Da lungo tempo la musica e la politica sono estremamente interconnesse e queste intersezioni assumono un significato del tutto nuovo durante le elezioni presidenziali americane. Quanto sono importanti le sponsorizzazioni dei candidati da parte dei cantanti e quanto quest’ultimi influenzano il voto degli elettori?

La connessione tra musica e politica: da Frank Sinatra a Beyoncè

L’uso della musica in politica non è una novità: per decenni, presidenti e aspiranti presidenti hanno cercato di utilizzare la musica per attrarre gli elettori. Nel 1960, John F. Kennedy utilizzò una versione modificata della canzone “High Hopes”, interpretata dal celebre cantante e suo amico Frank Sinatra. Nel 1992 Bill Clinton ha utilizzato Don’t Stop dei Fleetwood Mac e nel 2008 Barack Obama Yes We Can di Will.i.am. Entrambi i candidati considerano la musica un elemento importante per “definire” la propria personalità e ispirare gli elettori.

Nel XXI° secolo, la politica dell’industria musicale è più che mai al centro dell’attenzione. Ancora oggi, infatti, candidati alla presidenza usano la musica durante la campagna elettorale al fine di entrare in contatto con gli elettori e comunicare i propri valori e gusti. Ad esempio, l’aspirante presidente Kamala Harris, come inno per la sua attuale campagna presidenziale utilizza la famosa “Freedom” di Beyoncé, brano che è spesso usato dalla cantante per dare voce al movimento per i diritti civili e alla storia della schiavitù negli Stati Uniti. Anche Donald Trump ha i suoi sostenitori della cultura pop, tra cui Kid Rock e Lee Greenwood.

La musica ha un impatto sulle elezioni americane? Cosa dice un recente studio

Un nuovo studio, scritto da Ashley Spillane e pubblicato tramite The Ash Center for Democratic Governance and Innovation e la Harvard Kennedy School, ha analizzato gli sforzi (imparziali) delle celebrità nell’ambito della partecipazione al voto degli elettori, come l’educazione, la mobilitazione e l’incoraggiamento degli americani a registrarsi per votare. «Mentre alcuni sondaggi dimostrano che le persone affermano di non essere influenzate dalle voci delle celebrità quando si tratta di politica, prove più rigorose indicano che queste voci sono incredibilmente potenti».

I ricercatori di Harvard hanno anche esaminato i dati delle iniziative delle celebrità nei cicli elettorali del 2018, 2020 e 2022, tra cui gli quelli delle cantanti Taylor Swift e Billie Eilish. Ad esempio, secondo il rapporto, quando Taylor Swift condivise nel 2018 un post sulla piattaforma Instagram per incoraggiare i suoi follower a registrarsi sul sito Vote.org (sito che indirizza ai siti elettorali degli stati di appartenenza per informazioni più specifiche sul voto): l’organizzazione vide in un giorno il numero più alto di registrazioni di elettori nella storia.

Elezioni USA 2024, l’effetto Taylor Swift e i sondaggi

Icona della cultura pop, Taylor Swift rappresenta oggi l’artista musicale più importante al mondo. Per molto tempo l’artista ha preferito mantenere un profilo apolitico; nel 2012 il Time le chiese riguardo alle elezioni presidenziali americane di quell’anno e la cantante dichiarò che nonostante cercasse di informarsi il più possibile, riteneva di non essere abbastanza preparata per poter indicare alla gente chi votare.

Taylor Swift ha espresso la sua opinione politica per la prima volta nel 2018, in occasione delle elezioni di medio termine, sostenendo tramite i social media i democratici Phil Bredesen e Jim Cooper. Due anni dopo la popstar ha appoggiato Joe Biden e Kamala Harris e ha prestato la sua Only the Young alla loro campagna, canzone che vuole essere un inno per i giovani che si sentono impotenti e frustrati dall’attuale clima politico.

Per quanto concerne le elezioni presidenziali USA 2024, secondo un sondaggio condotto dalla Quinnipiac University tra il 19 e il 22 settembre 2024, il 76% dei probabili elettori hanno affermato che l’appoggio di Taylor Swift a Kamala Harris non influisce sul loro livello di entusiasmo per la candidatura di Harris, mentre il 9% ha affermato che li rende più entusiasti e il 13% che li rende meno entusiasti.

Significativo è il fatto che nelle 12 ore successive a un post che Taylor Swift ha fatto in appoggio alla vicepresidente Kamala Harris, quasi 400.000 persone hanno visitato Vote.org, cliccando sull’indirizzo creato e condiviso dalla cantante stessa. Sebbene sia difficile stabilire con precisione se l’influenza di Taylor Swift sia determinante nelle elezioni presidenziali USA 2024, secondo la CEO del sito Andrea Hailey, l’impatto della popstar sulla registrazione degli elettori sarebbe innegabile.

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Giulia De Giacinto

Giulia De Giacinto. Fan delle belle notizie, mi piace raccontare storie di resilienza e di grande ispirazione, in particolare legate alla musica. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo.

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