Le recenti elezioni del Messico hanno presentato una caratteristica epocale: le due principali candidate alla presidenza erano donne e, dunque, era certo che il Presidente del Messico sarebbe stato, per la prima volta dopo 200 anni di storia, una “mujer”. I cittadini del decimo Stato più popoloso del mondo hanno premiato Claudia Sheinbaum Pardo, ingegnere ambientale, scienziata e ricercatrice.

Sheinbaum si è presentata con un programma molto forte, in cui la sfida maggiore sarà quella di fronteggiare il crimine organizzato, assai potente a livello sociale. Inoltre, forte del suo background, ha promesso di affrontare seriamente le tematiche ambientali, aprendo nuove prospettive per l’economia del Paese. Infine, un altro tema che le sta a cuore è quello della violenza sulle donne, che richiede misure efficaci. In tal senso, la nuova leader ha intrapreso un percorso coraggioso, in una Nazione dove la cultura “machista” è ancora forte, e in cui optare per la politica comporta dei rischi.

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Un tipo complesso di società che richiede scelte coraggiose

Dal momento che il Paese è una federazione di stati, oltre al Presidente del Messico e alle maggiori figure politiche vi sono anche i rappresentanti locali. Essi operano all’interno dei singoli stati, e sono spesso esposti a dei seri pericoli. Infatti, il maggior problema del Messico è rappresentato dai cartelli dei narcotrafficanti, che cercano di sfruttare le elezioni locali per ampliare il proprio potere, combattendo fra bande rivali.

In questa nazione, dunque, quando si opta per la carriera politica è impossibile farlo a cuor leggero. In più di un caso, i candidati alle elezioni a livello locale lo hanno pagato con la vita. Perciò, le due donne che hanno puntato alla presidenza hanno incarnato una duplice sfida: quella verso una società tradizionalmente guidata da figure maschili e quella contro la violenza.

Chi è la prima donna Presidente del Messico e le sfide che l’attendono

La nuova Presidente del Messico, Claudia Sheinbaum, è un volto già noto nella politica nazionale: ex sindaca di Città del Messico, ha dimostrato sul campo di avere le carte in regola per governare il Paese. La sua storia politica è legata alla figura del Presidente uscente Andrés López Obrador, che lei considera un mentore. Entrambi fanno parte del partito Morena (Movimiento Regeneración Nacional), di orientamento progressista e populista. Sheinbaum ha saputo imporsi, con un largo vantaggio, su Xóchitl Gálvez, la sua principale sfidante, nonostante quest’ultima fosse sostenuta da una coalizione importante.

Tra le prime sfide che la neopresidente dovrà affrontare c’è la difficile situazione economica del Messico. Se è vero, infatti, che il suo predecessore è riuscito a diminuire il numero dei cittadini poveri (in tutto, più di 5 milioni di persone in meno), l’economia del Paese ha ancora bisogno di una scossa, come ha ben evidenziato il Center for Strategic & International Studies.

La possibile svolta ecologica della nuova Presidente del Messico

Un elemento che differenzia Claudia Sheinbaum dal suo predecessore è l’attenzione verso il tema dell’ecologia. A livello di formazione, la Presidente del Messico è infatti una scienziata specializzata in ingegneria energetica: di conseguenza è probabile che voglia instradare il Paese alla produzione di energie rinnovabili, laddove il precedente leader era più tradizionalista.

Certo è che l’ascesa di una figura femminile alla presidenza è il punto di svolta di un percorso durato decenni, a partire dal 1953, quando le donne ottennero il diritto di votare e di occupare cariche pubbliche. «Non arrivo sola, arriviamo tutte» ha affermato Sheinbaum nel suo discorso dopo la vittoria: un modo per far sentire coinvolte nel cambiamento tutte le donne che l’hanno appoggiata, e che oggi sentono di contare di più.

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Edoardo Monti

Ho lavorato per anni come freelance nell'editoria, collaborando con case editrici come Armando Editore e Astrolabio-Ubaldini. Nel 2017 ho iniziato a scrivere recensioni per Leggere:tutti, mensile del Libro e della Lettura, e dal 2020 sono tra i soci dell'omonima cooperativa divenuta proprietaria della rivista.

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