Risparmiare sulla benzina: arriva l’App del Mise

By 10 Giugno 2014 Economia, risparmio

Data la crisi economica in cui si trova il nostro paese, sono sempre più gli italiani che si ingegnano per individuare modi per risparmiare. L’auto, in particolare, costituisce una delle fonti di spesa maggiori per i consumatori a causa dei continui rincari sul carburante e sulle polizze auto, motivo per cui tanti hanno optato per la scelta dei mezzi pubblici, mentre chi non ha la possibilità di lasciare in garage il proprio veicolo, si è impegnato nel confronto dei prodotti Direct Line, Quixa, Linear e di altre compagnie per ridurre quantomeno gli esborsi per l’rca.

Anche se l’alternativa delle assicurazioni online consente dei risparmi notevoli, per interrompere questa continua crisi del settore, gli enti nazionali stanno escogitando sempre più soluzioni che riescano a venire incontro ai cittadini. Questa volta è stato l’Osservatorio Prezzi e Tariffe del Ministero dello Sviluppo Economico a lanciare una nuova iniziativa: l’OsservaPrezzi carburanti, un’app sviluppata in collaborazione con Unioncamere e Infocamere, già scaricabile gratuitamente sugli store Googleplay e in pochi giorni anche su iTunes.

Questa nuova App, la prima mai creata dal Mise, permette a chi ne fa uso di visualizzare i dati analizzati raccolti dall’Osservatorio e di conseguenza scoprire quali sono i distributori di benzina più economici oltre a impostare il percorso più veloce per raggiungerli.

L’applicazione è stata creata in modo da visualizzare una mappa e un campo di ricerca, dove si può indicare quale tipo di carburante si cerca; dalla benzina, al diesel fino al Gpl.

Una volta inseriti i dati, sul display compariranno i distributori che soddisfino le richieste specificate nel raggio di cinque chilometri. Evidenziati con una pompa di benzina verde saranno quelli con i prezzi più bassi, mentre contrassegnati con una pompa di benzina rossa quelli con un prezzo più alto. L’applicazione permette inoltre di generare un elenco di benzinai ordinati per prezzo ed è anche possibile calcolare il percorso per arrivare fino a quello selezionato.

È stato possibile raccogliere questi dati in quanto, grazie ad una legge del 2009, è stato dato l’obbligo ai benzinai di comunicare i singoli prezzi dei vari carburanti venduti dai loro distributori. Inoltre, grazie a due successivi decreti attuativi sono state individuate le modalità di comunicazione dei prezzi al sito del Ministero e fu stabilito allora che i primi a iniziare a riportare i vari dati fossero i distributori della rete autostradale. Dall’inizio del 2013 è quindi partita una fase di estensione graduale del sistema, prima alle strade statali e poi, sempre nello stesso anno, a tutta la rete stradale, anche urbana.

Sono oltre 17mila (su 24mila) gli impianti che sono registrati all’OsservaPrezzi, stando ai dati forniti dal ministero. Di questi però, più di 3500 si avvalgono delle “forme alternative di comunicazione del prezzo”. I consumatori sono gentilmente invitati a segnalare anomalie qualora trovino delle differenze tra i prezzi pubblicizzati e quelli realmente applicati e per farlo possono rivolgersi alle autorità competenti (teoricamente il Sindaco del Comune dove avviene la violazione, o la Polizia urbana). Le sanzioni amministrative per i benzinai “furbetti” vanno da 516 a 3.098 euro.

Il sottosegretario Simona Vicari ha affermato che: “si tratta di un’iniziativa importante, non solo perché è la prima app targata Mise, ma soprattutto perché forniamo ai consumatori uno strumento utile grazie al quale sarà possibile accedere facilmente ai vari listini e scegliere il gestore più conveniente“. Ha aggiunto inoltre che “questa App non si rivolge soltanto ai consumatori, ma anche ai gestori. Non solo rendiamo più trasparenti i prezzi e i servizi, ma allo stesso tempo mettiamo i vari esercizi commerciali in diretta competizione tra loro, stimolandoli ad offrire i loro prodotti a prezzi più vantaggiosi. Ora – ha concluso – il prossimo passo è il rinnovamento del sito stesso dell’Osservatorio Prezzi, con nuove modalità di ricerca anche da web, nell’ottica di un’amministrazione sempre più trasparente e a misura di consumatore“.

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