La pesca è un’attività economica cruciale che sostiene milioni di famiglie in tutto il mondo. Secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), circa 59,6 milioni di persone dipendono direttamente dalla pesca e dall’acquacoltura per il loro sostentamento. Queste attività forniscono cibo e mezzi di sussistenza cruciale per molte comunità costiere. Tuttavia, le pratiche non sostenibili di tale disciplina, come il sovrasfruttamento delle risorse marine, le pratiche di pesca distruttive, la mancanza di regolamentazione e i cambiamenti ambientali, hanno portato a gravi problemi, come testimoniato dalla stessa FAO: il 33,1% delle scorte di pesce del mondo, infatti, è stato pescato in modo eccessivo o sta subendo una sovrappesca.

Questo significa che molte specie di pesci sono a rischio di estinzione, con conseguenze negative per gli ecosistemi marini e per l’industria della pesca stessa. Un esempio drammatico di sovrappesca è la diminuzione delle scorte di tonno rosso nell’Atlantico orientale e nel Mediterraneo. Le scorte di tonno rosso sono diminuite a causa della pesca eccessiva, mettendo a rischio questa specie iconica. Ma qual è il disegno completo della situazione nel Mondo e in Italia? Alcuni dati sono incoraggianti, ma le migliori notizie, come vedremo, arrivano da Malta.

La pesca in Italia

La pesca sostenibile in Italia rappresenta un obiettivo fondamentale per preservare le risorse marine e garantire la sopravvivenza delle comunità costiere. Secondo il rapporto del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (2020), l’Italia ha una flotta peschereccia di oltre 12.000 imbarcazioni e una produzione di pesce di circa 271.000 tonnellate nel 2019. Ci sono stati accorgimenti ecologici in merito? Fortunatamente sì, come dimostra il seguente elenco di iniziative prese in questi anni:

  • Pesca a strascico selettiva: la pesca a strascico è stata oggetto di preoccupazioni ambientali a causa delle catture accessorie e del danneggiamento del fondo marino. In Italia, normative e iniziative promuovono l’adozione di reti a maglie più grandi e selettive per ridurre il bycatch. [Fonte: Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali – MIPAAF]
  • Zone di restrizione della pesca: in Italia, sono state istituite diverse aree di restrizione della pesca, come le riserve marine, dove la pesca è limitata o vietata per consentire il ripopolamento delle specie ittiche. Queste zone contribuiscono alla conservazione delle risorse marine. [Fonte: MIPAAF]
  • Certificazioni di pesca sostenibile: Aacune imprese di pesca italiane cercano attivamente di ottenere certificazioni di pesca sostenibile, come il Marine Stewardship Council (MSC) o Friend of the Sea, per dimostrare il loro impegno nella gestione responsabile delle risorse marine. [Fonte: MSC Italia]

Pesca sostenibile: i progressi di MedFish4Ever a Malta

Come riportato da ANSA, la Conferenza MedFish4Ever ha convocato un’ampia varietà di stakeholder di alto livello, tra cui funzionari governativi, pescatori, coltivatori di pesce, scienziati, leader aziendali, organizzazioni della società civile e altri esperti, al fine di esaminare la situazione attuale del settore della pesca e dell’acquacoltura. Questo importante evento ha riunito funzionari governativi provenienti da 20 Paesi e si è svolto a Malta, con il patrocinio del governo maltese e l’organizzazione della Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo (CGPM), in collaborazione con l’Unione europea.

La conferenza ha posto l’attenzione su due aspetti fondamentali: da un lato, ha valutato i progressi compiuti sin dalla firma della dichiarazione ministeriale MedFish4Ever nel 2017, e dall’altro ha identificato nuove soluzioni per affrontare le sfide emergenti nel settore, come la decarbonizzazione delle flotte pescherecce, processo finalizzato a ridurre le emissioni di gas serra generate dalle navi da pesca al fine di mitigare i cambiamenti climatici e preservare gli ecosistemi marini.

Le flotte pescherecce tradizionalmente impiegano motori a combustione interna che bruciano diesel, contribuendo significativamente all’inquinamento atmosferico e all’acidificazione degli oceani. Per decarbonizzare queste flotte, servono soluzioni come l’adozione di motori elettrici o ibridi alimentati da fonti di energia rinnovabile, l’uso di biocarburanti sostenibili e la promozione di tecniche di pesca più efficienti. Inoltre, la pesca sostenibile e la gestione delle risorse marine sono parte integrante del processo.

L’impatto della pesca nel Mondo

Questo settore riveste una rilevanza economica significativa, generando entrate annuali per un totale di 8 miliardi di dollari nell’area del Mediterraneo, mentre fornisce lavoro a circa 700.000 persone lungo tutta la catena del valore e contribuisce alla sicurezza alimentare di milioni di individui.

Tuttavia, la realtà peschiera mediterranea deve affrontare una serie di crescenti ostacoli, tra cui la pesca eccessiva, il deterioramento degli habitat marini, l’inquinamento causato da plastica e sostanze chimiche, la pesca illegale e non dichiarata, e la minaccia dei cambiamenti climatici. La produttività della pesca commerciale è in diminuzione, mentre l’acquacoltura regionale non ha ancora raggiunto i livelli sperati. Per garantire un futuro sostenibile, è essenziale adottare approcci basati su dati scientifici e promuovere l’innovazione nella ricerca e nella tecnologia a livello regionale, aspetti chiave emersi dalla Conferenza MedFish4Ever.

Francesco Cretella

Francesco Cretella

Innamorato della comunicazione in ogni sua forma, specialmente se cinematografica e sportiva. Scrivo per passione e ambizione, rifacendomi ai sei elementi più importanti dell'umanità: chi, cosa, quando, dove, come e perché.

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