Un ambulatorio informale in riva al mare per parlare di benessere mentale: ecco l’iniziativa di Alessandro Iacubino.
Sulle spiagge del Gargano, l’idea di benessere ha assunto una nuova forma. Qui lo psicologo ha deciso di spostare temporaneamente il suo studio sotto l’ombrellone, trasformando la spiaggia in un luogo di ascolto, dialogo e supporto per chi ha bisogno di prendersi cura della propria salute mentale. A Rodi Garganico e Peschici, accoglie gratuitamente persone che chiedono un confronto, un consiglio o semplicemente un momento per liberarsi da ansie e paure. Tutti i pazienti sono accomunati da una consapevolezza crescente: prendersi cura della salute mentale non è più un tabù, anzi, è una necessità.
Se oggi è possibile incontrare uno psicologo anche sotto l’ombrellone, quanto siamo davvero vicini a garantire un accesso equo e diffuso al supporto psicologico per tutti?
Psicologia più accessibile: il prezioso contributo del Bonus Psicologo
Questa tendenza a sdoganare la psicologia si riflette anche a livello istituzionale. Negli ultimi anni, parlare di benessere mentale non è più prerogativa di ambienti clinici o specialistici. Sempre più spesso la si incontra sui social, nei podcast, nei media tradizionali e ora anche nei luoghi di vacanza. A tutto questo si aggiungono gli sforzi dello Stato per sostenere economicamente l’accesso a percorsi psicologici attraverso misure come il Bonus Psicologo.
Attivo in forma stabile dal 2023, il Bonus Psicologo è stato confermato anche per il 2025. Consente, in base all’ISEE, di ottenere un rimborso per le sedute di psicoterapia, fino a un massimo di 1.500 euro annui. Il finanziamento complessivo per quest’anno ammonta a 9,5 milioni di euro e ad aprile l’INPS ha riattivato lo scorrimento delle graduatorie. Tuttavia, la richiesta supera ancora di gran lunga i fondi disponibili, e in molte regioni accedere al bonus è difficile.
Pur rappresentando un importante passo avanti nella promozione del benessere mentale, la misura rimane limitata, con coperture che variano a seconda del reddito e della disponibilità regionale. In alcune zone d’Italia, come la Puglia, si affiancano iniziative private e servizi di prossimità, ma altrove l’offerta resta scarsa o frammentata.
L’Italia a due velocità nella tutela della benessere mentale
Il panorama della salute mentale in Italia è in trasformazione, ma ancora molto disomogeneo. La figura dello psicologo di base, proposta più volte in sede parlamentare, non è ancora stata attuata in modo strutturale, e i servizi pubblici di supporto psicologico variano notevolmente da regione a regione.
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza prevede investimenti per rafforzare la rete territoriale, ma gli effetti concreti si vedranno solo nei prossimi anni. Nel frattempo, molte persone si affidano a psicologi privati, a piattaforme online o – come nel caso delle spiagge pugliesi – a professionisti che offrono spazi informali di dialogo.
L’esperienza dello “psicologo sotto l’ombrellone” rappresenta una nuova frontiera: quella di una psicologia di prossimità, capace di entrare nei luoghi della vita quotidiana, abbattendo lo stigma e avvicinando le persone. Parlare di salute mentale non è più un lusso o un atto di coraggio, ma un gesto ordinario di cura verso sé stessi.
Il cambio di mentalità, in Italia, per il benessere mentale e non solo
Quello dello psicologo “sotto l’ombrellone” non è un caso isolato, ma il segnale di un cambiamento culturale profondo. In tutta Italia, crescono le iniziative che portano la psicologia fuori dagli studi e la inseriscono nella vita quotidiana, in contesti informali e accessibili. L’idea è semplice quanto rivoluzionaria: se la domanda di ascolto cresce, è il servizio a doversi muovere verso le persone, non il contrario.
A Torino, all’interno delle Case del Quartiere, sono attivi sportelli gratuiti di counseling, mediazione familiare e orientamento psicologico, rivolti a persone di ogni età e condizione sociale. A Firenze, progetti come lo “Spazio Giò”, offrono supporto agli adolescenti con fragilità emotive o comportamentali, attraverso sportelli di ascolto nelle scuole e nei centri di comunità. Anche Bari si muove in questa direzione: dal prossimo anno scolastico, sportelli psicologici verranno attivati nelle scuole secondarie del Municipio II, offrendo consulenza a studenti, genitori e insegnanti.
Il mondo dello sport sta diventando un nuovo alleato del benessere mentale. Il progetto nazionale “Sport e Salute: Benessere per tutti!”, promosso da OPES e Ministero del Lavoro, ha trasformato decine di centri sportivi in luoghi di supporto psicomotivazionale, dove pratiche motorie e ascolto si integrano per promuovere l’inclusione e la salute mentale, soprattutto tra i più vulnerabili. Inoltre, a Bologna, l’iniziativa SportivaMENTE ha attivato percorsi di attività motoria gratuiti per persone con fragilità psichiche, favorendo l’incontro tra corpo, mente e comunità.
Nel 2025, l’Italia sta lentamente cambiando mentalità. Anche se restano ostacoli e disuguaglianze, la crescente presenza di iniziative informali, strumenti di sostegno e campagne di sensibilizzazione lascia intravedere un futuro in cui il benessere mentale sarà considerata finalmente una priorità collettiva.