Fotovoltaico: incentivi solo a chi garantisce lo smaltimento a fine vita

By 13 Luglio 2012 Ambiente

Sempre più famiglie in Italia hanno scelto di risparmiare sull’energia elettrica con l’istallazione di un impianto fotovoltaico. Grazie al ricorso alle fonti di energia rinnovabile ed adottando un consumo più consapevole, infatti è possibile risparmiare sulle bollette del consumo energetico. Per evitare sprechi e migliorare l’impatto ambientale dei propri consumi è bene scegliere l’operatore che ci permetta di risparmiare il più possibile su luce e gas grazie ad un’offerta adeguata alle nostre abitudini e stili di vita. Il mercato dispone di una gamma molto vasta di prodotti e possibilità, per scegliere il più conveniente è possibile confrontare le migliori tariffe di energia elettrica così da iniziare subito a risparmiare.


In merito alla produzione di energia sono in arrivo alcune novità per i consumatori: tutti gli impianti fotovoltaici che hanno iniziato la loro attività dopo il 30 giugno 2012, dovranno infatti essere accompagnati da un certificato che deve essere trasmesso al GSE-Gestore Servizi Energetici, in grado di attestare l’adesione dell’azienda produttrice o importatrice ad un sistema o consorzio che garantisca lo smaltimento dei moduli fotovoltaici alla fine del loro ciclo di vita. Questa importante novità rappresenta la condizione di accesso agli incentivi per tutti gli impianti fotovoltaici.

Una buona notizia per l’ambiente e per l’economia: il problema dello smaltimento e del recupero dei pannelli fotovoltaici a fine vita, infatti, da tempo è molto discusso, sia a livello europeo che a livello globale. E l’Italia non è da meno, poiché sempre più famiglie, come detto sono attente ai modi per tagliare sui costi delle tariffe di luce e gas e il fotovoltaico rappresenta uno strumento fra i più efficaci nel settore. Il problema dello smaltimenti è molto serio e sentito, non solo per quanto riguarda il riciclo e il riuso dei singoli componenti, ma anche – e soprattutto – per il recupero e il riutilizzo dei metalli preziosi e sempre più rari che sono in essi contenuti. 

A stabilire questa importante novità per il nostro paese è stato il D.M. datato 5 maggio 2011 all’art. 11, comma 6 – ovvero il IV Conto Energia. E proprio questa novità va intesa come una fase preparatoria ad ulteriori cambiamenti in arrivo e previsti per i prossimi anni.

Ma vediamo meglio cosa dovranno fare le aziende: per tutti gli impianti che sono entrati in funzione dopo il 30 giugno 2012, i produttori ed importatori di moduli e pannelli fotovoltaici dovranno iscriversi al Registro AEE e garantire, tramite l’adesione ad un sistema di raccolta e riciclo anch’esso iscritto al Registro AEE, la corretta gestione dei moduli fotovoltaici alla fine del loro ciclo di vita.

Interessanti, a questo proposito, le parole di Michele Zilla, il direttore generale di COBAT – il Sistema Nazionale di Raccolta e Riciclo – che nel 2011 ha siglato un importante accordo con il Comitato IFI (Industrie Fotovoltaiche Italiane): “Un sistema di raccolta e riciclo deve possedere un’adeguata garanzia finanziaria affinché sia assicurato – anche dopo molti anni dall’installazione dei moduli ed anche nel caso in cui un produttore o lo stesso sistema dovessero interrompere la propria attività – che vi siano fondi adeguati alla raccolta e al riciclo del rifiuto fotovoltaico”.

“Si correrebbe, altrimenti, il rischio che i costi per la gestione dei moduli fotovoltaici a fine vita ricadano – tra qualche anno sulla collettività – che, attraverso il prelievo sulle bollette luce e gas a carico degli utenti, ha già dato il proprio contributo per gli incentivi allo sviluppo del fotovoltaico”. Un’eventualità, però, che gli addetti ai lavori di IFI e CBAT intendono scongiurare.

Insomma, provvedimenti molto importanti per l’energia sostenibile in Italia sono alle porte e vedremo se saranno efficaci per risolvere i problemi relativi allo smaltimento degli impianti di fotovoltaico. I materiali dei pannelli, infatti, sono utili a raccogliere energia, ma occorre poi trovare il modo di riciclarli in modo ecosostenibile.

Il fotovoltaico, in Italia così come all’estero, è sempre più in sviluppo e il tema dello smaltimento è diventato prioritario insieme alla riduzione dei costi di installazione e gestione. A beneficiare di queste novità saranno famiglie e soprattutto imprese che hanno scelto l’energia solare.

Investire nel fotovoltaico, oggi, è dunque un’azione conveniente non solo per aiutare l’ambiente non inquinando, ma anche per il nostro portafoglio. Produrre energia elettrica autonomamente, infatti, è un ottima soluzione per tagliare sui costi delle tariffe e oggi è anche possibile vendere l’energia in eccesso.

Sul web è possibile trovare tutte le informazioni necessarie per installare un impianto fotovoltaico sul proprio tetto, magari sfruttando anche i finanziamenti bancari che ci possono aiutare in questo progetto. Grazie agli incentivi statali, poi, questa procedura è ancora più facile, ma occorre verificare che tutti i documenti e i requisiti siano in regola.

Per approfondire:
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