Fauda è una serie televisiva del 2015 che ha ottenuto un grande successo a livello internazionale. Racconta del conflitto israelo-palestinese che dura da decenni, incentrandosi sulla complessità, psicologia e sentimenti dei suoi personaggi. Ha ricevuto diversi apprezzamenti e riconoscimenti, anche per la sua visione per nulla scontata. Dal 2016 in Italia è possibile vederla su Netflix. É stata recentemente annunciata una 5ª stagione, rimandata a causa degli ultimi scontri sul territorio.

La serie tv Fauda e il vissuto degli sceneggiatori

La serie Fauda è stata scritta dal giornalista Avi Issacharoff e dall’attore protagonista, in passato membro delle forze speciali israeliane, Lior Raz. Entrambi hanno attinto dal loro passato e dalle loro esperienze, prendendo spunto da fatti realmente accaduti. Sia la critica che il pubblico hanno mostrato nel corso delle stagioni un rilevante e costante gradimento.

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Le vicende si svolgono essenzialmente tra Gaza e la Cisgiordania. E il conflitto israelo-palestinese è al centro degli avvenimenti della serie. La serie tenta di riproporre la violenta brutalità e la prepotente vendetta che da decenni controllano, dissanguano e caratterizzano quei territori: la dolorosa realtà che vivono uomini e donne. Il protagonista della serie Fauda è Doron, interpretato da Lior Raz, accompagnato da un’unità speciale altamente addestrata incaricata di introdursi nei territori palestinesi al fine di reprimere o sventare in ogni modo scontri terroristici organizzati da Hamas.

Il tocco, che arriva ad essere feroce e crudo, e la semplice asciuttezza delle scene, evidenziano egregiamente il passato degli sceneggiatori, in particolar modo del protagonista, i quali hanno voluto attingere dai loro trascorsi per sottolineare una visione umana, attraverso la consapevolezza, la sensibilità e i legami che i personaggi sviluppano nel corso delle vicende. Issacharoff e Raz mostrano una realtà ricca di sfaccettature, la complessità di affrontarla, di viverla e, soprattutto, di come andare avanti con lo straziante peso delle conseguenze.

La serie Fauda e il suo significato

Il titolo della serie, Fauda, deriva dall’arabo e significa “caos”. Una scelta che richiama il costante clima evidentemente teso che contraddistingue le conflittuali e intricate vicende narrate nel programma televisivo e vissute nella quotidiana realtà sia dagli israeliani, sia dai palestinesi. Anime sanguinanti nel disagio, nel sacrificio, nel conflitto interiore e nella sofferenza che affliggono tutte e due la fazioni. Personaggi che rimangono incastrati dal doloroso passato che la società non riesce a superare, impossibilitati ad andare avanti. Torti e ragioni si scontrano violentemente nell’atroce morsa di un vortice indecifrabile.

Si denota l’intento di ripercorrere il più realisticamente possibile il conflitto israelo-palestinese. La moralità, gli istinti e l’umanità dei personaggi sono caratterizzati da ombre e tinte intense, contraddistinte da nuance varie e molteplici. La critica ha in generale riconosciuto e molto apprezzato l’impostazione imparziale della serie Fauda, il tentativo e la voglia di ritrarre quanto più verosimilmente il possibile sguardo di entrambe le parti. Evitando di prendere una posizione socio-politica. Lontani stereotipi e macchiette nei confronti dei personaggi.

Una parte della critica ha notato delle limitazioni. Alcuni non hanno percepito l’intento di una visione super partes, altri lamentano il mancato coinvolgimento di palestinesi nella creazione del prodotto.

Una realtà unita

La serie Fauda mostra come sia i palestinesi sia gli israeliani siano devastati dai costanti contrasti. Rende evidente il bisogno comune di creare insieme una realtà nuova, unita, migliore. L’attrice, conduttrice televisiva e poetessa Lucy Ayoub, interprete di Maya, un’agente di polizia palestinese, è figlia di padre arabo e madre ebrea. In un suo componimento scrive di sé:

“Alcuni di voi diranno che sia figlia di un arabo e allo stesso tempo ad occhi di altri sarò la figlia di un’ebrea. Quindi non ditemi che non posso essere tutte e due le cose.”

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Chiara Andriani

Chiara Andriani. Mi sono diplomata al Liceo Linguistico, avendo sempre avuto un interesse e un orecchio attento per le lingue. Fin dall'infanzia ho mostrato un particolare coinvolgimento ed entusiasmo verso l'universo letterario e cinematografico e una passione per la musica. L'attrattiva verso la scrittura mi ha spinto a cercare un modo per renderla parte integrante della mia vita di tutti i giorni, portandomi alla scoperta anche del giornalismo e di BuoneNotizie.it. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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