Nel 2022 in Italia sono state previste nuove leggi in materia di crisi d’impresa per fronteggiare il crescente numero di aziende che si trovano in difficoltà finanziarie. Secondo i dati dell’Istat, nel primo trimestre del 2022 il numero di imprese in stato di crisi è aumentato del 14,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con un’incidenza maggiore nel settore dei servizi e nelle regioni del Sud Italia.

Questi dati preoccupanti hanno spinto il Governo italiano a intervenire con una serie di misure e riforme per promuovere la ristrutturazione aziendale e prevenire il fallimento delle imprese in difficoltà finanziarie. Nel 2023 si sono aggiunte due importanti novità: con il decreto-legge del 24 febbraio n. 13, si introduce la composizione negoziata come nuovo strumento per la soluzione della crisi d’impresa e dell’insolvenza, a questo si aggiunge l’analisi della Fondazione Accademia di Ragioneria sui provvedimenti e gli strumenti atti alla prevenzione della crisi d’impresa e dell’insolvenza

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Cosa è la crisi d’impresa

La crisi d’impresa si riferisce alla situazione in cui un’azienda si trova in difficoltà finanziarie e rischia la bancarotta o la cessazione di attività. La crisi d’impresa può essere causata da diversi fattori, tra cui l’incapacità dell’impresa di stare al passo dei competitors per ragioni di costo dei fattori produttivi, inefficienza nei processi o inadeguato controllo di gestione.

La crisi d’impresa non si manifesta da un momento all’altro, ma è il risultato di un declino dell’azienda che può durare anni. L’impresa arriva allo stato di insolvenza, che è crisi, attraverso un percorso che si manifesta in diversi sintomi e segnali di allarme, come ad esempio la diminuzione delle vendite, la riduzione dei margini di profitto, la mancanza di liquidità e la difficoltà a onorare gli impegni finanziari.

Il contesto italiano per le imprese in difficoltà finanziarie

La Legge 19 ottobre 2017, n. 155, nota come la Legge sulla Crisi d’Impresa, è stata introdotta per migliorare la prevenzione e la gestione delle crisi d’impresa, offrendo alle aziende in difficoltà finanziarie l’opportunità di ristrutturarsi e continuare ad operare.

In particolare sono state introdotte due procedure per la risoluzione delle crisi aziendali: la procedura di allerta e la procedura di composizione della crisi. La procedura di allerta è una procedura volontaria che consente alle aziende di segnalare i propri problemi finanziari alle autorità preposte. La procedura di composizione della crisi è una procedura obbligatoria che viene avviata quando un’azienda si trova in una situazione di crisi finanziaria.

La procedura di allerta può essere avviata dall’azienda stessa o da una delle parti interessate, come i creditori o i dipendenti. Questa prevede la nomina di un esperto indipendente che valuta la situazione finanziaria dell’azienda e propone soluzioni per risolvere la crisi.

La procedura di composizione della crisi viene avviata quando un’azienda non è in grado di soddisfare i propri debiti, inclusi quelli verso i dipendenti. La procedura prevede la nomina di un commissario giudiziale che assume il controllo dell’azienda e cerca di trovare una soluzione per risolvere la crisi. Durante la fase di composizione della crisi, l’azienda deve presentare un piano di ristrutturazione che prevede la riduzione dei costi e la ristrutturazione del debito.

La Legge sulla Crisi d’Impresa ha introdotto anche un nuovo strumento per la risoluzione delle crisi aziendali: il contratto di ristrutturazione. Il contratto di ristrutturazione è un accordo tra l’azienda e i suoi creditori che prevede la ristrutturazione del debito e la riduzione dei costi. Il contratto di ristrutturazione può essere utilizzato durante la fase di composizione della crisi o come alternativa alla procedura di composizione della crisi.

Le novità normative sulla crisi d’impresa

Il decreto-legge 24 febbraio 2023, n. 13, parla della composizione negoziata come nuovo strumento a disposizione degli imprenditori per porre rimedio alle crisi di impresa. La composizione negoziata è una attività che permette alle imprese in difficoltà finanziarie di negoziare accordi con i loro creditori, al fine di evitare la liquidazione e continuare l’attività. Tale istituto risulta particolarmente efficace se negli anni l’azienda che lo utilizza è stata in grado di creare solidi rapporti collaborativi nel proprio mercato e di distinguersi per la qualità dei propri prodotti o servizi.

Recentemente la Fondazione Accademia di Ragioneria ha condotto un’analisi sui provvedimenti e gli strumenti atti alla prevenzione della crisi d’impresa che si è conclusa con una una serie di raccomandazioni per migliorare l’efficacia degli interventi attuabili da imprenditori e consulenti. In particolare la Fondazione ha suggerito di rafforzare il ruolo degli amministratori giudiziari e di promuovere la cultura del rischio e della trasparenza nelle imprese.

A un anno di distanza dalla nuova normativa sul codice di impresa risulta infatti fondamentale la capacità degli imprenditori di prevenire situazioni di difficoltà, dotandosi di strumenti di pianificazione economico-finanziaria come modelli prospettici di conto economico, calcolo della stabilità patrimoniale dell’impresa e piani industriali articolati in diverse annualità.

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Chiara Bastianelli

Laurea in Economia e Direzione Aziendale.Project manager in una società di consulenza strategica per le imprese.Appassionata di aziende, finanza e letteratura.

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