In Italia una persona su quattro è over 65. Per fronteggiare la crescente e costosa richiesta di assistenza sanitaria agli anziani in ambulatorio e a domicilio, lo Stato favorisce l’utilizzo della telemedicina, ovvero l’assistenza e le cure mediche del medico al paziente “a distanza”.

Sfruttando la tecnologia, il Decreto Ministeriale 77/2022, inserito nei finanziamenti del PNRR, pianifica l’erogazione dei servizi sanitari e assistenza pubblica tramite la telecomunicazione: dal teleconsulto al telemonitoraggio, favorendo altresì la trasmissione protetta e criptata di documenti, referti e diagnosi.

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Il mercato imprenditoriale privato si adegua alle richieste sanitarie pubbliche: un giro economico, quello della silver economy, che solo nel Lazio muove 30 miliardi l’anno e che crea nuove professionalità e opportunità di lavoro.

La televisita e la telerefertazione

I primi usi della telemedicina risalgono agli inizi del 1960 negli USA. Il suo utilizzo era comunque circoscritto a situazioni di reale impossibilità di cure mediche “in presenza” come per chi lavorava su piattaforme petrolifere dislocate in mezzo all’oceano o per soldati in missione in regioni remote. In Italia la prima applicazione risale al 1987 con la trasmissione di elettrocardiogrammi utilizzando le normali linee telefoniche.

Attualmente, a seguito dell’invecchiamento della popolazione italiana e la quota crescente di patologie croniche, l’utilizzo della telemedicina si è diffuso su tutto il territorio italiano. Il suo uso, triplicato dopo il periodo della pandemia, si è rivelato un prezioso alleato per l’assistenza agli anziani. I medici la utilizzano sempre più frequentemente e le università, come quella di Pisa, rilasciano master in telemedicina.

Attraverso un sito sicuro fornito dal Sistema Sanitario, il medico conserva le cartelle elettroniche del paziente con l’anamnesi, i referti degli esami di laboratorio e le prescrizioni. Quindi, il paziente si interfaccia col medico via email per un appuntamento virtuale al computer tramite internet. La video-chat può essere effettuata anche con lo smartphone e, per chi non ne fosse in possesso, attuando telefonate e messaggi di testo.

Gli utilizzi della telemedicina

La visita da remoto è applicabile sia ai pazienti pediatrici che ai pazienti anziani. Tra le condizioni mediche del paziente trattate con il controllo virtuale si riscontrano:

  • Pazienti che vivono in aree lontane dall’ambulatorio con trasporti limitati o assenti;
  • Malati che hanno difficoltà di movimento/mobilità;
  • Chi è affetto da epidemia virale/infettiva al fine di evitare i contagi;
  • Malati cronici che richiedono il monitoraggio frequente di routine. L’ipertensione o la registrazione della glicemia in diabetici possono essere “sorvegliate” con la telemedicina e il trattamento gestito da remoto;
  • Soggetti che devono solo, a seguito di analisi, comunicare dei dati per ottenere conferme delle cure;
  • Per il monitoraggio dei parametri nel tempo per controllarne l’evoluzione;
  • Alcune eruzioni cutanee come il fuoco di Sant’Antonio e diagnosticate mediante la trasmissione di fotografie.
  • Quando non è necessario alcun tipo di intervento.

Tra gli obiettivi del Decreto Ministeriale Salute 77/2022 si prospetta la sostituzione del 10% dell’assistenza agli anziani a domicilio con la telemedicina. Dal punto di vista dei medici la telemedicina è utile per determinare se una visita ambulatoriale sia assolutamente necessaria, dando così al personale sanitario sufficiente anticipo per prepararsi all’eventuale visita in presenza.

Grazie alla digitalizzazione si riduce il numero di visite mediche, si sfoltiscono le file di attesa per i pazienti, si alleggerisce il carico di lavoro per i medici e si riducono i costi sanitari. Per agevolare gli anziani nell’utilizzo della telemedicina sono nate varie applicazioni che forniscono assistenza nell’utilizzo degli strumenti tecnologici.

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Lucia Massi

Avvocata, assistente universitaria in U.S.A., interprete del tribunale di Roma e promotrice di cultura italiana presso la F.A.O. Le lauree conseguite in Italia e all’estero, incluso un Ph.D. presso la Columbia University di New York, attengono alle discipline giuridiche e letterarie. Laureata in giornalismo, collabora con BuoneNotizie.it.

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