In risposta al rapace turismo di massa, negli ultimi anni in Italia si sta registrando una crescita del turismo lento, di stampo culturale, che sta donando rinnovato slancio a borghi, città storiche e aree rurali interne. Si parla di turismo sostenibile e di esperienze di visita lontane dalle mete più affollate, con un approccio equilibrato fra rispetto del patrimonio culturale e paesaggistico, con la messa a valore delle peculiarità locali a favore delle comunità del posto.
Secondo i dati forniti dall’Istat, nel 2022 si sono registrate ben 142 milioni di presenze sul territorio italiano relative a forme di turismo culturale, di cui il 55% costituite da flussi interni e le restanti provenienti dall’estero. È dunque chiaro come questo fenomeno rappresenti oggi un’occasione preziosa per molte aree meno battute del nostro Paese. Un’occasione che va colta attraverso finanziamenti specifici, progetti di lungo termine e monitoraggio continuo.
Nel tempo, diversi ministeri – ed enti regionali – si sono attivati a favore dei comuni e dei consorzi intenzionati a porre in essere tali progettualità, ma che si trovavano senza le capacità economiche per avviarli e privi del know how necessario. Con queste forme di collaborazione, le amministrazioni locali, insieme a imprenditori, agricoltori e artigiani, stanno diventando i protagonisti di un rilancio economico fondato sulla valorizzazione delle tradizioni, fronteggiando dinamiche come lo spopolamento o la perdita di interesse da parte delle nuove generazioni.
Turismo sostenibile e culturale in Italia: alcuni esempi virtuosi
Il piccolissimo borgo medievale abruzzese di Santo Stefano di Sessanio è emerso in questi anni come uno dei simboli del turismo sostenibile e della valorizzazione culturale in Italia. Tra le iniziative realizzate, si annovera la collaborazione con imprenditori del posto, attraverso la quale il comune ha convertito alcune abitazioni del centro storico in alloggi turistici, mantenendo la tipica architettura originaria. In questo modo, i visitatori possono oggi immergersi nel contesto locale, vivendo in modo autentico il luogo ed entrando in contatto con la comunità locale.
Un altro esempio calzante è offerto da Civita di Bagnoregio, il borgo laziale celebre per la sua spettacolare posizione su una torre tufacea, che si staglia sul territorio circostante. In questo caso, il comune ha introdotto un ingresso a pagamento per accedere al centro storico, destinando il ricavato a innovativi progetti di conservazione e manutenzione del borgo. In questo modo, il sistema innesca un circolo virtuoso in cui il turismo sostiene il luogo e le attività lì presenti. Queste iniziative mantengono viva la comunità locale e regolano i flussi turistici in modo congruo, attirando visitatori interessati a un’esperienza di valore.
Un terzo caso, di entità più grande, è quello del Parco Nazionale delle Cinque Terre, in Liguria. Anche qui, l’accesso ai sentieri dell’area protetta è monitorato e prevede un pagamento, i cui proventi vengono investiti sulla manutenzione delle infrastrutture e la tutela ambientale. Qui vengono calendarizzate centinaia di attività inscrivibili all’interno del turismo lento e sportivo, consentendo ai tantissimi visitatori di scoprire paesaggi e borghi in modo rispettoso e maggiormente consapevole, con importanti ricadute economiche per i luoghi interessati.
Opportunità economiche e impatti positivi sulle comunità locali
Secondo i dati forniti dall’Isnart
(Istituto Nazionale Ricerche Turistiche), chi viaggia per motivi culturali ha una propensione alla spesa maggiore rispetto al turista medio: 93 euro rispetto a 74. Si apprezza, dunque, come il turismo sostenibile lento – legato alla cultura e alle tradizioni – possa garantire reali possibilità economiche ai territori e agli attori coinvolti, dando vita a nuove prospettive imprenditoriali.
Anche per questo, il turismo sostenibile sta emergendo come un modello sempre più apprezzato e applicato a livello internazionale, un sistema che non “sfrutta” il territorio e le persone, ma che li tutela e arricchisce. Grazie alla collaborazione trasversale di enti, associazioni e imprenditori è ormai concreto quello che prima sembrava impossibile: un turismo che tutela i luoghi e che rafforza il legame tra visitatori e comunità locale, dando vita a esperienze che restano impresse nel tempo.