Il presidente cinese Xi Jinping e il suo omologo statunitense Joe Biden si sono incontrati mercoledì 15 novembre a Filoli, a circa quaranta km a sud di San Francisco. L’incontro, avvenuto in occasione del vertice dell’Apec (Asia Pacific Economic Cooperation), ha permesso ai presidenti delle due principali potenze del mondo di rivedersi dopo oltre un anno e fare il punto della situazione.

Diversi i temi sul tavolo: dai rapporti economici a Taiwan, dai problemi in Medio Oriente a quelli che vive l’Est Europa. Un incontro che segna un passo importante sulla strada di una ripresa dei rapporti tra le due superpotenze.

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Xi Jinping, Cina-Usa: “Rapporto bilaterale più importante al mondo”

“Il pianeta Terra è abbastanza grande perché Cina e Stati Uniti possano avere successo”, ha detto Xi Jinping a Joe Biden, durante il loro primo faccia a faccia dopo oltre un anno dal loro ultimo incontro. Il presidente cinese ha sottolineato l’importanza che Cina e Stati Uniti si rispettino reciprocamente. Entrambe non devono avere, infatti, la pretesa di “rimodellarsi” a vicenda, ha continuato Xi Jinping.

Dietro a queste parole si gioca probabilmente la partita più importante e delicata. L’utilizzo del verbo “rimodellare” è particolarmente efficace per far comprendere la percezione che Russia e Cina hanno degli Stati Uniti.

Il multipolarismo di cui Mosca e Pechino sono tenaci assertori, e attorno al quale cercano di attrarre i Paesi del Sud del mondo, fa leva proprio su questa volontà di non essere plasmati dal “Primo mondo”, ossia dall’Occidente e dai suoi valori. Xi Jinping non ha però mancato di sottolineare che quello tra Cina e Stati Uniti è “il rapporto bilaterale più importante al mondo”. E che a nessuno dei due conviene escludere l’altro.

Xi Jinping e Biden davanti alle sfide di un mondo in continua evoluzione

Da parte sua, il presidente statunitense ha affermato di aver apprezzato le parole concilianti di Xi Jinping. Aggiungendo, inoltre, che vi sono sfide globali che meritano di essere trattate insieme. Tra queste vi sono quelle riguardanti l’intelligenza artificiale e il clima.

Nonostante i toni concilianti, però, ci sono questioni che continuano ad essere assai spinose. Xi Jinping, ad esempio, ha riferito al suo interlocutore che sarebbe opportuno che gli Usa eliminassero le sanzioni e le limitazioni all’esportazione hi-tech (alta tecnologia) cinese. Joe Biden, d’altra parte, ha espresso al suo omologo preoccupazione per la situazione umanitaria che vivono in Cina alcune minoranze come gli Uiguri.

Senza dimenticare l’annosa questione riguardante Taiwan. La nota della Casa Bianca sottolinea la posizione sostenuta da Biden, volta al mantenimento della pace nella regione dell’Indo-pacifico. Il presidente statunitense, a tal proposito, ha rimarcato l’opposizione degli Stati Uniti ad una modifica unilaterale dello status quo tra i due Paesi. Inoltre, Biden ha osservato che le difficoltà sorte tra Cina e Taiwan devono essere risolte con mezzi pacifici.

A quel punto, Xi Jinping, secondo quanto riferito dal ministero degli Esteri cinese, ha affermato che gli Usa dovrebbero invece “intraprendere azioni concrete per onorare il proprio impegno a non sostenere l’indipendenza di Taiwan, smettere di armarla e sostenere la riunificazione pacifica della Cina” (Ansa, 16 novembre).

Ripresa del dialogo e cooperazione bilaterale

La Casa Bianca, nel comunicato stampa finale, ha sottolineato il tono franco e schietto utilizzato dai presidenti. Nessuno dei due si è tirato indietro, infatti, a proposito della aspra concorrenza che c’è tra i due Paesi.

Il presidente statunitense, in modo particolare, ha ribadito che gli Usa continueranno a investire nella sicurezza e “ad allinearsi con alleati e partner in tutto il mondo”, in difesa dei propri interessi e dei propri valori. Continuando, dunque, a sostenere l’Ucraina nel conflitto con la Russia e a difendere Israele dalla minaccia di Hamas.

Ad ogni modo, la ripresa di colloqui stabili tra i due presidenti e tra i vertici militari dei Paesi, rappresenta il principale risultato portato a casa da questo vertice. In aggiunta a specifiche iniziative, sulle quali Washington e Pechino si sono reciprocamente trovate d’accordo. Una di queste è l’avvio della cooperazione bilaterale per combattere la produzione e il traffico illecito di droghe. Senza dimenticare il comune impegno nell’affrontare la crisi climatica e i dossier riguardanti le situazioni debitorie di diversi Paesi in via di sviluppo.

Nonostante le parole pronunciate da Biden, che ha definito Xi Jinping “un dittatore”, i rapporti tra Stati Uniti e Cina sembrano destinati a migliorare. Il forte rallentamento economico che attraversa la potenza asiatica costituisce, infatti, un elemento da non sottovalutare. Né a quest’ultima, né agli Stati Uniti (impegnati in Ucraina e, almeno parzialmente, in Medio Oriente) conviene infatti inasprire i reciproci rapporti. Fattori che possono contribuire a far prevalere il buon senso e il dialogo, facendo tacere i bruti rapporti di forza.

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Diego B. Panetta

Giurista con specializzazioni in campo notarile, societario e canonistico. Accanto alle norme, una grande passione per la retta filosofia, senza la quale codici e leggi possono ben poco. Autore di tre libri, collabora inoltre con riviste specializzate e testate online, tra cui BuoneNotizie.it.

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