Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), il 28,1% dei giovani tra gli 11 e i 17 anni ha già sperimentato dinamiche assimilabili alle scommesse all’interno dei videogiochi. Un dato che, se da un lato preoccupa, dall’altro consente di intervenire precocemente con programmi di educazione e prevenzione mirati ed efficaci per contrastare la ludopatia in età adulta. Il gioco online sta infatti avvicinando una parte crescente di adolescenti con meccanismi simili a quelli del gioco d’azzardo.

Il gioco online: una zona grigia sempre più ampia

Il confine tra gioco online e gioco d’azzardo è diventato sempre più sottile a causa dei meccanismi come le loot box (scatole a sorpresa a premi) o le microtransazioni (acquisti digitali di piccolo importo per sbloccare contenuti extra), che utilizzano sistemi di gratificazione simili a quelli delle scommesse tradizionali.

Gli adolescenti, inoltre, presentano una percezione del rischio ridotta, in particolare quando le vincite vengono proposte come ‘facili’. Un recente studio pubblicato su Taylor & Francis Online ha confermato che i ragazzi interagiscono con attività simili all’azzardo più delle ragazze, mostrando una maggiore propensione a ripetere l’esperienza in futuro.

A ciò si aggiunge la pressione sociale: la normalizzazione di certi comportamenti, come l’acquisto di gratta e vinci da parte di familiari o conoscenti, può favorire l’emulazione e rafforzare l’idea che il rischio sia accettabile o normale.

Le buone pratiche per ridurre il rischio di dipendenza

Per favorire un uso sano del gaming e prevenire il Gaming Disorder (dipendenza da gioco online), riconosciuto come patologia dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), è fondamentale il ruolo educativo di genitori e insegnanti. Tra le buone pratiche rientrano:

  • favorire il dialogo: parlare dei videogiochi senza pregiudizi aiuta i giovani a sentirsi compresi e più inclini a condividere le proprie esperienze;
  • stabilire regole chiare: definire orari, pause e priorità (studio, sonno o sport) promuove il senso di responsabilità e riduce la percezione di imposizione;
  • comprendere la dimensione sociale del gioco: riconoscere che il gioco online non è solo interazione con un software ma anche appartenenza a una comunità, aiuta a evitare incomprensioni e isolamento;
  • dare il buon esempio: mostrare un equilibrio tra vita online e offline rende l’adulto un modello credibile. Al contrario, se è assorbito dallo smartphone indebolisce qualsiasi messaggio educativo.

Le reti di tutela: esempi concreti in Italia e in Europa

Parallelamente al supporto educativo, stanno emergendo progetti innovativi mirati a proteggere i giovani attraverso la socialità.

In Italia si distingue il progetto “DIS-PLAY”, avviato nel 2021 dalla Cooperativa Sociale COOSS e sostenuto dai fondi dell’Otto per Mille della Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno. Il progetto offre supporto psicologico e pratico alle famiglie di Fano (Marche), con lo scopo di contrastare l’abuso dei videogiochi e ridurre l’esposizione precoce dei minori.

In modo simile, il progetto “Game On”promosso dalla Fondazione Comunitaria del Varesotto, è un esempio eccellente di prevenzione “dal basso” che non si limita a dire ai ragazzi cosa evitare, ma propone alternative, insegnando loro a gestire il proprio tempo e a valorizzare la pause durante le sessioni di gioco.

A livello europeo, a gennaio 2025, è stato avviato il progetto “Promuovere la salute mentale di minori e giovani”, cofinanziato dall’Unione Europea. Il programma mira a rafforzare l’intera rete di protezione intorno ai giovani, formando professionisti capaci di ascoltare i ragazzi senza pregiudizi e promuovendo percorsi educativi nelle scuole che spiegano i meccanismi psicologici dietro le loot box e le scommesse.

Verso un gioco online più consapevole

Promuovere la consapevolezza digitale è la chiave per prevenire la dipendenza dal gioco online e l’avvicinamento precoce all’azzardo. L’obiettivo non è demonizzare i videogiochi, ma educare i giovani a un utilizzo critico e responsabile, affinché il gaming online possa convivere in modo armonioso con le altre attività e diventare una componente equilibrata della loro vita quotidiana.

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Giulia Mastrocicco

Sono Giulia Mastrocicco. Laureata in Giornalismo, Comunicazione editoriale e multimediale presso l'Università di Parma.

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