L’immagine dell’Africa raccontata dai media nazionali è importante per capire come la nostra percezione si sia formata su un continente in realtà poco conosciuto e complesso. Il rapportoL’Africa MEDIAta”  analizza come e quanto i media italiani raccontino l’Africa: giunto alla quarta edizione e curato dall’Osservatorio di Pavia, il dossier è stato presentato da Ameref  e Health Africa-Italia in occasione dell’Africa Day nel maggio del 2023. I dati sono raccolti attraverso l’analisi dei quotidiani, dei tg, dei programmi di informazione e dei social. Il dossier si divide in due parti, la prima si concentra sull’informazione complessiva dell’Africa e la seconda analizza la rappresentazione mediatica dell’innovazione e dello sviluppo africano.

La fotografia del dossier Africa MEDIAta

Secondo il report, nel periodo dal 1 gennaio al 31 dicembre 2022, l’Africa in generale è apparsa in 953 notizie nelle prime pagine di sei quotidiani, in media 13 volte al mese. L’83,8% delle notizie riportate sono ambientate in Italia o in altri Paesi occidentali ed in particolare riguardano il fenomeno delle migrazioni 69,1%, la società e la cultura 15,6%, i fatti di cronaca 9,4%. Invece le notizie che affrontano quello che accade nei Paesi africani sono il 16,2% e si concentrano su guerra e terrorismo per il 36,4%, migrazioni per il 14,9% e politica nel 14,3% dei casi. Il tono di queste notizie è: neutro per l’87,9%, allarmistico per l’8,6% e rassicurante per il 3,5%.

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Come viene descritta l’Africa nei telegiornali

Nei telegiornali analizzati tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2022 sono state rilevate soltanto 1.174 notizie sul tema Africa, di cui il  74% riguardano i flussi migratori e la gestione dell’accoglienza. Nel 2022 sono diminuite le news su guerra e terrorismo, a favore di notizie sui viaggi istituzionali dei ministri italiani in Africa, per le forniture di gas, la COP27 ed eventi di cronaca come il caso Soumahoro. Al di fuori delle condizioni emergenziali, si affrontano raramente altri temi come le questioni sociali il  7% , le soft news il 4,3% , la questione sanitaria  il 3,3%  e la cultura 1,7% .

Il dossier evidenzia come l’Africa sia rappresentata come una sola realtà, priva di specificità e caratterizzata uniformemente da un futuro senza speranza. Inoltre, a seguito dell’inizio della guerra in Ucraina,  la narrazione delle migrazioni è cambiata infatti si distingue tra i rifugiati veri in fuga da un’invasione e i profughi “di comodo” come sembrano essere considerati coloro che provengono dal continente africano.

La visione dell’innovazione nei programmi di informazione

Nei programmi di infotainment, che fondono informazione e intrattenimento, il tema innovazione e Africa è marginale: solo 50 i frame su 829 puntate; circa il 6% del totale di cui il 92% è concentrato sulle reti Rai, con Rai3 che incide per il 70%, grazie ai programmi di informazione scientifico-culturale e di attualità internazionale. Il report ha analizzato anche il modo in cui l’Africa è raccontato online e sui social in particolare il tema Africa e innovazione compare quasi esclusivamente le testate specializzate, con una piccola presenza nei giornali online generalisti.

Il focus, ancora una volta, non è sul continente africano ma sull’Italia o meglio l’attenzione è sulla cooperazione allo sviluppo e prevede approfondimenti incentrati su progetti che partono dall’Italia per migliorare particolari settori in Africa. Un approccio che rivela la percezione di un continente sempre sotto tutela. Sempre in ottica eurocentrica sono ad esempio le notizie legate allo sviluppo di reti 5G o legate all’approvvigionamento di fonti energetiche.

In realtà negli ultimi anni il continente africano ha visto numerosi cambiamenti riguardo l’innovazione tecnologica, informatica e digitale, secondo i dati del Global Startup Ecosystem Report del 2022, gli investimenti nelle startup tecnologiche africane hanno visto un aumento del 113% rispetto al 2020.

Sport contro gli stereotipi. Un esempio di successo

I media italiani dovrebbero raccontare l’Africa in modo più accurato e completo perché aiuterebbe a creare una visione più positiva del continente e a promuoverne la comprensione e il rispetto. E’ importante dare spazio ad iniziative per modificare la narrazione dominante: un ottimo esempio è la campagna pubblicitaria lanciata nel 2022 da Amref, con il patrocinio del CONI “Non serve un campione per battere gli stereotipi”, che ha coinvolto negli spot televisivi gli sportivi italiani con discendenza, nascita e storia in Africa, come i migliori portabandiera per combattere il razzismo e i pregiudizi .

Dall’analisi dei dati del dossier si evince che per cambiare la percezione degli italiani sul continente africano, i media dovrebbero mettere in evidenza le storie di successo di imprenditori, artisti, scienziati e atleti africani, oppure analizzare singolarmente i Paesi del continente maggiormente sviluppati. Diventa quindi importante parlare delle culture e delle tradizioni africane in modo positivo per informare il pubblico italiano sui problemi che affliggono l’Africa, ma anche sulle soluzioni che stanno emergendo.

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Gloria Scacchia

Aspirante giornalista pubblicista, ho lavorato per la Farnesina e l’OSCE, mi interesso di  Diritti Umani, Geopolitica, Società, Cultura e Attualità. Scrivo per Buone Notizie.it e frequento il master e il laboratorio di giornalismo costruttivo

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