Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 27 giugno il disegno di legge per le modifiche al Codice della strada, cui è seguita la discussione parlamentare. Il testo definitivo verrà approvato in Gazzetta Ufficiale, secondo il ministro delle Infrastrutture Salvini, entro questo autunno. Le modifiche al Codice comprendono pene inasprite per reati come l’utilizzo del cellulare e guida “dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti“. Vi sono inoltre misure per regolamentare la circolazione dei ciclomotori leggeri, ovvero i monopattini.

Le modifiche del Codice della Strada

Le nuove norme stabiliscono inoltre un inasprimento delle sanzioni con sospensione della patente in caso di guida dopo l’assunzione di sostanza stupefacenti. In particolare:

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  • revoca della patente di guida fino a venti giorni in caso di positività ad alcool
  • fino a tre anni in caso di sostanze stupefacenti
  • alcolock obbligatorio a bordo dei recidivi per guida sotto effetto di alcool
  • revoca della patente e interdizione fino a trent’anni per recidivi e reati gravi

L’alcolock è un dispositivo in grado di rilevare se il conducente del veicolo rispetta o no i limiti di alcol consentiti per mettersi alla guida. In caso di superamento dei limiti, il dispositivo dovrebbe impedire la partenza dei veicoli. Con il nuovo Codice della Strada, dovrà essere installato su tutte le auto i cui proprietari abbiano guidato alterati dall’alcol.

In un’intervista a UnoMattina, il giornalista Vincenzo Borgomeo ha espresso perplessità sulla scarsità dei controlli in strada. Il ministro delle infrastrutture ha risposto che la speranza è che  “il timore della severità delle pene serva a dissuadere la gente dal commettere il reato”. In seguito ha citato la rimozione degli autovelox “ladri”, ovvero quelli, secondo il ministro, messi apposta dai Comuni per generare introiti cogliendo in fallo i guidatori.

Inoltre ha auspicato interventi di educazione stradale fin dalle scuole medie, in modo da formare diciottenni consapevoli quando conseguiranno la patente. E a proposito dei neopatentati, nel nuovo Codice della Strada viene esteso da uno a tre anni il divieto di guida di auto oltre una certa cilindrata. In caso di veicoli elettrici, è posto un limite di voltaggio.

Le norme sui veicoli elettrici nel Codice della Strada

Il tempo potrà dire se l’approccio del governo avrà effetti sulla sicurezza stradale. Ci sono però altri aspetti che rappresentano una novità nel Codice della Strada. Ovvero l’obbligo imposto ai conducenti di monopattini elettrici (le biciclette a pedalata assistita non sono coinvolte nella legge) di avere targa, assicurazione, casco e frecce per il proprio mezzo.

L’utilizzo dei monopattini è indubbiamente un problema per la mobilità cittadina. Molti modelli superano i 25 km/h. Il nuovo Codice della Strada vuole fissarlo ai 20 km/h. Spesso su un mezzo omologato per una persona ne salgono due o più. E, nella maggior parte dei casi, non rispettano le norme comuni di sicurezza stradale: rispetto di senso di marcia, stop, precedenze, semafori e via dicendo. L’utilizzo irresponsabile di un mezzo altrimenti estremamente utile e smart per la vita nelle grandi città lo rende inviso a larghe fette dell’elettorato, spingendo il governo ad agire per ridurre il numero di veicoli.

Tuttavia, a guardare i numeri, i monopattini elettrici sono meno pericolosi di altri mezzi, meno pericolosi, ad esempio, dello spostarsi a piedi. Attualmente esiste un rapporto ISTAT sugli incidenti stradali nel 2022. Il 2022 presenta un aumento del numero di incidenti dovuto in gran parte all’allentamento delle misure anti-Covid. Tuttavia i numeri rispecchiano il trend degli ultimi anni, risultando inferiore, anche se di poco, al 2019. Nel 2022 c’è stato un aumento del numero di vittime e di incidenti che hanno coinvolto un monopattino elettrico.

La mobilità elettrica sostenibile nel mondo

Ogni cento incidenti 2,7 sono mortali per i pedoni. Segue una categoria unica per ogni mezzo di locomozione cittadino: biciclette, monopattini, elettrici e non, con 1,9 vittime ogni 100 incidenti. Poi abbiamo le motociclette, 1,5, e infine le vittime di incidenti con autovetture, 0,6. In numeri assoluti, le autovetture nel 2022 hanno fatto 1365 morti contro i 16 dei monopattini elettrici. Tuttavia una delle parti più enfatizzate del nuovo Codice della Strada demonizza il loro utilizzo.

I numeri che riguardano gli incidenti stradali in Italia sono complessi e vanno studiati senza demonizzare i giovani o i conducenti di monopattini elettrici. Occorre però facilitare questo modo di circolare, che può rendere le città meno caotiche e rumorose, più vivibili e pulite. Normare nel codice della strada veicoli potenzialmente pericolosi se usati in modo irresponsabile è necessario, ma non dipingere all’opinione pubblica i monopattini elettrici come responsabili di sinistri. In un’ottica di limitazione degli incidenti, i dati indicano che non sono i principali autori.

Auspicabile sarebbe implementare vie sicure di mobilità per pedoni e ciclisti, con piste ciclabili e passaggi pedonali disposti in maniera intelligente e senza intralciare il traffico cittadino, e non rendere difficile l’installazione di autovelox. Nel mondo, su 90 città prese in esame da uno studio le 20 più bike friendly erano in Europa. In particolare i Paesi Bassi perseguono da anni politiche per limitare e bandire l’uso delle automobili.

Certo, l’Olanda, e le città del nord Europa sono molto diverse dalle grandi città italiane. Tuttavia, la transizione ecologica ha bisogno di un ripensamento radicale degli stili di vita.

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Giovanni D'Auria

Laureato in Lettere Moderne, ha da poco iniziato un percorso formativo per diventare pubblicista con DiventareGiornalista.it.

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