L’acqua del rubinetto è sicura? Secondo l’ISTAT un italiano su tre non si fida, eppure l’acqua dei nostri rubinetti è stata promossa a pieni voti dal primo rapporto del Centro nazionale per la sicurezza delle acque (Censia) dell’Istituto superiore di sanità. L’analisi è stata condotta su 2,5 milioni di campioni raccolti in 18 Regioni e ha dimostrato che il 99,1% di questi rispetta tutti i parametri di sicurezza previsti dalla legge.
Dunque, non ci sono motivi per avere timore ad utilizzare l’acqua del rubinetto. Si tratta di una falsa credenza, che fa si che l’Italia sia ancora tra i Paesi europei in cui si beve più acqua in bottiglia.
L’acqua potabile è un bene universale
L’accesso all’acqua potabile è un diritto umano fondamentale, sancito dalle Nazioni Unite e l’Organizzazione Mondiale della Sanità. In Italia il decreto legislativo 18 del 2023 garantisce l’accesso universale all’acqua potabile, che deve sempre essere disponibile per tutti.
Nonostante l’impegno delle Istituzioni, ancora oggi il 28,8% delle famiglie non si fida a bere l’acqua del rubinetto. La buona notizia è che si tratta di un dato in netto calo, quasi dimezzato rispetto a vent’anni fa.
5 falsi miti sull’acqua del rubinetto
Quando si parla di acqua del rubinetto emergono molte false credenze, che spesso portano le persone a dubitare della sua sicurezza. Smontiamo le fake news più frequenti sull’acqua del rubinetto per tornare ad un’abitudine che fa bene alla salute e all’ambiente.
- L’acqua del rubinetto non è sicura: i dati del rapporto Censia fotografano un quadro diverso, con un tasso di conformità ai parametri di sicurezza pari quasi al 100%. La legge italiana assicura che l’acqua del rubinetto sia sicura da bere. Il colore o il sapore possono cambiare, ma questi aspetti, chiamati organolettici, non influenzano la sua sicurezza.
- L’acqua del rubinetto fa venire i calcoli renali: è credenza comune che le acque migliori per la salute siano quelle povere di calcio e sali minerali. In realtà queste sostanze sono fondamentali per il nostro organismo. Non ci sono evidenze scientifiche che il calcio contenuto nell’acqua del rubinetto faccia venire i calcoli, è invece dimostrato che previene molte malattie, come l’osteoporosi.
- Deve sempre essere filtrata prima di essere bevuta: l’acqua del rubinetto distribuita in Italia è già potabile, senza bisogno di ulteriori trattamenti. I dispositivi di filtraggio servono solo a migliorare il sapore.
- Non si sa mai cosa ci sia dentro: i dati sull’acqua del rubinetto sono disponibili sul sito del gestore locale. Inoltre, l’ISS sta creando una un’anagrafe territoriale delle acque potabili (AnTea). Si tratta di una piattaforma digitale contenente informazioni dettagliate sulla qualità dell’acqua. L’obiettivo è permettere ai cittadini di accedere facilmente ai dati sull’acqua che consumano.
- L’acqua del rubinetto non si può usare per pappe e biberon dei bambini: durante la gravidanza e l’infanzia, l’idratazione è essenziale. Le donne in attesa ne hanno bisogno per una circolazione efficiente, mentre i bambini si disidratano molto facilmente. Bere abbastanza è fondamentale in queste fasi. Sia l’acqua del rubinetto che quella in bottiglia sono sicure per gravidanza, allattamento, per pappe e latte in polvere.
L’acqua del rubinetto fa bene all’ambiente
L’Italia è il maggior consumatore di acqua minerale in Europa, con circa 11 miliardi di bottiglie che finiscono in discarica ogni anno, rischiando di inquinare l’ambiente e i mari. I dati Censis del 2018 indicano che in Italia si consumano circa 206 litri di acqua minerale per persona all’anno, equivalenti a oltre 130 bottiglie a testa.
Bere acqua del rubinetto è un’abitudine economica e sostenibile. Aiuta a ridurre l’uso di grandi quantità di plastica e a limitare l’inquinamento legato al trasporto, alla distribuzione e allo smaltimento delle bottiglie.
Approfondisci l’argomento in questo articolo: Acqua potabile sicura e accessibile a tutti: i dati in miglioramento.