L’inquinamento luminoso è l’effetto deleterio delle luci artificiali urbane e suburbane, causato principalmente da una cattiva progettazione di illuminotecnica e quindi da uno sconsiderato abuso energetico. Oggi l’80% della popolazione mondiale non vede il cielo stellato e l’Italia è fra i Paesi messi peggio, con livelli di inquinamento luminoso pari a quelli di Singapore, che detiene il record mondiale del peggior inquinamento della luce.

Gli effetti dell’inquinamento luminoso sull’uomo e sull’ambiente

L’inquinamento luminoso comporta danni all’ambiente e a molti esseri viventi, incluso l’uomo. L’effetto più grave su quest’ultimo è la riduzione della produzione di melatonina, il principale ormone regolatore del sonno. Le fonti luminose hanno un impatto importante sui cicli circadiani, cioè sull’andamento che seguono nelle 24 ore numerosi parametri biologici, come la pressione arteriosa, la secrezione di cortisolo e di insulina, l’umore e il sonno. Tra le altre conseguenze ci sono l’affaticamento, il mal di testa, il sovrappeso, problemi cardiaci e di ansia.

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L’inquinamento luminoso ha effetti negativi anche sui flussi migratori, i rituali di accoppiamento, la caccia e molti altri processi fondamentali per la vita di animali, piante e insetti. Ad esempio, secondo un team di ricercatori del Centro britannico per l’ecologia e l’idrologia (UKCEH), le luci a led impiegate al posto delle lampade al sodio nell’illuminazione delle strade stanno decimando alcune popolazioni di insetti notturni. Si stima che d’estate muoiano 150 insetti ogni notte, folgorati da un unico lampione.

Gli studiosi prevedono che questa tipologia di illuminazione stradale “avrà impatti a catena su altre specie, inclusi uccelli predatori, ricci e uccelli canori, che hanno bisogno di centinaia di bruchi al giorno per nutrire se stessi e i loro piccoli”. Secondo l’entomologo Boyes, per mitigare il problema si potrebbe “ridurre l’intensità dei led, utilizzando filtri che blocchino le lunghezze d’onda blu, che sono più dannose per gli insetti. Invertire la causa di questo preoccupante declino è di fondamentale importanza per evitare di ridurre ulteriormente l’abbondanza totale di falene”.

Come abbiamo detto prima, l’inquinamento luminoso comporta danni anche all’ambiente. Sta ormai scomparendo la visione del cielo stellato, soprattutto nei luoghi di pianura. Oltre a questo effetto ve ne sono altri che coinvolgono la flora e la fauna, le quali risentono pesantemente dell’alterazione dei loro ritmi e cicli naturali.

L’inquinamento luminoso in Italia: qual è la situazione?

Stando all’analisi degli autori dell’Atlante mondiale del cielo buio, pubblicata sulla rivista Science Advances nel 2016, l’Italia, assieme alla Corea del Sud, è tra i Paesi del G20 in cui l’inquinamento luminoso è più diffuso.

La Val Padana risulta essere una delle zone più affette dall’inquinamento luminoso. In tutta la Pianura Padana, infatti, nove decimi delle stelle sono nascoste dal chiarore delle luci artificiali. Torino e Milano, insieme a tutta l’area brianzola, sono le aree più colpite dal fenomeno. Otto italiani su dieci non hanno dunque la possibilità di vedere il cielo notturno incontaminato e di osservare la Via Lattea. Solo in una piccola zona della Sardegna e in Alto Adige rimangono cieli incontaminati.

Inquinamento luminoso

Per rendere bene l’idea basta guardare l’immagine qui sopra, che raffigura i livelli di brillanza (grandezza che misura il flusso luminoso di una sorgente) in Italia. Il colore nero indica i luoghi dove l’emissione di luce artificiale è nulla; si passa poi al blu, al verde, al giallo, all’arancione per poi arrivare al rosso, che indica la presenza di un forte inquinamento luminoso.

Per far fronte a questo problema, molte città europee hanno adottato un programma a luci spente per le sere in cui gli uccelli migrano e sempre più Paesi stanno mettendo in atto soluzioni per ridurre l’inquinamento luminoso. Alcune tecniche per la riduzione dell’inquinamento luminoso sono già state attuate da alcuni Paesi e regioni, come la Lombardia e altre regioni italiane, la Slovenia, alcune regioni del Cile e delle Isole Canarie, ma il percorso di miglioramento è ancora lungo. É importante dunque sensibilizzare un numero sempre più crescente di persone, al fine di mitigare questa problematica.

Cosa fare per contrastare l’inquinamento della luce

I principali responsabili dell’inquinamento luminoso sono gli impianti di illuminazione esterna che disperdono luce in direzioni in cui non è indispensabile.

Per limitare questa tipologia di inquinamento, la regola generale è illuminare il meno possibile, ma esistono diverse soluzioni mirate. Usare fonti di luce basse e schermate in modo che la luce non si disperda verso l’alto potrebbe risultare una strategia vincente. Secondo gli studi, nelle lampade non schermate o direzionate soltanto il 40% della luce viene sfruttato, mentre il resto si disperde nell’atmosfera.

Un altro modo per ridurre l’inquinamento luminoso, potrebbe essere quello di usare sensori di movimento, timer o altri espedienti perché le luci esterne si spengano quando non sono utili. Preferire LED a bassa temperatura o lampade al sodio è un’altra strategia che funziona.

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Giulia De Giacinto

Giulia De Giacinto. Appassionata di Motorsport, in particolare di Formula 1; mi piace raccontare le sue connessioni con la sostenibilità e storie di grande ispirazione. Attualmente scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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