La gravidanza è un periodo di grandi emozioni e di trasformazioni fisiche e psicologiche. Ogni donna vive questo periodo in modo soggettivo, sperimentando una miriade di stati d’animo, che si dispiegano dalla gioia alla paura, dall’insicurezza all’impazienza di conoscere il bambino. La futura mamma può temere per la sua salute e quella del nascituro, o avere la paura di non essere in grado di occuparsi del neonato.

Avere delle insicurezze è normale, ma un aiuto ad essere una madre amorevole e attenta arriva dalla natura stessa. Come spiega uno studio condotto dai ricercatori delle Università di Leiden e di Barcellona, durante la gestazione il cervello materno si modifica, sviluppando la capacità di comprendere le necessità del piccolo.

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Cambiamenti emozionali durante la gravidanza

Aspettare un bambino può suscitare grande serenità, senso di pienezza e realizzazione. Un mito da sfatare è quello secondo cui essere incinta significhi limitare drasticamente l’attività fisica. Passeggiare, praticare il nuoto o la ginnastica dolce è assolutamente consigliato per favorire il proprio benessere e quello del nascituro, così come frequentare corsi di yoga per rilassare il corpo e la mente. La gestazione può essere un periodo favorevole per abbandonare abitudini nocive come il fumo e il consumo di alcool.

La gravidanza permette anche alla donna di maturare psicologicamente, passando dal ruolo di figlia a quello di madre e di acquisire maggiori competenze emotive. La ricerca come in questo periodo il cervello della donna vada incontro a trasformazioni strutturali e a variazioni volumetriche della materia grigia.

Questi cambiamenti sono necessari per rendere la mamma più attenta nel riconoscere e rispondere ai bisogni fisici e psicologici del figlio. Un aiuto in questa direzione, però, arriva anche dal nascituro.

Mamma e bambino, un legame indissolubile

Fin dalle prime settimane, tra madre e figlio s’instaura una simbiosi fisica, psicologica ed emotiva. Questo legame non solo è forte, ma anche bidirezionale: il feto, ed è questo l’aspetto più stupefacente, aiuta la madre a diventare accudente ed empatica verso di lui. Ciò avviene tramite le cellule staminali fetali, veri messaggi d’amore che dal bambino migrano nel cervello materno, dando vita a un ‘dialogo’ profondo e intimo.

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Carlotta Sganzerla Mantovani

Mi sono laureata in filosofia per cercare di comprendere il fondamento dei fenomeni, la dimensione morale, portandomi ad analizzare questioni inerenti la società e le nuove tecnologie. Abbraccio questi temi prospettando soluzioni alla complessità della realtà. Da qui la mia scelta del giornalismo costruttivo. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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