“Le emozioni positive sono grandi propulsori di energia, capaci di incidere fortemente sulla possibilità della persona di attivare il proprio potenziale”. A dirlo è la psicologa Barbara Fredrickson, esponente della psicologia positiva, che nella sua teoria dell’ampliamento e della costruzione evidenzia come le emozioni positive aumentino flessibilità, capacità di pensiero, azione e relazione.
L’emozione è una reazione affettiva intensa, determinata da uno stimolo endogeno o esogeno, ma è anche un’esperienza tramite cui sviluppare capacità spendibili nel corso della vita. Certo, gli stati emotivi sorgono spontaneamente, ma le emozioni positive possono essere coltivate anche attraverso la meditazione della gentilezza amorevole.
Valore e funzione delle emozioni positive
Nella teoria dell’ampliamento e della costruzione, Fredrickson spiega la funzione delle emozioni positive. Secondo questa tesi, gli stati emotivi positivi, al pari di quelli negativi, hanno una funzione adattiva, ovvero volta all’evoluzione della specie, ma agiscono in modo diverso.
Le emozioni negative sono finalizzate soprattutto alla sopravvivenza del soggetto, basti pensare all’importanza della paura, campanello d’allarme utile a mettersi in salvo in caso di pericolo. Diversamente, le emozioni positive sono volte all’ampliamento delle abilità sociali, cognitive e comportamentali dell’individuo. Tali competenze, una volta acquisite, permangono rispetto agli stati emotivi transitori che hanno portato alla loro acquisizione, costituendo un patrimonio di risorse da impiegare nelle varie circostanze dell’esistenza.
La psicologa individua quattro emozioni positive fondamentali: gioia, contentezza, interesse e amore, la cui attivazione ha effetti benefici sulla memoria, sulla creatività, sulla capacità di problem-solving, sull’apprendimento e sulle relazioni sociali.
Sperimentare gioia e contentezza nel rapportarsi con gli altri, per esempio, rende la persona più altruista, nonché motivata a tessere nuove relazioni rispetto a chi non sperimenta quello stato emotivo. Provare interesse, invece, induce ad ampliare le proprie conoscenze, acquisendo nuove prospettive e modi di pensare. Assaporare l’amore amplia le capacità relazionali, aiuta ad affrontare la quotidianità con maggiore serenità e allunga la prospettiva di vita.
“Le emozioni positive – afferma Fredrickson – migliorano anche la resilienza, cioè la capacità degli individui di rispondere flessibilmente ai cambiamenti ambientali e di allontanare gli stati d’animo negativi. L’ampliamento psicologico scatenato da un’emozione positiva può aumentare la ricettività di un individuo per i successivi eventi piacevoli o significativi, aumentando le probabilità che l’individuo darà un significato positivo a questi eventi successivi e sperimenterà ulteriori emozioni positive”.
Come coltivare le emozioni: la meditazione della gentilezza amorevole
La meditazione della gentilezza amorevole è un valido strumento per stimolare emozioni piacevoli. Questa tecnica, radicata nella tradizione buddista, si fonda sulla ricerca di stati d’animo e pensieri amorevoli e compassionevoli.
In un primo momento, la concentrazione viene indirizzata verso sé stessi, confidando nella buona salute, nella felicità e nell’assenza di sofferenza. Successivamente, i pensieri positivi devono essere rivolti verso persone che si amano e rispettano, come i propri cari e gli amici e quindi, volti verso coloro con cui s’intrattengono rapporti di routine, ma per i quali non si vive alcun coinvolgimento emotivo. In seguito, le medesime attenzioni si posano su persone considerate nemiche, per poi dirigerle verso coloro che soffrono e verso tutti gli esseri viventi, fino ad abbracciare con pensieri d’amore l’intero universo.
Se all’inizio può risultare difficile provare empatia verso chi è considerato “nemico”, con il tempo questa pratica potenzia la capacità di aprirsi anche a coloro che hanno generato dolore, sperimentando un genere di amore universale. “Le emozioni positive – scrive ancora Fredrickson – aprono i nostri cuori e le nostre menti, ci rendono più ricettivi e più creativi.”