Il 21 e il 22 dicembre la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha partecipato al Vertice Nord-Sud di Saariselkä (Finlandia), insieme ai capi di Governo Petteri Orpo (Finlandia), Ulf Kristersson (Svezia), Kyriakos Mītsotakīs (Grecia) e all’Alto rappresentante dell’Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas.
Sicurezza e competitività del sistema produttivo europeo, sono stati questi i temi al centro del summit. La premier italiana ha inoltre evidenziato la positività del fatto che attraverso questo vertice si sia messa fine alla falsa narrazione che vedeva contrapposti i Paesi del Nord “frugali” a quelli del Sud “spendaccioni” e la necessità che si proceda insieme per affrontare le sfide del futuro.
Meloni: “L’Ue ha necessità di pensarsi in modo nuovo”
“Penso veramente che questa iniziativa sia importantissima e che rappresenti un modo di pensare molto nuovo all’interno dell’Unione europea”. Le parole pronunciate dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, durante la conferenza stampa allestita in una baita a Saariselkä, un villaggio della Lapponia finlandese, sembrano aprire spiragli nuovi nel confronto tra i Paesi del Nord Europa e quelli del Sud.
“Le quattro nazioni qui rappresentate (ma direi anche cinque, perché Kaja è stata anche Primo Ministro) sono spesso state considerate, e si sono spesso trovate, su fronti contrapposti all’interno dell’Unione europea”, ha ricordato la premier italiana. Ragione per cui è necessario ripartire dal dialogo e affrontare le sfide del futuro insieme con coraggio, senza divisioni né acrimonie tra popoli.
L’incontro tra i leader dei Paesi europei è stata anche l’occasione per parlare di competitività europea, ma soprattutto di sicurezza. Non dimentichiamo, infatti, che il conflitto tra Russia e Ucraina ha determinato l’entrata nella Nato della Finlandia e della Svezia, rispettivamente nel 2023 e 2024. I Paesi scandinavi si sono trovati d’accordo sull’esigenza di sviluppare la difesa europea, per garantire più sicurezza e maggiore indipendenza.
I Paesi del Nord “frugali” e quelli del Sud tornano a dialogare
Il vertice Nord-Sud ha però avuto una valenza altamente significativa soprattutto dal punto simbolico. Come si diceva poc’anzi, è servita innanzitutto a mostrare agli altri Paesi dell’Ue che l’Europa è unita e compatta. Ricordiamo che la definizione di Paesi “frugali” proviene dal Financial Times, il quale nel febbraio del 2020 aveva utilizzato questo aggettivo per descrivere la visione economica che ispirava l’Austria, la Danimarca, l’Olanda e la Svezia.
Questi ultimi “lottano contro i Paesi più grandi, verso i quali serbano disprezzo e rancore, soprattutto per Italia e Spagna, colpevoli di non sapersi organizzare per sfruttare i benefici del mercato europeo”, scriveva il Corriere della Sera il 20 luglio 2020. Non solo, l’altro capo d’accusa che muoveva i “frugal four” (quattro frugali) era il contributo annuo pro-capite che i loro cittadini versavano all’Ue, che ammontava a circa 5000 euro annui, contro i 2000 euro di quelli degli italiani, francesi e spagnoli.
In fondo, si tratta di obiezioni che ciclicamente, specie nei momenti di crisi, finiscono con il ripresentarsi. Ma che, tuttavia, fanno emergere delle conflittualità che non hanno motivo di esservi, viste le sfide geopolitiche in atto, in primis quelle provenienti da Russia e Cina. Se il confronto con Mosca necessita di una compattezza militare, la seconda richiede infatti un’attenzione particolare in termini di strategia industriale (quanto più univoca e coesa) e competitività. Sono queste le ragioni fondamentali per le quali è necessario ritrovare serenità e comunione d’intenti fra i Paesi del Nord e del Sud Europa.
Meloni: “L’Ue sia unita per fronteggiare le sfide internazionali”
La riunione di Saariselkä ha dunque contribuito a colmare un divario di vedute che si era accresciuto in occasione delle misure economiche da mettere in campo per fronteggiare la ripresa post Covid. Il vertice ha così sancito l’unità ritrovata, come ha sottolineato la premier Giorgia Meloni e, soprattutto, il desiderio da parte dell’Ue di concorrere uniti per affrontare le sfide del futuro e la necessità di risolvere internamente i conflitti per fronteggiare insieme la difficile situazione internazionale.