Lo smart working si è sviluppato in Italia solo negli ultimi anni: una rivoluzione della concezione di lavoro. C’è stato un incremento notevole dell’utilizzo dello smart working durante la pandemia da Covid-19. E adesso corre il rischio di essere abolito.

Utilizzo eccessivo dello smart working

É necessario che ci sia equilibrio fra il lavoro attuabile da casa e quello sul luogo di lavoro. Esistono studi contrastanti sulla salute psico-fisica dei lavoratori. Durante la pandemia da Covid-19 si è verificato un aumento del fenomeno di burnout (esaurimento) da stress cronico da lavoro. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha convenuto di classificarlo come “sindrome” già nel 2019.

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Senza un’adeguata armonia nell’organizzazione dello smart working il rischio di non riuscire a scindere la vita lavorativa da quella privata aumenta notevolmente. Il lavoratore può trovarsi in una condizione di isolamento debilitante da non sottovalutare: possono soffrirne sia i legami aziendali che quelli personali. Inoltre, la comunicazione può essere intaccata da una minor efficacia e maggior lentezza. Quindi, paradossalmente, il ritmo lavorativo si rallenta. La gestione dirigenziale può diventare più complessa, causando problematiche a catena.

Le sue novità positive

Il lavoratore deve dimostrarsi rispettoso e responsabile nella propria autogestione dello smart working. Se questo viene attuato con la giusta e sana dedizione, ci sono numerosi vantaggi e miglioramenti che lo smart working può promuovere.

Uno dei benefici principali e più lampanti è la migliore organizzazione e conciliazione del tempo casa-lavoro. Garantendo una maggiore elasticità sia degli orari che degli spazi. L’inquinamento può subire un considerevole calo, essendoci meno automobili in circolazione. Da sottolineare anche un minor stress da viaggio, soprattutto per i pendolari, una riduzione dei costi di spostamento e degli sprechi di tempo.

La produttività può essere incrementata: percependo la responsabilità affidatagli, il lavoratore avverte una crescita della propria soddisfazione personale, di conseguenza migliora la prestazione lavorativa e può ottenere risultati sorprendenti. Alimentando così anche la motivazione. Elementi che si favoriscono vicendevolmente, accrescendo la spirale positiva.

Nondimeno, anche per i datori di lavoro lo smart working tende ad agevolare la situazione economica. Permette un risparmio considerevole di energia, consumo di materiali e riscaldamento, risparmio che a sua volta mitiga l’inquinamento.

La cura personale e dell’alimentazione possono riappropriarsi di una maggior attenzione, rendendo più sana e corretta la condizione di vita del lavoratore.

Ambiti di lavoro che si avvantaggiano dello smart working

Negli ultimi anni sono nate o si sono sviluppate professioni che esigono la digitalizzazione. Alcune possono avvalersi unicamente dello smart working come gestione del lavoro. Si innestano con sempre più forza nell’attuale contesto socio-lavorativo.

Il programmatore, ad esempio, continua ad essere una figura molto richiesta. Molti settori lavorativi hanno bisogno di un professionista in grado di sviluppare applicazioni o software. E quindi anche di un informatico prettamente incentrato sulla sicurezza digitale.

Il social media manager è uno dei ruoli più innovativi, specialmente in Italia. Principalmente le ricerche degli utenti avvengono tramite internet o i social media appunto. Insieme al responsabile marketing digitale, il social media manager pertanto è diventato sempre più indispensabile per aziende, cooperative e varie organizzazioni di ogni genere. Il graphic designer è una professione che si lega inevitabilmente alle precedenti, rendendo più completa la loro produzione.

Le figure del ghostwriter, del copywriter, del giornalista o professioni analoghe elaborano libri, articoli o testi lavorando sempre più solo grazie al mezzo del computer e della connessione internet. Sempre più spesso producono materiali per la rete.

Il futuro prospetta un incremento delle nuove professioni che si basano principalmente sullo smart working e sulla tecnologia in generale.

Cosa cambia dal 1° luglio 2023

Esiste la possibilità che si torni alle modalità di lavoro precedenti. Il 30 giugno infatti “scadrà” ufficialmente la proroga concessa ai lavoratori fragili, sia nel pubblico che nel privato, e ai genitori di figli minori di 14 anni, nel privato. La possibilità di poter lavorare in smart working sarà quindi regolata, nel caso, da uno specifico contratto individuale tra datore di lavoro e lavoratore, come specifica la Legge 22 maggio 2017, n.81. E in effetti, alcune Amministrazioni pubbliche e aziende private hanno già proceduto in tal senso.

Forse l’utilizzo più frequente e regolato dello smart working previsto nel contratto di lavoro, potrebbe effettivamente migliorare su più fronti le condizioni di lavoro. Per cui sarebbe interessante mantenere e consolidare questa modalità e renderla definitivamente parte integrante della vita lavorativa in Italia.

 

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Chiara Andriani

Chiara Andriani. Mi sono diplomata al Liceo Linguistico, avendo sempre avuto un interesse e un orecchio attento per le lingue. Fin dall'infanzia ho mostrato un particolare coinvolgimento ed entusiasmo verso l'universo letterario e cinematografico e una passione per la musica. L'attrattiva verso la scrittura mi ha spinto a cercare un modo per renderla parte integrante della mia vita di tutti i giorni, portandomi alla scoperta anche del giornalismo e di BuoneNotizie.it. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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