Nuove iniziative contro la violenza sulle donne

A pochi giorni dalla presentazione dello studio “Ospedaledonna” realizzato da O.N.Da (osservatorio nazionale sulla salute della donna) che ha visto etichettare 93 nuove strutture ospedaliere della nostra penisola vicine ed attente ai bisogni delle donne, arrivano da Palazzo Chigi ancora buone notizie per il gentil sesso. Sono stati infatti firmati lo scorso venerdì due protocolli d’intesa per contrastare la violenza sulle donne. I documenti sottoscritti dai ministri delle Pari opportunità, dell’Istruzione, e dell’Interno hanno come finalità quelle di ideare e finanziare “iniziative per la prevenzione, l’educazione e la sensibilizzazione sul tema della violenza sulle donne” nella sua più larga accezione.

I ministri Mara Carfagna e Mariastella Gelmini nel corso della conferenza stampa a palazzo Chigi hanno annunciato l’istituzione della “Settimana contro la violenza sulle donne” prevista dal 12 al 18 ottobre. Sette giorni per soffermarsi sul tema organizzando iniziative svariate: manifestazioni, tavole rotonde, momenti di riflessione, di formazione, tesi a diffondere la cultura del rispetto, della lealtà e del contrasto di ogni forma di differenziazione e discriminazione basata su genere o razza. Un occhio particolare sarà posto sull’educazione nelle scuole perché piaghe sociali come la violenza femminile necessitano di essere socializzate dai giovani. La Gelmini che si sofferma in particolare sui casi crescenti di “bullismo al femminile”, ritiene che il fare educazione rappresenti un passaggio imprescindibile per raggiungere qualsiasi obiettivo.

Per il ministro Carfagna invece, che lo scorso aprile aveva incontrato i rappresentanti dei 48 centri antiviolenza sparsi sul territorio nazionale per discutere della lotta della violenza sessuale e di genere, la chiave è nello sport. La sua idea è quella di istituire corsi di “autodifesa” per le donne; un modo per conferire loro maggiore sicurezza e fiducia nelle proprie possibilità. “Non un modo per rispondere alla violenza con la violenza” spiega, ma per supportarle anche e soprattutto dal punto di vista psicologico.

Maroni, dal canto suo, parla della necessità di attivare “iniziative sinergiche in vista dell’adozione del Piano d’azione nazionale contro la violenza sessuale e di genere”. Tra le azioni prioritarie -spiega- c’è quella del rafforzamento del numero verde anti-violenza 1522, da collegare con consulenti giuridici e centrali di polizia, perchè si crei una rete di intervento più ramificata ed efficiente possibile.

Maroni fa riferimento al fatto che nonostante il “numero di reati sessuali sia calato grazie al maggior controllo sul territorio” molta violenza si cela, e spesso resta taciuta, tra le mura domestiche ed è su quella che si deve intervenire. “Questo protocollo -conclude- va esattamente in questa direzione: più controllo, più formazione ed informazione, sensibilizzazione delle forze di polizia perché sappiano rivolgersi alle vittime nel modo giusto”.

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