Con luglio termina il periodo di sperimentazione del contributo di accesso a Venezia, il ticket d’ingresso di 5 euro che doveva mettere freno ad uno dei problemi che più sensibilmente affliggono la città: l‘overtourism, ossia il sovraffollamento turistico. Un sistema che vuole essere insieme deterrente per il turista e fonte di guadagno.
La misura, introdotta per la prima volta in questo 2024 e applicata selettivamente nel periodo tra il 25 aprile e il 14 luglio, per una durata complessiva di 29 giorni, deve certamente aver riscosso esiti positivi se il Comune, il giorno stesso in cui si chiudeva l’iniziativa, ha annunciato che verrà riproposta l’anno prossimo. “Riscosso” non è parola usata a caso, dato che a beneficiare del contributo di accesso, per ora, sono state principalmente le casse comunali. Quanto alla bontà del provvedimento e alla sua efficacia, dobbiamo necessariamente analizzare cause e dati.
Overtourism, la minaccia alle città
Troppo turismo. L’Osservatorio mondiale del turismo definisce “overtourism” come l’eccessivo impatto del turismo su una città, che influenza in modo negativo la qualità della vita o la percezione di essa. Venezia è la città simbolo di questo fenomeno: 21milioni di ingressi l’anno, quasi 60mila ingressi giornalieri a fronte di una media di 500/1000 residenti l’anno che si trasferiscono altrove. La causa è l’aumento eccessivo del costo della vita, della qualità dei servizi che sono rivolti al turista più che al cittadino, oltre al fatto che quest’enorme massa di persone produce rifiuti che devono essere smaltiti, usufruisce del patrimonio artistico ma anche di quello infrastrutturale, come strade o ponti, che necessitano di manutenzione continua dietro costi enormi.

Un ponte di Venezia affollato, foto di Levi van Leeuwen su Unsplash
Un problema che ogni grande città d’arte si trova a dover fronteggiare. Venezia ha come soluzione il ticket. Di come funzioni, a chi sia rivolto e chi ne sia esente abbiamo già parlato proprio qui, su Buone Notizie, così come del fatto che quella del ticket non sia una cosa del tutto nuova. Dobbiamo chiederci: ha funzionato?
La cura di Venezia
Per il sindaco Luigi Brugnaro, alla conferenza stampa in merito ai primi risultati dell’iniziativa, la risposta è sì, tanto da dare per certa la continuazione della misura nel 2025. A fronte di 3.618.114 ingressi (dai quali bisogna escludere gli esenti dal pagamento del ticket), sono oltre 485mila coloro che hanno pagato il contributo, per un totale di quasi 2,5milioni di euro incassati dal Comune.
L’afflusso turistico, afferma il Comune, nelle 29 giornate prese in esame, risulta lievemente alleggerito rispetto al 2023. Un risultato positivo, soprattutto per le casse comunali, ma parziale perché manca di dati completi relativi al turismo da parte di altri enti come Polizia locale e CISET, il Centro internazionale di studi sull’economia turistica, che non giungeranno prima dell’autunno, al termine della stagione.
Soluzioni alternative all’overtourism
In molti pensano che per Venezia l’introduzione del ticket non sia sufficiente ad arginare l’impatto dell’overtourism sulla qualità della vita. D’altro canto è impensabile che le città d’arte rinuncino mai al turismo, per via dell’indotto economico che esso apporta. Una delle soluzioni può essere il controllo attraverso gli strumenti tecnologici.
Il centro di ricerca Eurac propone in un suo studio metodi alternativi basati sulla distribuzione nello spazio-tempo. Un caso esempio è Dubrovnik città croata di 40mila abitanti che dopo l’ingresso nel patrimonio UNESCO subisce un costante flusso di un milione e mezzo di turisti l’anno. Con l’aiuto di operatori turistici internazionali e app innovative oggi la città controlla le masse di visitatori limitando il numero e gli orari di accesso ma anche ridistribuendole nelle diverse località evitando che si concentrino tutte nello stesso posto e nello stesso momento.

