Il Governo favorisce il controesodo: confermati e incrementati gli incentivi per far tornare i giovani in Italia.

La misura più recente è contenuta nella nuova legge di bilancio 2021, ma già dal 2019 i provvedimenti per incentivare il rientro dei cervelli promossi dal Governo sono cresciuti. La pandemia ha poi dato un’ulteriore spinta a questo fenomeno del controesodo  che rappresentava il tallone d’Achille dell’Italia, in quanto i giovani partivano per l’estero, ma senza un biglietto di ritorno.

Quante volte infatti abbiamo sentito pronunciare le frasi “devi andare all’estero se vuoi trovare un lavoro”, oppure “questo non è un paese per giovani”? Forse troppe e non del tutto infondate. Il tasso di disoccupazione in Italia, infatti, è tra i più alti dell’UE dopo Grecia e Spagna. Attualmente la media è del 9,7%, ma sale al 15% prendendo in considerazione la fascia d’età dai 25 ai 34 anni e al 27% dai 20 ai 24. Questo crea indubbiamente sfiducia nel sistema politico-economico spingendo i giovani a lasciare il Paese, innescando una vera e propria fuga di cervelli.

Ma ciò che desta più timore non è tanto la fuga di cervelli, che nella società globalizzata in cui viviamo non è poi così paradossale, quanto la mancanza di un controesodo. I giovani talenti, italiani o stranieri che siano, non si sentono apprezzati professionalmente e, unitamente a un tasso salariare ai minimi livelli, scelgono di realizzarsi altrove.

L’incidenza della pandemia

Qualcosa però sta cambiando. L’emergenza sanitaria che ci troviamo ad affrontare, tra le altre cose, ha sicuramente dato motivo di immaginare un’Italia diversa, nuova. Un’Italia da ricostruire a misura di giovani, come evidenzia il programma Next Generation recentemente approvato dall’Unione Europea.

Il tema, di rilevanza centrale in questo 2020, è diventato anche oggetto di una trasmissione in onda in questi giorni su LaEffe, il canale Sky di Feltrinelli, dal titolo: “Torno a Vivere in Italia”. I Globetrotter Anna e Simone raccontano le storie di chi ha deciso di tornare in Italia dopo una fase della loro vita vissuta all’estero. Un viaggio ideato e realizzato per smentire gli stereotipi sul Bel Paese, oltre i pregiudizi e i luoghi comuni.

Punti di vista questi, confermati da alcune ricerche in questa direzione  che mostrano come effettivamente la pandemia abbia incrementato il desiderio di  tornare in Italia. 

L’indagine di PwC sui giovani talenti

L’analisi condotta da PwC Italia (PricewaterhouseCoopers è un’azienda leader a livello mondiale nei servizi di consulenza strategica aziendale) dal titolo: “Covid-19. L’impatto sui giovani talenti” ha rilevato l’opinione di più di mille giovani, dei quali il 95% residenti all’estero. Un’elevata partecipazione a dimostrazione di quanto il tema del “brain drain” sia particolarmente sentito. I temi trattati includono la propensione al ritorno in Italia oltre che previsioni sul futuro del Paese, e più in generale dell’Unione Europea, in merito all’operato. Alla domanda: “Se lavori all’estero, prima dello scoppio della crisi legata al Covid-19, come valutavi la possibilità di cercare opportunità lavorative che ti permettessero di rientrare in Italia?” è emerso che il 71% dei talenti all’estero valutava un rientro (dato stabile rispetto l’anno precedente) e il 16% stava attivamente cercando lavoro. 

Per 1 talento su 5 la pandemia non ha fatto che aumentare la propensione del ritorno in Italia. Il 50% intravede nuove opportunità nel Paese parallelamente alla possibilità di stare vicino ai  propri familiari, priorità emersa soprattutto in questo periodo. Inoltre le azioni messe in campo dal Governo italiano per contrastare la pandemia sono percepite come maggiormente efficaci rispetto a quelle generali dell’Unione Europea. 

Il decreto crescita e gli incentivi per tornare in Italia

Con il Decreto crescita, ovvero il decreto legge n.34 del 2019, erano già state introdotte agevolazioni fiscali e incentivi rilevanti per tornare in Italia. Questi comprendono sia una semplificazione delle condizioni d’accesso, sia novità riguardanti i periodi d’imposta. Nello specifico, mentre prima era necessario che i lavoratori non fossero stati residenti in Italia nei cinque periodi d’imposta precedenti il trasferimento, l’attuale modifica ha ridotto a due i periodi d’imposta. Inoltre non è più necessario che i lavoratori rivestano ruoli direttivi o siano in possesso di elevata qualificazione o specializzazione, ma è sufficiente che l’attività lavorativa sia svolta prevalentemente nel territorio Italiano. 

Sono poi agevolati con una riduzione dell’imponibile del 90% i lavoratori che decideranno di trasferire la propria residenza nelle regioni di Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna e Sicilia. 

Per quanto riguarda invece docenti e ricercatori che trasferiscono la propria residenza in Italia, a partire dal 2020 si incrementa da 4 a 6 anni la durata del regime fiscale. Estendibile a 8, 11 e 13 anni a seconda del numero di figli minorenni e dall’acquisto di unità immobiliari di tipo residenziale.

Con la modifica della legge di Bilancio 2021 si estendono gli incentivi

L’attuale approvazione alla Camera dell’emendamento Giarrizzo, chiamato “l’emendamento per cervelli rientrati“, aggiunge  un tassello decisivo nella nuova Legge di Bilancio. Si tratta di una modifica che estende l’accesso alle misure di incentivo anche ai lavoratori altamente qualificati rientrati in Italia prima del 2020: una scelta volta alla prevenzione di un nuovo esodo di capitale umano competente e cruciale per la ripresa del paese. Il deputato Andrea Giarrizzo sottolinea “la volontà di  rimettere al centro della politica i giovani per riprogettare il futuro non solo del paese, ma di tutta l’Europa”.

Controesodo e azioni concrete

Informazioni più dettagliate vengono fornite dal gruppo Controesodo, che nasce nel 2015 e riunisce ricercatori, studenti e professionisti qualificati per sostenere i lavoratori che tornano in Italia. 

Spesso i giovani talenti hanno infatti difficoltà a reperire informazioni concrete circa le agevolazioni e gli incentivi di cui possono usufruire. Da un’indagine condotta dall’Associazione nel 2018 è emerso che il 41% conosce solo vagamente le leggi sugli incentivi fiscali e il 22% non la conosce affatto. 

Lo scopo di Controesodo è proprio quello di dare supporto soprattutto fornendo informazioni e documenti affidabili che vengono costantemente aggiornati.

Altre associazioni, come Talents for motion, si occupano invece di mettere a disposizione una piattaforma che possa essere un punto d’incontro tra i talenti che arrivano in Italia e le grandi aziende. È possibile caricare il proprio CV e scoprire tutte le offerte disponibili a seconda delle competenze. Il gruppo collabora inoltre con le Università organizzando una serie di eventi finalizzato all’informazione e approfondimento di tematiche inerenti il mercato del lavoro. 

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