Il Rapporto del Gruppo Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (IPCC) 2023 ha confermato le evidenze scientifiche che individuano la stretta relazione fra degrado ambientale, squilibri eco-sistemici e salute umana. Sensibile alle questioni di giustizia ambientale, la comunicatrice scientifica Sara Segantin, assieme a Magdalene Pellegrin e Alice Franchi, è in viaggio-reportage (ne abbiamo parlato qui) per incontrare, ascoltare e dare voce ai  racconti delle  donne dei popoli nativi del Centro America,

In Belize, le tre viaggiatrici, hanno incontrato Kesilyn Tea Lizama, infermiera che ha fondato la “Public Health Alliance”. Lizama partecipa al progetto “Dottori per la Terra” che si occupa del diritto all’ambiente sano per la salute della popolazione dell’America Centrale. Intervistata da Sara Segantin, l’infermiera ha raccontato la sua esperienza come esempio di impegno non violento volto a ristabilire la giustizia sociale e il dialogo con la natura.

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I cambiamenti climatici nel Belize

Lizama, nell’intervista a Radio3 Scienza del 24 novembre scorso, rileva che, nonostante il Belize contribuisca con meno del 10% alle emissioni globali, ogni anno i cambiamenti climatici planetari determinano un crollo notevole della produzione agroalimentare. La pratica della deforestazione comporta un consumo di suolo che determina crisi bio-sistemiche e conseguente esposizione delle persone a nuovi agenti patogeni.

Nelle città insulari e costiere le inondazioni sono ricorrenti e il rischio di che si conclamino delle aree sommerse è elevato. Belize City si trova, ad oggi, sotto il livello del mare e le tempeste fanno risalire le acque nere nelle zone abitate. In tali territori diventa necessario intervenire sulle precarie condizioni igienico-sanitarie delle popolazioni più povere, prevenire carestie alimentari e conseguenti malattie legate alla malnutrizione.

La barriera corallina beliziana: da area a rischio a patrimonio protetto

L’habitat marino del Belize ospita la seconda barriera corallina del pianeta, in termini di estensione, dopo quella australiana. In un incredibile scenario di bellezza naturalistica vivono numerose varietà di specie viventi e di coralli. La barriera, Patrimonio UNESCO dal 1996, è un grande habitat di biodiversità che svolge un ruolo vitale per la protezione delle coste dai danni causati da cambiamenti climatici, tempeste ed erosioni.

Nel 2009 la Barriera era stata inserita dall’UNESCO nell’elenco del Patrimonio a rischio, in seguito all’impatto antropico dovuto allo sfruttamento ittico, il turismo di massa e i cambiamenti climatici. Questi determinano lo sbiancamento e la morte dei coralli, con gli inevitabili effetti a catena sugli ecosistemi locali e globali.

Pertanto, su spinta della cittadinanza partecipativa, il governo beliziano ha preso i necessari provvedimenti a tutela della barriera corallina. Sicché nel 2018 l’habitat corallino è stato dichiarato sufficientemente ricostituito e rimosso dall’elenco delle zone a rischio.

“One Health Alliance”e “Dottori per la Terra” nel Belize

Nella cornice delle azioni cittadine Kesilyn Tea Lizama ha fondato “One Health Alliance – Alleanza per la Salute Pubblica”. Si tratta di un sodalizio di associazioni per il miglioramento della salute pubblica secondo la visione olistica. In tale prospettiva si colloca il riconoscimento che la salute umana, la salute animale, quella dell’ecosistema e i cambiamenti climatici siano legate indissolubilmente.

Altro pilastro solidale è rappresentato dal progetto “Dottori per la terra”, un’iniziativa di medici e operatori sanitari a servizio della popolazione del Belize. Lo scopo è quello di facilitare l’accesso alle cure mediche di base e specialistiche in aree rurali e svantaggiate del Paese. Professionisti volontari, periodicamente, erogano servizi medici gratuiti, esami diagnostici, trattamenti e informazione sanitaria alla popolazione locale. Un’attenzione particolare è rivolta alla prevenzione delle malattie con la  promozione di stili di vita sani.

Oggi molti cittadini beliziani sono consapevoli che i cambiamenti climatici impattano sul loro benessere e quello dell’ambiente: «Se il mare muore, muoiono anche gli uomini e tutti gli esseri viventi» sostiene Lizama. Per questo bisogna prevenire i dissesti eco-sistemici e promuovere un futuro di sviluppo sostenibile.

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Lucia Muscetti

Laureata in Scienze Politiche, docente emerita in discipline giuridiche ed economiche presso i Licei di Scienze Umane. Leggo e approfondisco saggi sui diritti umani e di politica per scrivere e praticare l’arte del vivere bene insieme. Partecipo al laboratorio giornalistico di BuoneNotizie.it

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