Quanto sarebbe bello potersi relazionare con chiunque senza difficoltà? Anche nel Bel Paese esiste una galassia discreta e silenziosa i cui abitanti, circa cinque milioni secondo i dati forniti dalle associazioni di categoria, comunicano attraverso segni espressi con le mani, il viso e il corpo, con un linguaggio pensato per chi non riesce a parlare o è audioleso: è la Lingua dei Segni Italiana (LIS).

Dopo quasi vent’anni, il 19 maggio 2021 la Camera ha riconosciuto la figura professionale di interprete LIS dando il via libera alle iniziative di tante regioni italiane tra cui la Puglia che ne ha inserito l’insegnamento all’interno dell’orario scolastico. Anche diverse università e centri di formazione offrono corsi di LIS, rispondendo alla crescente richiesta di una società più accessibile.

Imparare la LIS è un’esperienza che arricchisce, uno stimolo contagioso che rappresenta un’ulteriore modalità d’inclusione. Esistono corsi online e in presenza, suddivisi in livelli che vanno dal base all’avanzato, ma è soprattutto la curiosità a stimolare la voglia di conoscere la Lingua dei segni la cui diffusione tramite lezioni, tutorial e risorse digitali è in costante crescita.

Cos’è la LIS?

La Lingua Italiana dei Segni ha una lunga storia che risale al XVIII secolo, quando furono fondati i primi istituti per sordi in Italia. Tuttavia, solo recentemente la LIS ha ottenuto un riconoscimento ufficiale ed è il principale strumento di comunicazione per le persone sorde in Italia. Non si tratta solo di un linguaggio alternativo ma di una vera lingua con una sua grammatica, sintassi e struttura in cui ogni segno può corrispondere a concetti complessi che richiederebbero diverse parole in italiano.

La LIS è una lingua visivo-gestuale che, a differenza delle lingue parlate, utilizza lo spazio tridimensionale per rappresentare relazioni grammaticali e concetti e usa i classificatori, ovvero segni che rappresentano categorie di oggetti o persone che possono essere modificati per mostrare azioni o caratteristiche specifiche. Molti di questi segni sono iconici, cioè rappresentano visivamente il concetto che esprimono.

L’importanza della LIS

La LIS è fondamentale per l’inclusione e la partecipazione della comunità sorda nella società ma il suo apprendimento può essere un vantaggio per tutti, rendendo la comunicazione più inclusiva e rafforzando il legame tra persone con e senza disabilità uditive. Riuscire a comunicare attraverso la Lingua Italiana dei Segni per la comunità sorda significa soprattutto:

  • sentirsi socialmente inclusi: partecipare attivamente alla vita sociale, culturale e lavorativa, avere accesso all’istruzione, ai servizi sanitari e ad altre opportunità essenziali per la crescita personale e professionale.
  • accedere all’informazione: poter seguire contenuti informativi, come notiziari e programmi televisivi, che altrimenti sarebbero inaccessibili.
  • essere tutelati: il riconoscimento legale della LIS rappresenta un traguardo storico che garantisce maggiore diffusione di questa lingua.

Lingua dei Segni Italiana: un futuro senza barriere

Nel mondo del lavoro, la LIS gioca un ruolo cruciale per garantire pari opportunità: aziende e organizzazioni che assumono persone sorde o che desiderano offrire servizi inclusivi stanno investendo in formazione specifica per il proprio personale. L’implementazione di interpreti LIS e la formazione interna rappresentano investimenti importanti per promuovere un ambiente di lavoro inclusivo.

La Lingua Italiana dei Segni non è solo uno strumento di comunicazione ma anche un elemento culturale che rappresenta l’identità di una comunità. L’accessibilità linguistica è un diritto fondamentale e l’introduzione di interpreti LIS, soprattutto in contesti istituzionali e mediatici, segna un passo fondamentale nel mondo della comunicazione visiva. Allo stesso modo, approfondire la conoscenza della LIS partecipando a corsi e iniziative di sensibilizzazione può essere il primo passo per costruire un futuro senza barriere comunicative.

 

 

 

 

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Heinrich Matt

Heinrich Matt

Sono laureato in Scienze politiche e delle relazioni internazionali, mi piace scrivere e frequento il corso di Giornalismo Costruttivo di BuoneNotizie.it. Appassionato di politica e filosofia, "odio gli indifferenti", mi esalto ascoltando Pericle e mi addormento con Foucault. Difendo l'indipendenza come forma di libertà, credo nel merito e nella cultura per arginare una dilagante mediocrazia.

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