Il 10 luglio 2025 la Camera ha approvato una riforma storica, che gli automobilisti italiani attendevano da anni: l’emendamento al decreto legge n. 73 del 21 maggio 2025, introduce importanti novità riguardo agli autovelox non omologati e, punta a garantire maggiore trasparenza e correttezza nell’uso dei dispositivi di rilevamento della velocità.
Secondo quanto stabilito dalla legge, ora al vaglio del Senato, tutti gli autovelox installati in Italia dovranno essere censiti e mappati, pena l’inutilizzabilità del dispositivo: se un’apparecchiatura non viene registrata dal Comune entro 60 giorni dall’entrata in vigore della norma, le multe emesse da quel dispositivo saranno nulle.
Questa riforma rappresenta una svolta significativa per milioni di automobilisti italiani, spesso vittime di apparecchi non segnalati o posizionati in modo poco chiaro.
Le novità sugli autovelox non omologati introdotte dal decreto
L’uso degli autovelox è da anni oggetto di polemiche, soprattutto da parte di chi li considera strumenti più utili a “fare cassa” che a migliorare la sicurezza. Con questo nuovo provvedimento, il legislatore vuole ristabilire un rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni, introducendo regole chiare e uguali per tutti.
Uno dei punti centrali del provvedimento è la mappatura nazionale degli autovelox: ad oggi, infatti, non esiste un elenco ufficiale dei dispositivi in uso. Le stime parlano di una cifra compresa tra 15.000 e 20.000 autovelox sul territorio italiano, ma il numero esatto resta incerto. Questo censimento sarà il primo passo per avere un quadro chiaro della situazione e mettere fine alle installazioni “a sorpresa” o in zone poco visibili.
I dati raccolti dai Comuni saranno pubblicati dal MIT, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sul proprio sito ufficiale, rendendo visibile a tutti il posizionamento, il tipo e il numero degli autovelox installati.
L’iniziativa rappresenta anche una tutela per gli automobilisti che si comportano correttamente, che ora potranno viaggiare con maggiore consapevolezza, sapendo dove sono posizionati i dispositivi di controllo.
I punti chiave della riforma
Le principali novità del Decreto Autovelox introdotte dalla nuova normativa sono:
- censimento obbligatorio: tutti i Comuni italiani (7.896 in totale) hanno 60 giorni per censire gli autovelox presenti sul proprio territorio;
- pubblicazione online: i dati saranno visibili sul sito del MIT e consultabili da chiunque;
- multe nulle per autovelox non registrati: se un dispositivo non risulta censito, le sanzioni non saranno valide;
- cartelli obbligatori e leggibili: la presenza degli autovelox deve essere segnalata almeno 1 chilometro prima sulle strade extraurbane, 200 metri prima sulle strade a scorrimento veloce e 75 metri prima su quelle urbane, con segnaletica chiara e visibile;
- divieto di cartelli generici: non saranno più validi cartelli come “controllo elettronico della velocità” se non indicano in modo preciso la distanza dal dispositivo;
- indicazione tecnica: per ogni apparecchio andranno specificati modello, marca e tipologia (fisso, mobile, tutor, scout speed ecc.).
Dalla segnaletica all’omologazione: multe valide se l’autovelox è a norma
Un nodo importante è quello dell’omologazione degli autovelox. La sentenza n. 25544 del 2024 della Corte di Cassazione ha stabilito che gli autovelox devono essere non solo approvati dal Ministero, ma anche omologati secondo criteri tecnici precisi.
Il Codice della Strada distingue infatti tra:
- approvazione: una semplice autorizzazione d’uso;
- omologazione: un processo più rigoroso, che verifica il corretto funzionamento dell’apparecchio.
Il censimento delle apparecchiature in uso, dovrà distinguere chiaramente tra dispositivi regolari e quelli non conformi.
La nuova legge non riguarda solo gli autovelox fissi, ma anche i dispositivi mobili, come quelli utilizzati dalla Polizia Locale e, i sistemi avanzati come Tutor e scout speed rientrano nell’obbligo di registrazione.
Lo scout speed è un sistema montato sulle auto delle Forze dell’Ordine, in grado di rilevare la velocità delle auto in entrambe le direzioni. Anche in questi casi, i dispositivi dovranno essere segnalati correttamente e censiti per evitare che le sanzioni risultino nulle.
Google Maps e app di navigazione: novità autovelox 3.0
Un ultimo aspetto riguarda le app come Google Maps o Waze, che spesso segnalano la presenza degli autovelox. La legge consente questo tipo di segnalazioni solo se preventive e generiche, come ad esempio le “zone a rischio controllo”. Tuttavia, non è consentito indicare la posizione esatta dei dispositivi mobili, per non compromettere l’efficacia delle Forze dell’Ordine.
Le novità sugli autovelox introdotte dal decreto non vanno lette come una “liberalizzazione della velocità”, ma come un tentativo di regolamentare l’uso di strumenti spesso abusati. Per gli automobilisti che rispettano le regole, si tratta di un passo avanti: meno multe “trappola”, più trasparenza e regole certe.