Health Centre è all’insegna di una dimensione multidisciplinare; al suo interno, infatti, trovano spazio il dipartimento dell’Innovazione dell’Università degli studi di Sassari, ma anche i laboratori dell’istituto sperimentale della Sardegna, l’Agency di sviluppo territoriale “Invest Gallura” e gli uffici amministrativi del progetto regionale di marketing territoriale Insula; lo scopo è promuovere la collaborazione tra il mondo accademico e imprenditoriale. Il centro è un’istituzione dedicata alla ricerca interdisciplinare e alla formazione, imperniata sull’approccio scientifico One Health, visione che considera la salute umana, animale e del Pianeta come realtà tra loro interdipendenti.

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One Health, un approccio olistico riconosciuto dal Ministero della Salute

One Health è un modello sanitario riconosciuto ufficialmente dal Ministero della Salute italiano e dalla Commissione Europea; tale metodo, riconoscendo l’interconnessione tra il benessere dell’uomo, degli animali e dell’ambiente, si fonda sulla collaborazione e sull’integrazione di discipline diverse. Questo approccio mira alla realizzazione di piani comuni e azioni sinergiche tra figure professionali differenti (medici, veterinari, ambientalisti, economisti, sociologi) per raggiungere la salute globale, affrontando meglio minacce come epidemie, contagi e contaminazioni.

La validità e il bisogno di mettere in campo un approccio di questo tipo pare trovare conferma nei dati: secondo quanto emerso durante il convegno ESMO 2023 svoltosi a Madrid lo scorso ottobre infatti, nel mondo il 24% delle patologie è determinato dall’esposizione a fattori ambientali. In Italia, a fare eco a questi numeri puntando i riflettori sulla necessità di promuovere maggiormente l’approccio One Health, è stata la professoressa Rossana Berardi, Ordinario di  Oncologia presso l’Università Politecnica delle Marche e Presidente di One Health Foundation durante il convegno “One Health Day. Dal Laboratorio all’ambiente: un approccio One Health per la Prevenzione delle Malattie, svoltosi a Montecitorio lo scorso 3 novembre in occasione del One Health Day, la giornata mondiale della salute del Pianeta.

Un convegno a Montecitorio per promuovere la salute globale

L’incontro, organizzato da One Health Foundation, associazione nata nel 2023 dalla collaborazione di professionisti sostenitori dell’approccio One Health, ha voluto sottoporre all’attenzione delle istituzioni e dei cittadini l’importanza di attuare politiche mirate alla difesa dell’ambiente e del benessere umano.

Durante il convegno Berardi ha infatti dichiarato: “è provato scientificamente come la maggioranza dei casi di malattie cardiovascolari, oncologiche e respiratorie siano influenzate dai fattori ambientali. Più di 1,4 milioni di decessi l’anno provocati dal cancro in tutto il mondo sono riconducibili a fattori di rischio modificabili di natura ambientale“.

Su questa linea anche Roberto Danovaro, Ordinario di Ecologia al Politecnico delle Marche e Presidente del Comitato Scientifico WWF, che ha aperto i lavori del convegno dipingendo un panorama poco rassicurante: “Abbiamo modificato il 75% delle terre emerse, il 90% della Terra sarà alterato entro il 2050, e circa un milione di specie è a rischio di estinzione; […] è impossibile disgiungere la salute del Pianeta da quella degli animali e da quella umana“.

Dal convegno è emerso come la prevenzione delle gravi malattie passi non solo da stili di vita, ma anche da ambienti sani. Da qui l’esigenza di coniugare sempre più l’educazione alla salute della popolazione, in particolare dei giovani, con la promozione di interventi mirati a limitare i pericoli causati dall’inquinamento.

I benefici di One Health, un modello sanitario per la salute globale

One Health è un approccio che può rivelarsi prezioso in vari ambiti, per esempio nell’affrontare le zoonosi, ovvero le malattie trasmissibili dagli animali all’uomo e viceversa. Il SARS-CoV-2, responsabile della pandemia da COVID-19, è un esempio che ben rappresenta l’interconnessione tra umani e animali.

In questo senso il modello One Health potrebbe prevenire lo sviluppo di zoonosi attraverso l’istituzione di una piattaforma online, in cui i diversi settori e organi di vigilanza possano condividere in tempo reale i dati inerenti lo stato di salute degli animali negli allevamenti, prevenendo così lo sviluppo di eventuali focolai; inoltre, la collaborazione tra settore veterinario e agricolo potrebbe permettere la produzione di mangimi più sani per gli animali, abbassando le loro probabilità di contrarre malattie.

One Health sembra trovare spazio anche in campo oncologico: a tal riguardo, nel 2022 è stato istituito un protocollo d’intesa tra la Federazione degli Ordini dei Veterinari Italiani (FNOVI), la Lega Italiana per la lotta contro i tumori (LILT) e il Centro di Referenza nazionale per l’Oncologia Veterinaria e comparata (CEROVEC) dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle D’Aosta; scopo della cooperazione è dare vita a una sinergia tra i registri dei tumori umani e animali, migliorando le conoscenze sui fattori di rischio e le strategie preventive.

Modello One Health: una realtà non ancora dominante, ma in crescita

Il modello One Health non ha ancora preso fortemente piede, ma negli ultimi anni sono stati fatti dei passi avanti: nel 2017 la Commissione Europea ha lanciato il Piano d’Azione One Health per combattere la resistenza antimicrobica, così come durante il Global Health Summit del 2021 avuto luogo a Roma, i leader del G20 e di altri Stati hanno individuato in One Health l’approccio vincente per affrontare i rischi  a cui la sanità globale andrà incontro nei prossimi anni.

In Italia, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha comunicato l’impegno assunto nel suo Piano Strategico 2021-23 per promuovere la crescita della capacità multidisciplinare, necessaria per le sfide sanitarie complesse a livello nazionale e internazionale. Una salute globale, dunque, per garantire la salute di ognuno.

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Carlotta Mantovani

Mi sono laureata in filosofia per cercare di comprendere il fondamento dei fenomeni. Questo interesse si è poi veicolato verso la dimensione morale, portandomi a cercare di analizzare le questioni inerenti la società e le nuove tecnologie. Vorrei fornire un’informazione capace di abbracciare questi temi prospettando anche soluzioni alla complessità della realtà. Da qui la scelta del giornalismo costruttivo. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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