La patologia dell’emicrania affligge 7 milioni di italiani: l’ultimo rimedio scoperto dalla scienza neurofarmacologica è la terapia con anticorpi monoclonali anti-CGRP. BuoneNotizie.it ha intervistato il neurologo Stefano Messina – Responsabile del Centro Cefalee dell’Istituto Auxologico di Milano – il quale ci spiega i traguardi raggiunti dalla ricerca scientifica nella scoperta dell’origine del “mal di testa” e le nuove terapie farmacologiche attuate per bloccare l’insorgenza del dolore.

Le cause dell’emicrania e la “responsabilità” della proteina CGRP

Il 15% della popolazione italiana soffre di emicrania e le donne ne sono più colpite, in un rapporto di tre a uno, a causa del calo fisiologico mensile degli estrogeni. La fascia di età è compresa tra i 18-20 e i 50 anni. La patologia si presenta con vari sintomi fino ai più invalidanti con la limitazione della vista. «Grazie alla ricerca scientifica – spiega il neurologo Stefano Messina, – oggi si è capito quali sono i meccanismi biologici alla base dell’emicrania». Abbiamo chiesto al dottor Messina di spiegarci, in modo accessibile anche ai non studiosi della materia, la causa e il rimedio.

«Gli studi medici hanno confermato – chiarifica il neurologo intervistato – che un particolare neuropeptide, una proteina prodotta dal nostro stesso organismo, denominata CGRP, contribuisce alla comparsa dell’attacco emicranico, scatenando il dolore nel nostro cervello, nello specifico nel sistema nervoso centrale. In breve, è la proteina CGRP che “produce” il dolore. Il CGRP, liberato dalle fibre nervose del nervo trigemino, agisce sui vasi e sulle meningi del cervello causando la comparsa del dolore.».

Tra i principali fattori scatenanti l’emicrania – attivando la proteina CGRP – abbiamo lo stress e l’assenza di sonno. I dati raccolti dalla pratica clinica rivelano che in un’altissima percentuale vi è una predisposizione genetica.

Il rimedio all’emicrania: il farmaco con gli anticorpi anti CGRP

Appurato dalla scienza che è la proteina CGRP la causa che contribuisce all’attacco emicranico e del dolore, l’industria farmaceutica si è adoperata a fornire farmaci che agiscono sulle terminazioni nervose inibendo l’azione del CGRP. Fino ad oggi infatti la tipologia di farmaci più utilizzata erano i betabloccanti e gli antidepressivi triciclici.

«La ricerca farmacologica – prosegue il dottor Stefano Messina – ha così elaborato nuovi medicinali molto efficaci contenenti i benefici anticorpi monoclonali, una molecola rivolta direttamente ad attaccare il CGRP per bloccarne l’azione. L’anticorpo somministrato con un’iniezione sottocutanea, mensile o trimestrale, ai pazienti che soffrono di frequenti attacchi emicranici, mira alla prevenzione dell’emicrania. Nel nostro Centro Cefalee vengono altresì effettuate infiltrazioni di tossina botulinica e vi è anche la possibilità di iniziare la terapia con nuovi farmaci, somministrati per bocca, chiamati gepanti. I risultati sono più che soddisfacenti con un’alta percentuale di riduzione dei giorni mensili di emicrania.».

Il termine generico “cefalea” raggruppa 14 tipologie di dolore alla testa, tra cui l’emicrania è la più importante. Gli anticorpi monoclonali anti-CGRP sono farmaci efficaci e sicuri: una terapia farmacologica nel trattamento preventivo dell’emicrania ormai assunta in tutto il mondo e della quale l’Italia con i centri di Milano, Firenze e Roma è all’avanguardia.

 

 

 

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Lucia Massi

Avvocata, assistente universitaria in U.S.A., interprete del tribunale di Roma e promotrice di cultura italiana presso la F.A.O. Le lauree conseguite in Italia e all’estero, incluso un Ph.D. presso la Columbia University di New York, attengono alle discipline giuridiche e letterarie. Laureata in giornalismo, collabora con BuoneNotizie.it.

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