Il limite massimo dell’aspettativa di vita umana potrebbe essere oltrepassato entro i prossimi anni. Il tasso di mortalità nel mondo è nettamente diminuito ed è aperto il dibattito sul quale possa essere (se esiste) il limite biologico di vita delle persone. Secondo Nicola Palmarini “l’invecchiamento è la nostra migliore opportunità di innovazione”. La parola “invecchiamento” si porta dietro una connotazione negativa, ma oggi qualcosa sta cambiando.

Il trend demografico e la longevità

Nonostante la riduzione delle risorse nella sanità, gli esiti di salute stanno migliorando, la mortalità è sempre più evitabile. Sensibili miglioramenti sono stati ottenuti, in gran parte, dall’attività di prevenzione, con particolare riferimento all’attivazione dei programmi di screening oncologici. La mortalità si è ridotta di più e più velocemente comprendendo anche quella neonatale e infantile che è significativamente diminuita e ha raggiunto livelli in Italia tra i più bassi del mondo.

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Lo si legge nella recente pubblicazione del Rapporto Osservasalute 2022. Con il progredire della scienza e lo sviluppo industriale, negli ultimi cento anni, la popolazione mondiale è più che quadruplicata e sia la sopravvivenza, sia la longevità delle persone è nettamente migliorata. Le previsioni dicono che nel 2050 in Italia saranno 5,4 milioni gli over 65, l’età media delle persone è in crescita e il nostro Paese sta invecchiando.

Ribaltare la prospettiva dell’invecchiamento

L’uomo più vecchio è stato Mbah Gotho, l’indonesiano morto a 146 anni. Età che ne avrebbe fatto la persona più longeva del mondo ma che non è stata riconosciuta ufficialmente. In assoluto, il record della vita più lunga secondo il Guinness dei primati appartiene alla francese Jeanne Louise Calment, vissuta 122 anni e 164 giorni e morta nell’agosto del 1997.

Il mistero della longevità umana non è ancora stato risolto e forse, il limite fisico della vita umana non è stato ancora raggiunto. La parola “invecchiamento” si porta dietro una connotazione negativa che la stessa società si impone, ma oggi il dibattito sta cambiando. L’inclusività diventa un tema sempre più importante e, di conseguenza, i media e molti beauty brand stanno prendendo le distanze da messaggi incentrati sull’eliminazione dei segni dell’invecchiamento. Dopotutto è una battaglia contro noi stessi.

Le persone che sono, ad oggi, considerate già anziane da parte di una narrativa legata allo stereotipo, chiamati Boomers, in realtà dovrebbero essere chiamati Next-generation. È così che li definisce Nicola Palmarini, esperto in innovazione e longevità e direttore del NICA – UK National Innovation Centre for Ageing, l’organizzazione creata dal Governo Britannico per lo sviluppo e la promozione di soluzioni innovative dedicate alla longevity economy.

Longevity Economy Forum: invecchiare per nuove opportunità

Lo scorso maggio si è svolto il Longevity Economy Forum con l’obiettivo di sviluppare nuovi servizi che una popolazione che invecchia in maniera sana possa offrire alle aziende e sul necessario ripensamento del ciclo scuola-lavoro-pensione.

Con un’aspettativa di vita media che supera gli 80 anni l’Italia è uno dei Paesi più vecchi al mondo con un conseguente allungamento della longevità. Al forum è delineato un quadro nuovo per gli over 65. Non si sentono “vecchi” e più di un italiano su 3 tra i 60 e i 75 anni vuole continuare a lavorare.

Il progressivo invecchiamento della popolazione può essere visto come un bicchiere mezzo pieno”, ha commentato Fabio Tamburini, Direttore de Il Sole 24 Ore al forum. “È un argomento che ha tante sfaccettature: può rappresentare un inverno demografico e quindi una perdita di opportunità, ma può anche essere visto positivamente. È importante non dimenticare, infatti, che dove sembra ci siano dei problemi, possono esserci anche delle occasioni”.

I giovani tra i 18 e i 39 anni riconoscono una grande utilità nelle competenze dei senior, specialmente in ambiti come il problem solving e la gestione dello stress. Uno su 3, invece, ha ancora percezione che il pensionamento favorisca l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro.

Sulla base dei dati esposti al forum è necessario elaborare nuove formule per soddisfare i bisogni in ambiti come previdenza, finanza, assistenza, benessere, formazione e creare un circolo virtuoso che impieghi l’energia dei senior che vogliono mettersi a disposizione portando un beneficio a livello di PIL e welfare.

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Carlotta Vercesi

Parlo della nostra società e di come essa comunica. Il mio obiettivo è di scardinare la narrazione catastrofista e di raccontare le buone idee senza dimenticare i piani politici, sociali, economici. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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