Nel 2025 l’Italia conferma il suo ruolo di primo piano nella gestione dei rifiuti, con una raccolta differenziata al 66,6%, registrando una crescita costante su tutto il territorio nazionale e consolidando un trend positivo già forte da anni. Lo rileva il rapporto di Cittadinanzattiva, un’organizzazione no profit che promuove la partecipazione civica e la tutela dei cittadini; il rapporto pubblicato a novembre 2025 attesta un passo significativo nella tutela ambientale.
È un’immagine di un’Italia che diventa più green, ma che conserva ampi margini di miglioramento per rendere il sistema più efficiente, equo e sostenibile.
Italia: eccellenza europea nella raccolta dei rifiuti
Negli ultimi anni, l’Italia si sta confermando tra i Paesi più avanzati in Europa per quanto riguarda la raccolta dei rifiuti, avvicinandosi agli obiettivi europei in diverse aree, specialmente nel recupero e nel riutilizzo dei materiali come gli imballaggi. Grazie al riciclo, il Paese ha ridotto la quantità di rifiuti destinati alla discarica e ha limitato l’uso di nuove materie prime, con un beneficio diretto per l’ambiente.

Grafico a cura dell’autrice che descrive l’andamento della raccolta rifiuti in Italia – fonte Cittadinanzattiva
Al tempo stesso, l’intero settore del riciclo sta favorendo anche la nascita di nuove opportunità occupazionali e stimolando l’emergere di nuove attività legate all’economia circolare. Questo processo sta trasformando il Paese in un punto di riferimento per la sostenibilità, costruendo un’economia più moderna e rispettosa dell’ambiente.
Misure adottate per migliorare la raccolta rifiuti
Questa leadership europea non deriva dal caso, ma è il frutto di misure mirate adottate dal Paese per rendere la gestione dei rifiuti più efficiente e sostenibile. Il governo ha investito fondi importanti provenienti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per costruire nuovi impianti di riciclo e migliorare quelli esistenti. A ciò, si aggiunge l’introduzione di tecnologie più moderne, come l’impiego di cestini intelligenti, che avvisano tramite app/sensori quando è necessario svuotarli.
Un ruolo fondamentale è stato svolto anche dalle campagne di educazione e sensibilizzazione rivolte ai cittadini, che hanno favorito una maggiore comprensione delle modalità e dell’importanza della raccolta differenziata per l’ambiente. Tra queste, la campagna “Ama il tuo quartiere”, promossa da AMA Roma, in collaborazione con il TGR Lazio, che ha sensibilizzato i cittadini sulla raccolta straordinaria e gratuita, in giorni specifici e in postazioni dedicate, di rifiuti ingombranti, elettronici e speciali.
Costi e disuguaglianze: l’altra faccia del sistema di smaltimento dei rifiuti
Accanto a questi progressi, tuttavia, il rapporto evidenzia l’elemento critico dei costi del servizio rifiuti, che non sono uniformi. Nella spesa media di 340 euro annui per famiglia bisogna infatti tenere in conto dell’ampia variabilità tra territori: al nord costi più contenuti, grazie alla presenza di sistemi di raccolta dei rifiuti più efficienti e tariffazione puntuale; al sud, invece, i costi sono spesso più alti e la qualità del servizio non sempre adeguata.
Questo quadro si riflette in quasi tutti i settori: i cittadini delle regioni che hanno servizi migliori tendono a pagare generalmente meno, mentre dove il sistema è più fragile e frammentato, il costo cresce senza miglioramenti del servizio.
Verso un sistema più equo e sostenibile
Se da un lato, l’Italia inquina meno, ricicla di più e migliora anno dopo anno, dall’altro lato emerge un sistema che non garantisce ancora un servizio di qualità per tutti i cittadini. Per questo motivo bisognerebbe armonizzare ed efficientare i sistemi di raccolta sul piano nazionale, oltre che continuare a promuovere strumenti di partecipazione diretta e proporre programmi di educazione ambientale, in particolare nelle fasce più giovani.
L’Italia è sulla strada giusta, ma il percorso verso un sistema totalmente efficace e sostenibile è ancora lungo. Solo mettendo al centro il cittadino, non come utente passivo ma come attore corresponsabile della qualità del servizio, e superando le attuali disparità territoriali a livello istituzionale, sarà possibile trasformare la raccolta rifiuti da gesto individuale a pratica collettiva di cittadinanza attiva e responsabile.

