Dai dati dell’OMS si stima che in Italia poco più del 2% della popolazione sia affetta da disabilità visiva. Ci sono circa 220.000 mila ciechi e 1,5 milioni di ipovedenti. Le diverse abilità di queste persone sono sconosciute ai più, ma c’è un modo per avvicinarsi al loro mondo? La risposta è si, ed è quello che fa Dialogo nel buio.

In Italia, presso l’istituto dei ciechi di Milano è presente una mostra che ha come finalità non solo quella di far vivere un’esperienza multisensoriale, ma di avvicinare alla diversità visiva e di abbattere luoghi comuni e pregiudizi. Dal 2005 l’esposizione si trova nella sede attuale che ormai è diventata permanente, e permette di vivere varie esperienze. Si può fare il percorso sensoriale, la cena, l’aperitivo, assistere ad uno spettacolo teatrale: tutte esperienze rigorosamente al buio, facendo così riposare la vista e risvegliando tutti i sensi non visivi.

La principale esperienza di Dialogo nel Buio: il percorso

Tra le varie possibilità di scoprire i sensi non visivi c’è quella del percorso al buio. Ogni 15 minuti un gruppo di massimo otto persone è prima accolto da un vedente che fornisce il bastone e spiega come usarlo, per poi condurre gli stessi nella prima stanza detta di accoglienza dove incontrano la guida non vedente.

Durante l’esperienza si visitano degli ambienti di vita quotidiana, quindi già conosciuti mediante la vista. In questa occasione si offre la possibilità di fare un’esperienza tramite l’uso di tatto, olfatto, udito e gusto. Il senso del gusto non è nominato a caso in quanto, l’ultimo ambiente è un bar. Così facendo i visitatori hanno la possibilità di gustare una fresca bevanda, fare domande e chiacchierare con la guida.

Cos’altro fare a Dialogo nel buio: una cena unica nel suo genere

Un’altra proposta di Dialogo nel buio è fare una cena completamente immersi nell’oscurità. Prima di entrare nel vivo, una breve introduzione dello staff prepara ad un’emozionante esperienza. Si è accolti da una guida ipovedente o non vedente che con la sua voce rassicurante conduce gli ospiti nella sala dedicata e li invita ad accomodarsi al loro posto.

Il profumo delle pietanze e del vino permettono di servirsi dell’olfatto per familiarizzare con l’ambiente. Con le posate i visitatori testano la consistenza di ciò che viene offerto. Per finire, gli ospiti devono fare affidamento sul loro palato per riconoscere la proposta di tutte e tre le portate, primo, secondo e dolce. Accompagnati dal buio si viene stimolati al confronto e al dialogo con gli altri e con le guide.

Qualcosa di mai visto: il teatro al buio

Uno spazio teatrale senza confini e riflettori è il teatro oscuro, un momento dove apprezzare la recitazione degli attori e l’ascolto della musica. Voce, movimento, ritmo, espressione permettono di colorare lo spettacolo in modo inatteso, toccando le corde emotive del pubblico e sorprendendolo di continuo.

I visitatori vengono accompagnati al loro posto, rispettando fila e numero come in qualsiasi teatro, da una delle guide non vedenti o ipovedenti; e la stessa cosa avviene all’uscita. Tra le rappresentazioni c’è quella di una delle guide intitolata “L’invasione dei puntolini”, ma non solo: anche attori professionisti vanno in scena nello spettacolo di “Romeo e Giulietta incontrano Guccini”.

Ascoltiamo con gusto: aperitivo musicale al buio

Se ti attirano le esperienze fuori dal comune, l’aperitivo al buio potrebbe essere l’occasione giusta per te! A Dialogo nel buio potrai passare una serata davvero speciale, attraverso le esperienze di cui abbiamo parlato sopra o anche sperimentando l’aperitivo musicale al buio. In questo caso, potrai accedere direttamente al bar e accomodarti al tavolo, mentre assapori vari cocktail e stuzzichini di qualità, accompagnati dall’ascolto di musica dal vivo.

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Antonio dei Nobili

Sono Antonio dei Nobili, ragazzo ipovedente e aspirante giornalista pubblicista. Sono originario della Puglia, ma da alcuni anni vivo a Milano. Ho la passione per la scrittura dai tempi delle scuole medie. Le mie passioni non si limitano alla scrittura, amo tanto lo sport e la musica rock, entrambi sono parti fondamentali della mia vita. Attualmente scrivo per Buonenotizie.it e frequento i corsi di Giornalismo costruttivo.

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