“Il digiuno intermittente è utile per perdere peso ma non è adatto a tutti”, commenta la biologa nutrizionista, Francesca Morganti. Sul digiuno si è dibattuto a lungo e, probabilmente, anche tu ti sarai imbattuto sul tema e ti sarai chiesto se fosse efficace per dimagrire. Per scoprirlo abbiamo intervistato la Dottoressa Morganti, che ci ha offerto il suo punto di vista e dato alcuni consigli per affrontarlo migliorando l’alimentazione.

Digiuno intermittente: si o no?

Oggi il digiuno è una moda. “È una pratica che prima non si usava e che adesso è oggetto di studio e viene usata da professionisti”, afferma la Morganti, che con i suoi clienti adotta la dieta mediterranea. “Come tutte le diete bisogna informarsi e valutare gli studi scientifici”. A tal proposito, uno studio su Nature ha confrontato il digiuno intermittente con la restrizione calorica (cioè il ridurre le calorie al di sotto del fabbisogno energetico). Entrambe le diete hanno ridotto grassi, carboidrati e zucchero: la prima prevedeva il 35% di carboidrati, il 30% di grassi e il 35% di proteine, mentre la seconda prevedeva il 41% di carboidrati, il 38% di grassi e il 21% di proteine.

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Morganti spiega che il digiuno intermittente sta nelle tempistiche piuttosto che sulla quantità e qualità dell’alimentazione. A differenza di altri regimi alimentari che si concentrano su quanto e cosa mangiare, il digiuno intermittente si basa su intervalli di tempo in cui si assume cibo e periodi in cui non se ne assume. 

La storia di Maria che ha perso peso con il digiuno

La perdita di peso e il miglioramento della composizione corporea sono tra i principali benefici del digiuno intermittente, perché “porta a mangiare in un periodo di tempo limitato e si assumono meno calorie”. È  utile per chi soffre di insulino-resistenza, sovrappeso o obesità. Ad esempio, Maria (nome fittizio), trentenne sovrappeso e insulino-resistente, aveva difficoltà a gestire carboidrati e zuccheri, il che l’ha portata a ingrassare. Con l’aiuto della nutrizionista, ha adottato il digiuno intermittente 16:8 (16 ore di digiuno e 8 di alimentazione), mangiando a pranzo, merenda e cena per circa 3-4 mesi, a giorni alterni.

Durante questo periodo, Maria ha migliorato la sensibilità all’insulina e l’assimilazione dei carboidrati, perdendo peso. Poi, è passata a una dieta mediterranea.

Chi può praticarlo?

Maria ha scelto di digiunare saltando la colazione. Ma è possibile anche digiunare rinunciando alla cena. In questo caso si fa colazione, pranzo e merenda, poi si digiuna fino al mattino successivo. Così, il digiuno può essere integrato al proprio stile di vita.

Tuttavia, “il digiuno non è adatto a tutti” ricorda Morganti, specialmente alle donne in gravidanza, ai giovani, agli individui con pressione bassa o a chi svolge lavori pesanti. È sconsigliato per chi soffre di disturbi alimentari a causa di rischio abbuffate o anoressia nervosa.

Niente digiuno fai da te: informati e consulta un professionista

Per chi vuole iniziare il digiuno intermittente, Morganti sconsiglia il fai da te. “Bisogna affidarsi a un professionista e fare un’anamnesi per capire se il digiuno è adatto o no. Ad esempio, mi è capito un signore sportivo e magro che voleva fare il digiuno e io gli ho detto di no, perché per lui fare il digiuno non era la scelta giusta”. Il digiuno fai da te può causare stanchezza, svenimenti, peggiorare il rapporto con l’alimentazione e compromettere il metabolismo. “Se il nostro corpo vede che il cibo non arriva, va in uno stato di emergenza e rallenta tutto ciò che è secondario. Questo significa che, se rallenta il metabolismo, è molto più facile ingrassare”.

In conclusione, è fondamentale consultare un professionista e informarsi per valutare se il digiuno intermittente sia la scelta giusta, evitando effetti negativi sulla salute.

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Giulia Mastrocicco

Sono Giulia Mastrocicco. Laureata in Giornalismo, Comunicazione editoriale e multimediale presso l'Università di Parma.

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