Con oltre mezzo milione di libri donati alle biblioteche scolastiche si raccolgono i frutti della settima edizione di #ioleggoperché – progetto dell’Associazione Italiana Editori finalizzato alla promozione della lettura in Italia. L’iniziativa si basa su un gesto molto semplice: chiunque, recandosi in libreria, può scegliere di donare un libro alle scuole che vi aderiscono. Al tempo stesso, anche le case editrici possono dare un contributo fornendo la loro parte di volumi.

Grazie a una tale sinergia tra il pubblico dei lettori e le figure professionali, in sette anni sono entrati negli istituti più di 2,5 milioni di nuovi libri – favorendo, in alcuni casi, la creazione di biblioteche scolastiche là dove non erano presenti. Dal punto di vista istituzionale, il progetto #ioleggoperché ha ottenuto un riconoscimento al massimo livello, ricevendo la Medaglia del Presidente della Repubblica, giunta assieme a una lettera di auguri per l’iniziativa.

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#ioleggoperché: un progetto che cresce di anno in anno

Nei nove giorni – dal 5 al 13 novembre dello scorso anno – in cui si è svolta l’ultima edizione di #ioleggoperché, la quasi totalità delle librerie della Penisola si è messa a disposizione di tale iniziativa – intesa, fin dagli esordi, ad ampliare o far nascere biblioteche scolastiche nel nostro territorio. Per qualsiasi lettore, dunque, è stato possibile acquistare libri da donare alle scuole dei quattro ordinamenti: infanzia, primarie, secondarie di primo e secondo grado. A tale scopo, alcuni librai hanno offerto anche l’opzione dell’acquisto a distanza, facilitando la procedura.

Oggi è possibile analizzare i risultati, rilevando come il progetto #ioleggoperché sia cresciuto di anno in anno, aiutato dalla semplice immediatezza del suo hashtag – un linguaggio nuovo per la promozione della lettura. Un dato indicativo riguarda i volumi donati dagli editori in chiusura dell’evento: ben 116.000, ossia 4.000 in più rispetto a quelli dell’edizione precedente. Se invece ci riferiamo alla partecipazione complessiva, sono stati coinvolti quasi quattro milioni di studenti, 23.240 istituti e 250 nidi.

Come ha spiegato Ricardo Franco Levi – presidente dell’Associazione Italiana Editori: “Questo risultato è frutto di un importante gioco di squadra che oggi offre l’opportunità a bambini e bambine, ragazzi e ragazze di sentire vicino e familiare il libro nella quotidianità e avere un’occasione in più per contrastare la povertà educativa. È un viaggio lungo se si considera che più di una scuola su quattro tra le partecipanti alla scorsa edizione era senza biblioteca scolastica prima di ricevere i libri di #ioleggoperché”.

Promozione della lettura

Con #ioleggoperché è possibile donare libri alle biblioteche scolastiche, per la promozione della lettura

Le biblioteche scolastiche come strumento di promozione della lettura

Secondo i rilevamenti del Ministero dell’Istruzione, l’86% delle scuole italiane gestisce, al momento, almeno una biblioteca. Tuttavia, le percentuali decrescono riguardo alla disponibilità di contenuti digitali, di spazi per la lettura e postazioni informatiche. Perciò le biblioteche – intese come ambienti innovativi di apprendimento – rappresentano una sfida molto importante per il sistema scolastico italiano.

Lo stesso Ministero dell’Istruzione ha approvato – come previsto dalla Legge 13 febbraio 2020, n. 15 – un “Piano nazionale d’azione per la promozione della lettura”. Tra i suoi vari obiettivi, esso individua la necessità di fornire una specifica formazione al personale scolastico interessato a occuparsi delle biblioteche. In più, vi viene auspicata la creazione di un data center relativo a tali strutture in Italia. In quest’ottica, iniziative come #ioleggoperché mirano a offrire il loro contributo all’interno di un processo più vasto.

Del resto, l’articolo 5 della Legge sopracitata prevede in modo esplicito la “Promozione della lettura a scuola”, concepita come “momento qualificante del percorso didattico ed educativo degli studenti e quale strumento di base per l’esercizio del diritto all’istruzione e alla cultura nell’ambito della società della conoscenza”.

La creatività è l’essenza di #ioleggoperché

A #ioleggoperché sono associati anche due contest, rivolti alle scuole aderenti all’iniziativa. Gli istituti vi partecipano organizzando piccoli eventi – che coinvolgono direttamente alunni e insegnanti – incentrati sulla promozione della lettura tra i più giovani, e documentati sui social attraverso brevi video. A esser premiati, nello specifico, sono l’estro e la creatività. Il primo contest, “Leggere per costruire un mondo più inclusivo”, è destinato alle scuole dell’infanzia, e anche alle primarie e secondarie di primo grado. Nell’ultima edizione, esso ha visto gli studenti interagire con il proprio ambiente cittadino, pubblicizzando l’iniziativa anche tra il pubblico adulto. L’altro contest, “Il libro e lo sport per un futuro più inclusivo” – riservato alle scuole secondarie di secondo grado –, ha puntato l’attenzione sul connubio fra le attività all’aperto e la conoscenza.

Ciascuno dei venti istituti vincitori – tra gli oltre settecento partecipanti – si è aggiudicato mille euro in buoni da spendere in libri, per arricchire ancor più la propria biblioteca. Quest’anno i premi sono stati raddoppiati – grazie al supporto della SIAE e, per la prima volta, del Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio. In tal modo, si è cercato di incoraggiare una forma di competizione che andasse a vantaggio del sapere. Perché se è vero che si diventa lettori da piccoli, l’incontro con i libri giusti può fare la differenza.

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Edoardo Monti

Ho lavorato per anni come freelance nell'editoria, collaborando con case editrici come Armando Editore e Astrolabio-Ubaldini. Nel 2017 ho iniziato a scrivere recensioni per Leggere:tutti, mensile del Libro e della Lettura, e dal 2020 sono tra i soci dell'omonima cooperativa divenuta proprietaria della rivista.

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