Arte contemporanea a Nepi: giovedì 4 giugno 2026, alle ore 18:00
, la Massimo Lupoli Gallery inaugura la mostra personale di Valeria Sanguini, “L’orizzonte del tuo divano”, curata da Domiziana Febbi. Un evento che segna il ritorno della galleria alle esposizioni, dopo vent’anni come fulcro di un’attività imprenditoriale di noleggio opere d’arte. La scelta di restare nella zona industriale di Settevene, in provincia di Viterbo, non è un ripiego: è una dichiarazione di poetica e una scommessa sul territorio.
Arte contemporanea in affitto: vent’anni a democratizzare la bellezza
L’arte contemporanea è ancora lontana dalla vita quotidiana
. Le opere faticano a uscire dai musei e dalle gallerie dei grandi centri. Massimo Lupoli ha lavorato per due decenni a ridurre quella distanza, portando avanti un percorso costruito su radici solide: formatosi accanto alla Scuola di San Lorenzo, ha assorbito le lezioni della Transavanguardia di Achille Bonito Oliva e cresciuto nel dialogo con figure come Piero Pizzicanella e lo scultore Nunzio.
Nel 2001, un viaggio a New York gli mostra un modello: nelle gallerie americane le opere non si vendono soltanto, si affittano. Lui lo trasforma in qualcosa di più radicale. Dal 2002, con Artuarte Contemporanea, costruisce un sistema di noleggio a un euro al giorno, per qualsiasi opera, indipendentemente dal valore di mercato. Una rete di circa 200 artisti porta le opere in alberghi, banche, ristoranti e uffici di tutta Italia. L’arte contemporanea entra nella vita quotidiana senza che il collezionismo sia un prerequisito. In azienda come al museo: non uno slogan, ma un manifesto.
Quando la galleria sceglie la via dell’Industria
La Massimo Lupoli Gallery nasce dalla convergenza di più identità inscindibili del suo fondatore: artista, collezionista, imprenditore e, da ultimo, gallerista. È da questa tensione produttiva che prende forma uno spazio non di mera esposizione, ma radicato sul territorio e in dialogo con la sua comunità. La galleria si colloca consapevolmente in un percorso culturale serio, che conosce le proprie radici e da quella tradizione muove per costruire qualcosa di nuovo.
Lo spazio si trova a Nepi, in provincia di Viterbo, in un capannone nella zona industriale di Settevene. Come la Factory di Warhol era in un magazzino di Manhattan, anche qui lo spazio porta con sé una memoria che si fa arte. La Tuscia, terra ricca di storia etrusca e medievale, diventa così un polo inaspettato di arte contemporanea. La galleria intercetta chi viene da lontano per un’esperienza autentica e chi passa per caso, ritrovandosi davanti a qualcosa di inaspettato.
Arte contemporanea fuori dai circuiti: il modello che funziona
Decentrare la cultura non è un’utopia: è una pratica consolidata in molti Paesi europei. Gli spazi di arte contemporanea fuori dai grandi centri hanno dimostrato di saper costruire comunità e rigenerare territori. La riapertura della Massimo Lupoli Gallery è partita con “Voci del Contemporaneo”, una collettiva di 22 artisti. Questa mostra di Valeria Sanguini inaugura il primo ciclo di mostre monografiche: una tappa più intensa, dedicata a singoli progetti d’autore.
Life belt (la madre que te pariò) acrilico su tela 2019 (70×90 cm)
Il programma comprende mostre monografiche, residenze d’artista e progetti rivolti al pubblico giovane, pensati come occasioni di contaminazione tra linguaggi: musica, fotografia, performance, video. È uno spazio in cui, come dice lo stesso Lupoli, “si entra senza sapere cosa si troverà, e si esce diversi da come si è entrati”. Una promessa costruita sulla convinzione che “l’arte e la bellezza debbano essere condivisi, che le opere debbano essere vissute ed amate in molteplici contesti”.
Valeria Sanguini e l’orizzonte che si contrae
Nata ad Addis Abeba nel 1973, Valeria Sanguini vive e lavora a Roma. La sua ricerca di arte contemporanea esplora appartenenza, confine e spazio vissuto, attraverso pittura, scultura e installazione. Tra i riconoscimenti: il Corso Superiore di Arti Visive della Fondazione Ratti con visiting professor Marina Abramović (2001), la residenza alla Künstlerhaus Schloss Wiepersdorf (2003) e l’International Artist Summit Award della Casa Internazionale delle Donne di Roma (2022).
Tra dipinti e sculture, la mostra presenta una selezione di opere attraversata da traiettorie geografiche, identitarie e culturali, in cui l’artista indaga le modalità di abitare il presente. Al centro c’è la continuazione di “Tenda”: una ricerca sull’abitare collettivo durata oltre quindici anni, capace di attivare relazioni e immaginare una dimensione condivisa dello spazio. Da questa traiettoria, l’indagine si sposta verso una condizione di maggiore interiorità e compressione, in cui le due energie opposte di apertura e confinamento si confrontano senza mai risolversi.
L’opera che dà il titolo alla mostra, “L’orizzonte del tuo divano” (2024), è una tela piegata a metà in cui l’orizzonte appare contratto in una dimensione domestica e statica. Più che indagare la meccanicizzazione del presente, Sanguini ne prende atto e si allena a riconoscerne la violenza e gli effetti trasformativi. Con la sua ricerca attraversa soglie nelle quali il vivente viene sezionato, costretto e amputato della propria continuità organica e relazionale.
Nei dipinti e nelle installazioni si vedono ossa, radici, congegni, onde magnetiche e spore. Le opere sono brecce che trasformano il corpo in un territorio attraversabile. Su questo piano, dove dimensione biologica e tecnologica si sovrappongono, la pratica artistica assume una funzione di resistenza. In opposizione all’isolamento contemporaneo, la pittura torna a essere presenza fisica, tempo condiviso e desiderio di contatto.
Il 4 giugno a Nepi un vernissage che apre un ciclo
La mostra è visitabile dal 4 giugno al 3 luglio 2026
, dal lunedì al venerdì dalle 11:00 alle 19:00 (sabato e domenica su appuntamento). Il vernissage è giovedì 4 giugno, alle ore 18:00, a ingresso libero, presso la Massimo Lupoli Gallery, Via dell’Industria 6, Nepi (VT). Il catalogo, a cura di Domiziana Febbi, sarà disponibile dal 3 luglio in versione cartacea e digitale.
Questa prima mostra monografica inaugura un programma costruito con la stessa cura con cui Lupoli ha selezionato la propria collezione, che include opere di Maurizio Cattelan, Mario Merz, Jannis Kounellis e Anish Kapoor. Un lungo percorso di eventi è già in programma, portando nel cuore della Tuscia un’offerta culturale che non ha nulla da invidiare ai circuiti urbani.
“Si entra senza sapere cosa si troverà, e si esce diversi da come si è entrati”: nelle parole di Massimo Lupoli, questa è anche la più precisa descrizione di ciò che l’arte contemporanea può ancora fare. Un inizio, non un ritorno: la galleria riparte dal punto esatto dove aveva lasciato, con in più tutto quello che ha imparato, visto, vissuto e collezionato in vent’anni.
