La Mostra del Cinema di Venezia apre le sue porte ai giovani per parlare, attraverso un film, di bullismo. Per sensibilizzare i ragazzi sul tema del bullismo e raccontare la storia di Willy Monteiro, il ragazzo romano ucciso da giovani bulli nel 2020, gli studenti della Side Academy di Verona hanno realizzato un cortometraggio utilizzando la tecnologia dei videogiochi. Un esperimento che, in esclusiva per BuoneNotizie.it, è stato narrato dagli autori e dal direttore artistico Stefano Siganakis, intervistati all’anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia 2024.

Willy, different is good: l’animazione contro il bullismo

In occasione della 81esima Mostra del Cinema di Venezia è stato presentato il cortometraggio di animazione 3D “Willy: different is good” realizzato da una cinquantina di studenti della Side Academy di Verona. I giovani della scuola, guidati dal direttore, Stefano Siganakis, hanno raccontato il loro progetto. «Abbiamo lavorato per più di tre anni per raccontare la storia di Willy Montero – spiegano i giovani autori, durante la conferenza stampa organizzata alla Mostra del Cinema – realizzando un cortometraggio per sensibilizzare il pubblico sul tema del bullismo. Essere alla Mostra del Cinema è il traguardo più grande per noi. L’obiettivo è quello di portare il cortometraggio nelle scuole italiane, rivolgendoci ai giovani che, spesso, sono vittime di bullismo o carnefici».

Insieme agli studenti è intervenuto Pierluigi Sanna, Sindaco di Colleferro, comune dove abitava Willy, che ha messo in luce l’importanza di parlare di bullismo e dell’eco che i film possono avere sulla comunità.

Willy Monteiro nel corto di Side Academy WEB per la Mostra del Cinema di Venezia. Foto PKcommunications

Willy Monteiro nel corto di Side Academy WEB per la Mostra del Cinema di Venezia. Foto PKcommunications

La tecnologia per avvicinare i giovani al tema del bullismo alla Mostra del Cinema di Venezia

La particolarità del cortometraggio è nella tecnologia utilizzata. «Le tecnologie utilizzate sono quelle dei videogiochi – spiega il direttore Stefano Siganakis – con questo esperimento abbiamo provato ad avvicinarci di più ai giovani. I videogiochi sono uno degli strumenti più apprezzati dai ragazzi: parlare di bullismo, utilizzando un mezzo visivo a loro famigliare, potrà sensibilizzarli maggiormente. La Mostra del Cinema di Venezia diventa così il mezzo per parlare di bullismo, tecnologia e gioventù. Il nostro lavoro è finalizzato a far evolvere la società e non a creare conflitti. Vogliamo rendere il tema del bullismo un punto di riflessione che porti il pubblico a proporre soluzioni: solo con il dialogo e l’empatia i giovani potranno rispecchiarsi e affrontare il bullismo».

Il progetto è stato elaborato in tre anni. I ragazzi della Side Academy hanno riflettuto a lungo su quali fossero gli obiettivi da trasmettere ai giovani. «Il nostro progetto – conclude Siganakis – è stato discusso con la classe. Ogni studente ha proposto esempi per poter analizzare il tema del bullismo. È stato emozionante vedere con quanto ardore, i miei studenti proponevano soluzioni, mettendosi nei panni delle vittime di bullismo e dei bulli. Ho imparato tanto da loro e, vedendo il loro entusiasmo, ho compreso che i giovani sono propensi a creare un mondo migliore. Con il lavoro di tante giovani menti si è giunti a questo risultato finale che ci ha portati dritti alla Mostra del Cinema di Venezia. I valori culturali, estetici e tecnologici, sono la chiave per rivolgerci al mondo e combattere il bullismo».

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Edoardo Casolo

Edoardo Casolo

Sono appassionato di geopolitica, cinema e cultura, di viaggi e di industria video-ludica. Vicentino ma vivo a Venezia, città che ho amato dal primo momento in cui l'ho vista. Con il laboratorio di giornalismo realizzerò il mio sogno di diventare pubblicista.

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