
La “Olympic Delivery Authority” ha seguito un piano dettagliato nella costruzione di tutti gli impianti sportivi per ridurre sensibilmente lo spreco dell’acqua. Si è fatto ricorso ai sistemi di irrigazione più efficienti, all’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili sul mercato per la fruizione dell’acqua, compresa quella per i servizi igienici.
Tutto questo ha permesso un risparmio del 30% rispetto agli standard precedenti. Nello specifico, sono stati utilizzati rubinetti e docce con sensori a infrarossi passivi, rubinetti a pulsante e riduttori di flusso rompigetto aerati.
Per gli impieghi di acqua ad uso non potabile si è puntato sul riciclo delle acque nere (provenienti dal WC) e delle acque grigie (provenienti da tutti gli altri utilizzi, quali lavandini e docce). E’ stato costruito l’impianto di trattamento “Old Ford Water Recycling Treatment Works”, che tratta e recupera le acque reflue. Mentre per distribuire l’acqua riciclata è stata costruita una rete di 3,6 Km di condutture.
Nell’area delle piscine olimpiche, “maglia nera” per gli ingenti quantitativi d’acqua consumata (acqua per le vasche e acqua per le docce, prima e dopo ogni competizione), oltre ai sistemi di risparmio già menzionati, coprendo la piscine al momento del non utilizzo si riduce del 30% l’evaporazione dell’acqua. Ogni piscina, infine, è dotata di una serie di filtri da pulire una decina di volte al giorno: ebbene, utilizzando quest’acqua di lavaggio per i WC si prevede un risparmio di 2,7 milioni annui.
Fonte: www.tekneco.it