Nel marzo di quest’anno, la Corte Penale Internazionale (CPI) è tornata alla ribalta grazie al mandato di cattura internazionale nei confronti di Putin. La camera preliminare ha emesso il mandato sulla base della richiesta del Procuratore della CPI. La Corte ha attivato la procedura che potrà portare al processo gli indagati accusati di crimini contro l’umanità, così come recita il suo Statuto. Dopo 22 anni dalla sua nascita, sta diventando uno vero strumento concreto ed operativo per la difesa dei diritti umani, anche durante i conflitti.
Cos’è la Corte Penale Internazionale CPI
La CPI è un Tribunale Internazionale permanente con sede all’Aja, ha il compito di portare in giudizio gli individui riconosciuti responsabili dei più gravi crimini di rilievo per l’intera comunità internazionale. Sotto la sua giurisdizione vi sono i crimini di guerra e di aggressione, contro l’umanità e genocidio. Lo Statuto della Corte stipulato a Roma il 17 luglio 1998 è entrato in vigore il 1 Luglio 2002. L‘Italia ha adeguato l’ordinamento nazionale allo Statuto della Corte Penale internazionale nel 2012.
I Paesi che hanno aderito alla Corte sono 123, tra cui due dei cinque Stati membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu: Francia e Regno Unito. Altri Paesi, tra i quali Stati Uniti, Israele, Russia e Cina hanno firmato il trattato di costituzione della Corte, ma non l’hanno ancora ratificato. Ciò significa che non riconoscono la sua giurisdizione.
La composizione della Corte
La Corte è composta da quattro organi: la Camera preliminare, la Camera di prima istanza, la Camera d’appello e il Procuratore. La Camera preliminare è responsabile di esaminare le richieste di autorizzazione all’arresto, il rinvio a giudizio e di condurre le indagini, mentre la Camera di prima istanza è responsabile di giudicare i casi e di emettere sentenze.
Infine la Camera d’appello è responsabile di rivedere le sentenze della Camera di prima istanza. Invece il Procuratore può indagare autonomamente sui crimini internazionali gravi e chiedere al tribunale di autorizzare l’arresto e il rinvio a giudizio dei sospetti. Proprio questo organo per queste sue prerogative, è il più importante e negli ultimi mesi anche più concreto.
Qual è la sua giurisdizione e come si attiva
L’articolo 12 dello Statuto di Roma chiarisce le precondizioni per l’esercizio della giurisdizione da parte della Corte Penale Internazionale. La CPI attiva la propria giurisdizione solamente nel caso in cui un presunto crimine di sua competenza sia stato commesso nel territorio o da un cittadino di uno Stato parte, ossia lo Stato che abbia ratificato lo Statuto e si consideri vincolato.
Nel corso degli ultimi anni, si sono apportate delle modifiche o eccezioni all’articolo 12 proprio per estendere e rendere più efficiente la giurisdizione anche per gli Stati non firmatari dello Statuto di Roma.
La prima, prevede la possibilità per uno Stato non parte di accettare con apposita dichiarazione la competenza della Corte, come nel caso ucraino. Infatti, l’Ucraina ha accettato la giurisdizione della Corte dopo l’annessione russa della Crimea nel 2014. Inoltre dopo l’invasione russa dell’Ucraina, 39 Stati membri della CPI hanno richiesto il procedimento di indagine.
La seconda, modifica i meccanismi di attivazione della Corte che prevedono la possibilità per il Consiglio di Sicurezza della Nazioni Unite di deferire alla Corte le situazioni nelle quali appaiono essere state commesse una o più violazioni gravi dei diritti umani, anche in assenza di qualunque altra connessione tra lo Stato in questione e la CPI. Infine l’attivazione può avvenire su iniziativa diretta del Procuratore, come nel caso del mandato di cattura internazionale per Putin.
Quali sono i crimini di cui si occupa la CPI
La sua giurisdizione si applica in particolare per le violazioni dei diritti umani, non necessariamente commessi durante i conflitti: il genocidio, caratterizzato dal “preciso intento di distruggere in tutto o in parte un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso” e i crimini contro l’umanità, che includono tra l’altro la deportazione della popolazione.
A questi si aggiungono i crimini di guerra e di aggressione, che consistono “nell’uso della forza armata da parte di uno Stato contro la sovranità, l’integrità o l’indipendenza di un altro Stato”. Il mandato di cattura internazionale per Putin riguarda proprio il crimine di deportazione illegale di popolazione e il trasferimento illegale di detta popolazione dalle aree occupate dell’Ucraina alla Federazione Russa.
La principale differenza tra CPI e Corte Internazionale di Giustizia ONU
La Corte Internazionale di Giustizia è un organo delle Nazioni Unite e si occupa di dispute tra Stati, mentre la CPI non è un organo delle Nazioni Unite e può giudicare solo individui. Inoltre, quest’ultima subentrerà solo se i tribunali nazionali non abbiano la volontà o la possibilità di perseguire il crimine stesso.
La Corte Penale Internazionale è un tribunale indipendente, il che significa che non è sottoposta al controllo di alcun governo o organizzazione internazionale. Come tribunale è imparziale e tratta tutti gli individui allo stesso modo, indipendentemente dalla loro nazionalità, razza, religione o sesso.
Il tribunale non si limita a processare e punire i responsabili dei crimini più gravi, ma si assicura anche che le voci delle vittime siano ascoltate. Più di 10.000 vittime di atrocità hanno partecipato ai procedimenti e la Corte mantiene un contatto diretto con le comunità colpite dai crimini di sua competenza attraverso programmi di sensibilizzazione. Il Fondo Fiduciario della CPI per le Vittime sta attualmente concretizzando i primi ordini della Corte in materia di risarcimenti, tra cui la richiesta di risarcimento per le vittime e le loro famiglie nella Repubblica democratica del Congo (nel maggio 2023).
Sembrerebbe quindi che la Corte Penale Internazionale cominci a giocare un ruolo sempre più importante e concreto a difesa dei diritti umani.

