Dal cemento nascono i fiori e dalla crisi le idee. Tre storie di quotidiano coraggio

By 21 Maggio 2015 Storie

Tre semplici storie di quotidiano coraggio. Tre storie di persone che non si sono arrese e hanno cercato una strada diversa, alternativa.

Francesco Alberoni è convinto che ogni crisi economica produca profonde trasformazioni all’interno della struttura e nei valori della società in cui è generata e che quindi anche l’attuale crisi produrrà un profondo cambiamento del modo di vivere e di pensare degli ultimi trent’anni. Non certo in senso provocatorio, Albert Einstein – qualche decennio prima del sociologo italiano – ebbe a definire la crisi del ’29 come una “benedizione per uomini e nazioni”.  Lo scienziato era infatti convinto che solo da una profonda crisi potessero nascere quella spinta creativa e quella tensione verso le idee positive, necessarie agli individui per superare i propri limiti e, in ultima analisi, alle società per progredire. Non potremmo essere più d’accordo e per questa ragione abbiamo scelto di raccontare tre esperienze. Tre semplici storie di quotidiano coraggio. Tre storie di persone che non si sono arrese ai cambiamenti della società, al nuovo precario assetto del mondo del lavoro, impreparato ed incapace di assorbire forza lavoro, e che hanno cercato una strada diversa, alternativa. Alcuni sperimentando, altri mettendo a frutto le proprie passioni e altri reinventando la propria professione per migliorarsi e migliorare il proprio mondo, ogni giorno un po’.

Andrea: la voglia di mettere a frutto le proprie conoscenze.
Andrea, marito e padre di Forlì, come tanti suoi coetanei ad un certo punto della vita rimane senza lavoro.
Ma Andrea sa di non poterselo permettere e per questo inizia a rimboccarsi le maniche. Dopo un primo tentativo finito non bene con un franchising di servizi per lavori domestici, decide di mettersi in proprio come idraulico, falegname, elettricista, imbianchino, giardiniere, insomma un tuttofare (da cui il nome della sua piccola società). La necessità aguzza l’ingegno e Andrea, che vanta una piccola ma ben radicata rete di fornitori e professionisti, si è da pochissimo rimesso sui giusti binari del lavoro. E di volantino in volantino e di passaparola in passaparola, da quando ha aperto la sua attività di tuttofare non ha più avuto un attimo di tregua. Il segreto del successo di Andrea? Coraggio, determinazione e tanta flessibilità: Andrea viaggia infatti su tutto il territorio nazionale!

Raffaella: sfondare seguendo le proprie passioni.
Nefer è una parola egizia, e significa “ciò che è bello, perfetto”. Ed è questa parola che una giovane studentessa di La Spezia ha scelto per la sua micro impresa. La storia di Raffaella è quella di una ragazza che ha deciso di sfidare la crisi cominciando dalle sue passioni. In primis quella della creazione di gioielli. Raffaella, volto sorridente e occhi pieni di speranza, incarna alla perfezione i valori del nostro tempo. Sa che per far leva sulle sue coetanee, lo stile non è tutto. Per questo, ad una lavorazione raffinata e scelta con cura, affianca l’economicità, elemento fondamentale per lusingare la vanità delle donne (ma anche degli uomini) senza gravare eccessivamente sulle tasche degli acquirenti. All’impegno creativo, questa giovane ligure unisce infatti una spiccata ambizione imprenditoriale. Da poco tempo infatti Raffaella fa parte del direttivo artistico di Confartigianato e presto aprirà un sito internet per far conoscere la sua attività, ovviamente anche all’estero. Il segreto del successo di Raffaella? Passione, determinazione e continua tensione al miglioramento artistico senza dimenticare le logiche commerciali, gli strumenti che la tecnologia rende disponibili e la conoscenza delle lingue!

Alessandro: tornare indietro per andare avanti.
La storia di Alessandro parte dalle origini, da una professione antica e necessaria che, per decenni, ha sofferto un certo disinteresse da parte dei giovani, ma che oggi sta vivendo una stagione florida grazie ad una spinta creativa (e tecnologica) che non dimentica le tradizioni. Sono sempre di più i giovani che tornano alla terra e che su questa costruiscono la propria professione. Come Alessandro, vivaista di Recanati che ha trovato la sua ricetta supera crisi proprio in un fazzoletto di terra, da portare ovunque si vuole. Alessandro è infatti l’inventore del prato “pret a porter”, un rotolo d’erba che cambia colore e che si srotola come una passerella ovunque lo si desideri.  Definita, per rendere l’idea, come una “tovaglia d’erba”, il prato “pret a porter” è quello che gli amanti del verde costretti in spazi urbani aspettavano da tempo.
Il prato, posizionato in qualsiasi spazio urbano, dai terrazzi, ai tetti e in ogni superficie ridotta, va innaffiato una volta e cambia colore col susseguirsi delle stagioni. Chissà quale fine componimento avrebbe partorito Giacomo Leopardi se, dalla finestra della sua abitazione, avesse poggiato il sensibile sguardo sulla dolcezza delle colline marchigiane, ricoperte da un prato “pret a porter”, invenzione di questo suo giovane conterraneo. Il segreto del successo di Alessandro? La forza delle tradizioni e il coraggio di sperimentare nuove idee.

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