Il campionato di calcio più entusiasmante del mondo, la Premier League, volge il proprio sguardo verso la sostenibilità ambientale. Le iniziative di Brighton e Manchester City, infatti, evidenziano un’attenzione sempre più marcata verso la questione ecologica da parte del football d’oltremanica.
Il campionato più bello del mondo: la Premier League
La Premier League non è un semplice campionato di calcio, ma un vero e proprio modello mondiale. Lo spettacolo tecnico e la superiorità economica della massima divisione calcistica inglese, del resto, rimane un qualcosa di imparagonabile col resto del globo. Anche in termini di sostenibilità ambientale, la Premier League sta lentamente cominciando a muovere i primi passi verso un futuro decisamente più green. Le iniziative di Brighton e Manchester City, del resto, mostrano uno spirito più attento verso le sorti del pianeta: il calcio sta iniziando a muoversi in termini di ecologia ambientale.
Sostenibilità ambientale: l’esempio del Manchester City
A proposito di sostenibilità ambientale, l’esempio del Manchester City merita spazio e attenzione. Il club campione d’Inghilterra e del mondo in carica, dopotutto, si è reso protagonista di un gesto quanto più rilevante in termini di innovazione ecologica. Gli Sky Blues, infatti, hanno piazzato poco meno di 11 mila pannelli fotovoltaici tra il centro di allenamento e lo stadio della formazione femminile. Non è un mistero, dopotutto, che il team inglese di proprietà del City Football Group aspiri ad essere il club più pulito e green del mondo entro la fine del decennio in corso. Oltre a quanto detto sino a qui, la compagine britannica allenata da Pep Guardiola punta al completo azzeramento delle emissioni nette di carbonio entro il 2030. Un passo verso il futuro quello del City, deciso a rendere più sostenibile il proprio operato.
L’iniziativa del Brighton: “My Albion. My Planet“
Oltre al Manchester City, però, anche il Brighton ha recentemente lanciato una nuova strategia di sostenibilità ambientale. L’ex formazione allenata da Roberto De Zerbi, oggi alla guida del Marsiglia, ha infatti compiuto un deciso passo in avanti verso il futuro. Il gesto, certificato anche dall’adesione del club inglese allo Sport for Climate Action Framework delle Nazioni Unite è stato ribattezzato “My Albion. My Planet“. Nato con l’intento di sottolineare la mission di un progetto partorito dalla comunità e volto ad una causa di portata globale, la strategia del club dell’East Sussex nasce per una visione positiva e ambiziosa: diventare uno dei club più green del pianeta entro il 2030.
Il programma strategico di sostenibilità ambientale pensato dal Brighton
Il programma strategico di sostenibilità ambientale pensato dalla società inglese si presenta decisamente orientato alla riduzione delle emissioni legate alle operazioni del club. Andando nello specifico, il lavoro del team sarà incentrato su sei aree di intervento chiave:
- Energia e acqua (Energy & Water)
- Catena di fornitura (Supply Chain)
- Viaggi e trasporti (Travel & Transport)
- Rifiuti (Waste)
- Biodiversità (Biodiversity)
- Cultura e comunità (Culture & Community)
Dunque, riassumendo velocemente quanto detto poc’anzi, la prima area sarà dedicata all’efficientamento energetico e al potenziamento delle rinnovabili. La seconda, invece, punterà ad integrare principi etici e sostenibili nelle scelte di acquisto e approvvigionamento. Il terzo punto, poi, studierà soluzioni per incoraggiare l’utilizzo di soluzioni green tra staff e tifosi, mentre la quarta area di interesse ecologico ricadrà sull’integrazione dei principi di sostenibilità ambientale relativi alla riduzione, al riciclo e al riutilizzo di risorse.
L’attenzione al territorio, infine, occupa il ruolo di attore principale all’interno degli scenari previsti nella quinta e sesta area del progetto pensato dal Brighton. Parte del lavoro che verrà convogliato nell’iniziativa del club inglese potrebbe essere messo a punto dalla fondazione benefica dei Seagulls, come riportato anche su Communitysoccerreport.it.