Evoluzione significativa nella diagnosi del cancro al seno. Intelligenza artificiale (IA) sta trasformando l’analisi delle immagini tumorali. Una novità fondamentale in Italia, dove il tumore al seno rimane la neoplasia più diagnosticata tra le donne, con oltre 55.000 nuovi casi annui. Grazie a diagnosi precoci e terapie avanzate, i risultati sono tangibili: 88% di sopravvivenza a 5 anni in Italia, con picchi del 91% dopo il primo anno.
Attesissima la Race for the Cure, principale evento sportivo in Europa dedicato alla lotta contro il tumore mammario, che si svolgerà dall’8 al 11 maggio a Roma. La battaglia si vince unendo i progressi della scienza alla forza delle comunità, affinché ogni donna abbia gli strumenti per scrivere la propria storia di guarigione.
Diagnosi senologica: l’IA al servizio della prevenzione
L’integrazione tra innovazione e competenza medica ridefinisce la lotta contro il cancro al seno. L’IA è la protagonista di questa rivoluzione diagnostica. Infatti, il più ampio studio clinico randomizzato in ambito oncologico (100.000 donne tra i 40 e i 74 anni), pubblicato nel 2024 su The Lancet Digital Health, dimostra che l’IA aumenta del 29% la capacità di individuare tumori al seno in fase iniziale rispetto ai metodi tradizionali.
All’IRCCS Istituto Clinico Humanitas, un software avanzato, sviluppato in collaborazione con centri di ricerca internazionali, opera in tempo reale durante l’esame. Ottimizza la qualità delle immagini, riduce artefatti da movimento e classifica automaticamente la densità mammaria con una precisione del 95%.
A completare il quadro, lo stile di vita. Secondo l’OMS, infatti, il 30% dei tumori mammari potrebbe essere evitato con attività fisica regolare, mantenimento del peso corporeo e riduzione del consumo di alcol. In Lombardia, un progetto pilota sfrutta gli algoritmi predittivi dell’IA per incrociare dati mammografici con gli stili di vita (attività fisica, BMI, consumo alcolico) per calcolare il rischio individuale a 5 anni.
Screening e cure per il tumore al seno
In Italia, il 73% delle donne aderisce agli screening per il cancro al seno. In particolare, la prevenzione si articola su più livelli. Per le under 40, l’ecografia resta lo strumento principe; per le over 50, la mammografia digitale 3D con tomosintesi offre una visione stratificata; per chi ha una storia familiare o seno denso, la risonanza magnetica con mezzo di contrasto garantisce un’accuratezza superiore al 90%.
Se la tecnologia avanza, la ricerca farmacologica fa passi da gigante. Nel 2025 è stato approvato un nuovo farmaco-anticorpo coniugato per il cancro al seno metastatico e triplo negativo. Inoltre, in fase di sperimentazione microsensori impiantabili che monitorano in tempo reale la risposta alle cure e piattaforme di realtà virtuale per ridurre l’ansia pre-operatoria.

Sensibilizzazione cancro al seno (Foto di Klaus Nielsen da Pexels)
Race for the Cure: uniti per la lotta contro il cancro al seno
Alla ricerca scientifica si affianca una crescente consapevolezza, sostenuta da numerose attività di sensibilizzazione. Dal 8 all’11 maggio, Race for the Cure trasformerà Roma in un laboratorio globale di salute. Si tratta di una corsa di 5 km e una passeggiata di 3 km aperte a tutti.
L’evento coinvolge oltre 80.000 persone tra corsisti, volontari e medici. Il cuore pulsante è il Villaggio della Salute al Circo Massimo, dove 7 unità mobili dotate di mammografi digitali con IA offrono screening gratuiti a ciclo continuo. Ogni anno, queste strutture itineranti visitano 10.000 donne.
Inoltre, tra le novità del 2025, un’area dedicata alle under 40 con ecografi di ultima generazione e consulenze genetiche per identificare mutazioni BRCA. Il fundraising per la ricerca sul cancro al seno è un altro pilastro: nel 2024 sono stati raccolti 2,3 milioni di euro, destinati a finanziare 15 borse di ricerca.
Le storie delle partecipanti sono il motore emotivo, come quella di Laura, 38 anni, che dopo la diagnosi di tumore al seno ricevuta durante l’evento 2023, ha avuto accesso a un protocollo di immunoterapia sperimentale, oggi in remissione. Testimonial come Maria Grazia Cucinotta e Rosanna Banfi sottolineano l’importanza della diagnosi precoce. “Ho perso mia madre a causa di un tumore scoperto tardi – racconta Banfi – oggi possiamo cambiare questo destino”.