Secondo il programma, con Alessia Marsigalia e Silvio Malvolti, questa sera avremmo dovuto presentare per la prima volta il nostro libro sul giornalismo costruttivo qui a Milano. Non sarà così, com’è ovvio. Ma noi stiamo andando avanti: la situazione attuale ci sta dando l’opportunità di porci nuove domande che mettano alla prova i nostri metodi.

Perché se è facile fare giornalismo costruttivo quando le soluzioni sono lì, a portata di mano, è molto – ma davvero molto – più difficile farlo oggi, quando entri in un ospedale o intervisti i medici che ci lavorano. È proprio così… bisogna scendere direttamente sul campo. Lo ha fatto Alessia Marsigalia, che una settimana fa è entrata alla Poliambulanza di Brescia per farsi raccontare non la catastrofe, ma il “come” stanno lavorando per costruire il futuro e mettere a punto strumenti, strategie e mezzi che consentano di uscire da questa situazione imparando qualcosa di utile.

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Questo, con le foto – bellissime – di Alessio Guitti – che ha saputo offrire un esempio di come sia possibile mostrare una realtà critica documentandone a livello visivo (là, dove di solito casca l’asino) ANCHE altri aspetti che non siano per forza il tragico e il morboso fini a se stessi.

Insomma, se volete sapere cos’è il giornalismo costruttivo, seguiteci sul blog dell’Associazione Italiana Giornalismo Costruttivo, ma soprattutto leggetevi l’articolo di Alessia, che ha il grande pregio di rendere il dolore “utile”.

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