Uno dei temi più dibattuti negli ultimi anni è quello degli incidenti stradali: tra le iniziative messe in campo dalla politica, la più concreta arriva dal progetto “Città 30”, che abbassa i limiti di velocità a 30 km orari nelle aree urbane.
Adottando il nuovo limite di velocità nelle aree urbane, molte amministrazioni comunali hanno registrato una significativa diminuzione di sinistri, feriti e decessi, ma non è tutto: il report pubblicato sulla pagina del Comune di Bologna dimostra che questo provvedimento migliora anche la qualità dell’aria, la vivibilità e il benessere quotidiano.
Come si vive a 30 km/h e perché questa misura divide?
Limite di velocità a 30 km/h in città: da Buxtehude a Bologna
Il concetto di Città 30 si basa su un’idea semplice ma efficace: limitare la velocità delle auto a 30 km/h nei centri urbani, fatta eccezione per le arterie principali dove è previsto un limite più alto. Questo modello si ispira all’esperienza tedesca: la prima zona 30 vede la luce nel 1983 a Buxtehude, una città del nord della Germania di circa 40mila abitanti. Oggi Città 30 è già una realtà consolidata in metropoli come Parigi, Bruxelles, Berlino, Amsterdam e Barcellona.
In Italia, il progetto è partito a Bologna, che dal 1° gennaio 2024 è diventata la prima Città 30 del Paese. I dati relativi ai primi sei mesi del 2025 confermano una tendenza positiva: gli incidenti stradali sono in calo, così come il numero di feriti e vittime. Anche la seconda annualità del progetto Città 30 restituisce un bilancio favorevole, segnando un graduale miglioramento in termini di sicurezza, sostenibilità e qualità dell’aria.
Altre città italiane come Torino, Parma Vicenza, Pesaro, Bergamo e Milano hanno annunciato misure simili o sono in fase di studio, sul modello Bologna.
I vantaggi di viaggiare a 30 km orari
Le Città 30 portano con sé numerosi benefici, tra cui:
- maggiore sicurezza: abbassare il limite di velocità contribuisce a salvaguardare l’incolumità dei cittadini;
- impatto ambientale: percorrendo le strade urbane a 30 km orari, si consuma e inquina meno. Una marcia regolare, senza improvvisi cambi di velocità, genera una riduzione dei consumi e degli inquinanti come il biossido di azoto;
- fluidità del traffico: il limite di 30km/h riduce il numero di auto in circolazione, incoraggiando l’uso di mezzi alternativi;
- vivibilità dei quartieri: ridurre la velocità dei veicoli promuove un uso sicuro delle strade pubbliche, che vengono così condivise da utenti a bordo di diversi vettori, tra cui monopattini e biciclette.
- risparmio sui fondi pubblici: un minor numero di incidenti stradali equivale a una riduzione dei costi per le cure mediche e la manutenzione delle strade.
Incidenti stradali da cosa sono causati e come prevenirli
Secondo i dati della Polizia locale, con un 38,3%, la principale causa di incidenti stradali resta l’eccesso di velocità, seguita dalla mancata precedenza e dalle manovre pericolose. Portare a 30 km orari il limite di velocità, oltre a produrre effetti positivi sulla fluidità del traffico, incide direttamente sulla prevenzione delle collisioni e sulla gravità delle conseguenze in caso di incidente.
Anche il ruolo delle Forze dell’Ordine è fondamentale sia nell’accertamento dei sinistri che sotto forma di deterrente. Nel primo semestre 2025 sono stati effettuati oltre 6mila controlli su strada, con 812 sanzioni elevate. Le infrazioni più comuni sono state: mancato uso delle cinture, mancata revisione del mezzo e guida senza patente o assicurazione. In compenso, le sanzioni per superamento dei limiti di velocità, rilevate attraverso autovelox fissi o mobili, sono state relativamente poche, segno di una maggiore adesione alle nuove regole.
Il progetto Città 30 non si limita a regole e controlli, ma è accompagnato da un vasto piano di interventi infrastrutturali: dal 2022 a metà 2025, a Bologna sono stati realizzati lavori per oltre 13 milioni di euro, con altri 11,8 milioni in corso. L’obiettivo è creare una città a misura di tutti, dove la sicurezza sia garantita non solo dalle regole, ma anche dall’ambiente urbano.
Abbassare il limite di velocità: una misura che fa discutere
Il limite di velocità a 30 km/h, non abbatte solo il numero degli incidenti stradali. Per la categoria dei tassisti bolognesi, che hanno contestato il provvedimento in sede giudiziaria, rispettare il limite di velocità di 30 km/h si traduce in mancato guadagno: rallentando la velocità, diminuisce anche il numero delle corse effettuate nell’arco della giornata e, di conseguenza, si registra un minore profitto.
Il modello bolognese, seppur perfettibile, se adattato alle diverse esigenze urbanistiche, può essere d’esempio per altre città italiane, ispirate da un unico obiettivo: ridurre drasticamente gli incidenti stradali, tutelare i soggetti più vulnerabili e incentivare una mobilità più responsabile e sostenibile.