Il 17 giugno 2024 ha segnato una data cruciale per l’ambiente: dopo un lungo e complesso iter legislativo, è stata approvata la Nature Restoration Law, un passo fondamentale per il ripristino degli habitat degradati nel continente. Con l’obiettivo ambizioso di ripristinare almeno il 20% degli ecosistemi marini e terrestri entro il 2030 e tutti gli habitat a rischio entro il 2050, la legge rappresenta uno dei cardini dell’European Green Deal.
Nonostante le difficoltà politiche incontrate, questo regolamento innovativo punta non solo a proteggere le aree naturali, ma a ripristinare la funzionalità di interi ecosistemi, ponendo le basi per un’Europa più resiliente di fronte ai cambiamenti climatici e alla crisi della biodiversità.
Quali sfide bisognerà affrontare per trasformare questa legge in azioni concrete e tangibili?
Nature Restauration Law: una legge necessaria
“Quando la posta in gioco è garantire una vita sana e felice alle generazioni future, è necessario prendere decisioni coraggiose. Ecco perché oggi ho votato a favore di questa legge”. Queste le parole della ministra dell’ambiente austriaca Leonore Gewessler che, sui social, ha spiegato il suo voto favorevole alla Nature Restoration Law durante il Consiglio ambiente dell’Unione Europea lo scorso 17 giugno. Il voto dell’Austria, infatti, è stato decisivo, permettendo di raggiungere la soglia minima di 15 paesi e del 65% dei voti, necessari per l’approvazione del regolamento sul ripristino degli habitat degradati.
In Europa gli habitat protetti in un cattivo stato di conservazione sono l’81% e questo porta ad un loop negativo di conseguenze. Da un lato, l’aumento delle temperature e i cambiamenti nelle piogge stanno peggiorando la perdita di biodiversità e accelerando il collasso degli ecosistemi. Dall’altro, l’uso non sostenibile e il degrado delle risorse naturali riducono la capacità degli ecosistemi di assorbire e immagazzinare carbonio, rendendo più difficile adattarsi ai cambiamenti climatici sia nelle città che nelle aree rurali.
Cosa prevede la Nature Restoration Law?
La Nature Restoration Law è un elemento centrale dell’European Green Deal e un passo cruciale per affrontare la crisi della biodiversità. La legge si pone come obiettivo quello di recuperare il 30% degli habitat terrestri e marini considerati in un cattivo stato di conservazione entro il 2030, il 60% entro il 2040 e il 90% entro il 2050.
Questi obiettivi generali si traducono in target specifici che gli Stati membri devono raggiungere, che includono:
- L’incremento delle popolazioni di insetti impollinatori entro il 2030
- La protezione e il miglioramento degli ecosistemi forestali
- Il potenziamento degli ecosistemi urbani, con l’obiettivo di aumentare gli spazi verdi all’interno delle città
- La riqualificazione degli habitat marini, con interventi mirati al loro recupero
- La rimozione delle barriere fluviali, per ripristinare almeno 25.000 km di fiumi a uno stato di libero scorrimento
Inoltre, la legge impone a ogni Stato membro di sviluppare, entro due anni dalla sua entrata in vigore, un piano di ripristino. Questo piano dovrà identificare le priorità di conservazione e delineare le azioni necessarie per raggiungere gli obiettivi stabiliti dalla normativa.
Conservazione ambientale e crescita economica
Le azioni previste mirano tutte a far rinascere una natura ormai compromessa dall’attività umana, riconoscendo che la salute degli ecosistemi è cruciale non solo per mitigare i cambiamenti climatici, ma anche per adattarsi alle loro conseguenze.
Inoltre, il ripristino degli ecosistemi non è in conflitto con le attività economiche. Al contrario, si stima che per ogni euro investito nel recupero ambientale, il ritorno economico potrebbe variare tra otto e trentotto euro. I settori legati a prodotti e servizi “nature-positive” potrebbero generare fino a 10.000 miliardi di dollari all’anno, evidenziando così l’enorme potenziale che la tutela della natura può offrire all’economia globale.
Sebbene rispetto alla versione originale del regolamento, molte delle misure siano state ammorbidite, principalmente attraverso l’introduzione di deroghe, il fatto che la legge sia stata approvata dopo due anni rappresenta comunque una vittoria significativa. Il suo impatto potrebbe rappresentare un cambiamento epocale, dimostrando che la conservazione ambientale e la crescita economica possono andare di pari passo.

